Un giorno qualunque

17 May 2012

Una volta si diceva “Io non ho nulla contro i gay, ho un sacco di amici gay” (su questa cretineria, per esempio, Gianni Morandi ha costruito l’intero Festival di Sanremo ...

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Il gioco dei ricordi

16 May 2012

E’ vero… si fa fatica a crederlo, eppure la gente si divertiva stando insieme anche prima dell’avvento di Facebook e del mondo digitale. Ci si riuniva comunque, e si passava il ...

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La sacrosanta solitudine dello scrittore

14 May 2012

Bevetevi un bel romanzo. O un saggio, o una poesia. Sì perché… secondo quanto dichiarato al Salone del Libro da Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, il futuro dell’editoria starà ...

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Obama sarà il mio testimone di nozze

10 May 2012

Quelli che, solo per il fatto di avere un profilo Facebook, amano commentare e cercare di mettersi in mostra facendo sempre i bastian contrari possono continuare a insistere sul fatto ...

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Vivi e selvaggi come 2 Cavalli

9 May 2012

La primavera è ormai definitivamente arrivata, dunque noi di DISCORING siamo pronti ad uscire dagli studi radiofonici in cui siamo rimasti chiusi per tutto l’inverno e concederci qualche scampagnata vintage ...

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tastier-jukebox

Passeggiando del tutto casualmente per le strade di Baltimora, senza piantina senza programmi senza idee come sempre amo fare lasciando che a decidere i miei incontri di viaggio sia il caso, mi sono imbattuto in un affascinantissimo pezzo di passato degli Stati Uniti: il Baltimore and Ohio Railroad Museum.
Pensavo di star facendo solo un giro ricognitivo attorno al mio albergo approfittando del sole estivo che scaldava il Maryland, e invece partivo per un’emozionante traversata nel tempo a bordo di una locomotiva a vapore.

Neanche fossi Michael J. Fox in “Ritorno al futuro”. Cammino random con gli auricolari dell’Ipod negli orecchi e penso ai progetti di avvenieristica editoria digitale che dovro’ discutere qui negli States: poi svolto all’angolo e mi ritrovo dritto dritto negli anni ’20 del secolo scorso, seduto dentro un vagone di terza classe che attraversa il Midwest.

Il luogo comune vuole che questo paese non abbia storia, ricordi, passato. Ma, a forza di dirlo, di tempo ne e’ trascorso, e anche gli Stati Uniti cominciano a vantare un album di fotografie e memorabilia piuttosto florido.
Ed e’ bello accorgersene cosi’, in maniera del tutto inattesa, camminando a caso, sotto il sole quasi estivo del Maryland, pensando di star facendo tutt’altro, in un pomeriggio di Aprile.

(N.d.R.: in questo post, gli aposrofi al posto degli accenti non sono dovuti ad ignoranza dell’autore, ma al fatto che esso e’ stato battuto su una tastiera USA, dove, notoriamente, i tasti delle lettere accentate non esistono).

Sono ancora a Londra, e a breve partirò per una rapida tappa statunitense del Viaggiatore Solitario World Tour 2012. Ma la potenza della tecnologia e della rete non mi impediranno di tenere fede ai miei impegni vintage, e di essere questa sera in diretta alle 21 insieme ad Enrico Mughetti per la decima puntata di DISCORING.

E visto che trasmettiamo su internet, abbiamo deciso di concederci la più folle delle trasgressioni e di celebrare – nel nostro tuffo nel passato e in tutti gli antenati dell’mp3 – la cara, vecchia, ormai pensionabile modulazione di frequenza.

Così, nei 150 minuti di trasmissione, oltre a paragonare come di consueto la classifica dei digital download più amati questa settimana con quelle dei 45 giri più venduti il 18 di Aprile degli ultimi 50 anni, partiremo per un piccolo viaggio à rebour nell’emittenza nazionale che fu, regalando a tutti i nostri ascoltatori vere e proprie chicche e rarità di quelli che sono stati i programmi radiofonici che hanno cambiato per sempre il modo di fare intrattenimento, e che ancora condizionano qualunque speaker e conduttore.

Non ho voglia di dare altre anticipazioni, ma posso garantirvi che chiunque ami la radio in FM stasera non dovrà proprio esimersi da ascoltare la nostra radio WEB.

Ci sentiamo alle 21.00, sulle APP Android e Apple di Radio Stonata o in streaming qui.

Sono arrivato ieri a Londra per passare come d’abitudine tre giorni tra gli scaffali della Fiera del Libro Internazionale che qui si svolge ogni anno ad Aprile. Ma, prima ancora di iniziare il mio peregrinar selvaggio tra scaffali di editori e conferenze di autori più o meno celebri, ho avuto un shock emotivo.
Pensavo di star andando semplicemente a cena, e invece avevo un appuntamento con l’ angoscia del tempo che passa, e con un grumo di malinconia che mi aspettava lì a Soho.

Esattamente 365 giorni fa, in questo post raccontavo della mia affezione per il Café Emm, un ristorantino-bettola di Frith Street che era un po’ la mia casa londinese, visto che da quando ho iniziato a frequentare la capitale britannica (e parliamo della metà degli anni ’90) è sempre stato qui che ho scelto di venire a mangiare, con compagnie di amici e ancora più spesso da solo, nei miei viaggi di lavoro.
Ormai ogni volta in cui mi ritrovavo nel centro di Londra non curiosavo nemmeno più nei menù degli altri ristoranti – d’altronde si sa che, al di là delle proprie passioni personali, c’è sempre ben poco da curiosare, quando si tratta di cibo, in Inghilterra. Senza nemmeno bisogno di chiedermi “dov’è che mangio stasera?” camminavo sicuro verso il Café Emm, e mi godevo il mio Chicken Divan o il mio stufatino stile Jane Austen in attesa di andare a teatro, o bevendo un bicchiere insieme a qualcuno dei miei friends.

Ebbene… ieri sera non riuscivo a crederci. Arrivato davanti al civico 17 di Frith Street, pensavo di essermi confuso, di aver sbagliato inavvertitamente strada. Ho fatto il giro del circondario tre volte, preso da una leggera forma d’ansia, e sperando che la mia memoria mi stesse facendo difetto.
Ma ahimé no, era proprio così: il Café Emm non esiste più.

E non c’è niente da fare, io sono un melanconico di natura, ma mi sono sentito come se mi fosse venuto a mancare un amico, un compagno di giovinezza, o come se una piccola, minuscola parte di me si fosse spenta per sempre. Non ho potuto fare a meno di ripercorrere le tante immagini legate ai tavolini avvolti nel buio delle luci basse, rivedere la grossa lavagna con l’elenco dei musical in cartellone, ripensare alle cartoline lasciate sul tavolo con cui si offriva a tutti i clienti, in cambio di un commento e di un indirizzo email lasciato, la possibilità di vincere una cena per due.
Ho rivissuto in pochi minuti tutte le sere passate al mio minitavolino da viaggiatore solitario che chiede sempre “a table for one, please”, ho avvertito ancora una volta il calore dei sorrisi dei camerieri, l’atmosfera accogliente creata dalle candele accese e dalle abat jour a luce soffusa, e mi sono sentito un po’ più vecchiotto del solito. Il mio presente si stava inesorabilmente trasformando in passato, una parte piacevole della mia vita diventava ricordo immateriale, senza più un logo fisico in cui ritrovare se stesso, e la mia giovinezza si faceva oggi un po’ più vintage di ieri.

Sognavo da anni di portarci presto anche il mio compagno David per raccontare a lui – che per problemi di visto non è mai stato nel Regno Unito – un pezzo importantissimo della città straniera che mi appartiene più di qualunque altra, e invece nulla. Il Chicken Divan e la Chocolate Pot rimarranno nelle tante pagine dei taccuini Moleskine che lì dentro ho riempito, e nei miei tanti ricordi, un po’ più belli o un po’ più brutti a seconda dei momenti in cui, per stare in compagnia o per sentirmi un po’ meno solo, varcavo la soglia della vetrina con gli infissi blu.
Goodbye, Café Emm!

Lo slogan è “Per salvare una vita non servono supereroi”.
Così, dal basso della nostra imperfettissima umanità, anche noi di “DISCORING” ci siamo sentiti legittimati ad aderire alla maratona radiofonica di “30 ore per la vita” che partirà domani, sabato 15 Aprile, e andrà avanti in una diretta non-stop fino alla serata di Domenica 16.

Con una puntata specialissima, e con il consueto tono leggero e dissacrante che ci contraddistingue, insieme a Lorella Cuccarini (che aprirà la lunga marcia) e a tanti altri speakers, anche Enrico Maria Mughetti ed io metteremo le nostre voci a disposizione della raccolta fondi. E, fedeli al nostro format, regaleremo (in maniera assolutamente virtuale, sintende) i 45 giri vintage, le hit parade del passato, gli oggetti che saltano fuori dal baule dei ricordi e tutta la nostra straordinaria cultura in fatto di meravigliose futilità a chiunque vorrà, oltre ad ascoltarci, contribuire con un sms alla campagna di solidarietà in favore della Croce Rossa Italiana.

Progetto destinato alla promozione e diffusione della cultura della rianimazione cardiopolmonare in casi di emergenza e alla fornitura di presìdi salvavita in strutture pubbliche sportive e scolastiche.Nel nostro Paese, tra le 60.000 e 70.000 persone, ogni anno, vengono colpite da un arresto cardiaco improvviso: una ogni 8 minuti circa! Molte di queste persone sono colpite all’interno dell’abitazione o del luogo di lavoro, in alcuni casi sono giovani colpiti sui campi da calcio, nelle palestre delle scuole o nei circoli sportivi. La percentuale di sopravvivenza è intorno al 2% ed è strettamente legata alla tempestività dell’intervento di soccorso. Ma non tutti sanno che l’utilizzo, entro pochissimi minuti, di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), utilizzabile anche da personale non sanitario, opportunamente formato, può salvare la vita alla persona colpita da arresto cardiaco.
Bisogna fare presto però perché ogni minuto di ritardo nella defibrillazione riduce la possibilità di sopravvivenza del 10% circa. L’obiettivo del progetto di Trenta Ore per la Vita 2012, “Per salvare una vita non servono super eroi”, così come lo scorso anno, sarà quello di informare correttamente la più ampia platea possibile sulle tecniche di primo soccorso su adulti e bambini e, infine, incrementare ulteriormente la dotazione di presidi salvavita presso scuole statali e impianti sportivi di proprietà pubblica attraverso la donazione di defibrillatori. come? DONANDO AL 45501. CHIAMANDO DA CASA E SCEGLIENDO QUANTO DONARE (5 o 10 euro), OPPURE INVIANDO UN SMS DA 2 EURO Con la campagna della passata edizione oltre 330 strutture scolastiche/sportive saranno “cardio-protette” grazie ai defibrillatori che stanno per essere installati presso le loro sedi.

L’appuntamento è su Radio Stonata (e su un’abbondante lista di altre emittenti FM e Web elencate di seguito), nonché in streaming qui su danielevecchiotti.it, a partire dalle ore 16.00.
Annullate dunque tutti gli impegni per il Sabato Sera perché – a differenza di quanto accade di solito – questa volta ascoltare “DISCORING” servirà davvero a qualcosa!

LE RADIO DI “TRENTA ORE PER LA VITA 2012”
LIGURIA – Radio Azzurra 88 Rete Liguria
SARDEGNA – Radio Tharros ; Radio Sardinia
ABRUZZO – Radio Lanciano
LAZIO – Radio Stella Citta’ ; Radio Volcri
CALABRIA – Radio Eco Sud
CAMPANIA – Radio Mb Azzurra
SICILIA – Studio Tre Radio
PUGLIA – Radio Idea; Radio Argento, Radio Deltauno
ESTERO – Radio Sette Note (Repubblica Democratica del Congo)
WEBRADIO – Radio Stonata; UnicaRadio; Radio Romei; Radio Club California; DimensioneRadio; Radio41; Radio Arezzo; RadioWebInternational; WebRadioStation; Radio Suono Libero; Radio Kalaris; Radio BeatEaters

Maggiori informazioni sull’iniziativa sono disponibili qui.

Il vero motivo percui il peer-2-peer, i files torrent, il download illecito in generale hanno inferto un colpo mortale alla fruizione legale delle opere intellettuali non sta tanto nel fatto che la pirateria è gratis mentre, come accaduto negli Stati Uniti, l’editoria si preoccupa solo di fare cartello economico e di allearsi in associazioni pseudomafiose per alzare i prezzi in maniera ingiustificata. No, io credo che il vero successo del free download stia in primis nel suo saper battere alla grandissima il rivale quanto a velocità, scaltrezza, e capacità di essere sempre al passo con ciò che è nuovo.

Già più di una volta ho lamentato, su questo blog, l’astuta pigrizia degli editori italiani che fanno tutto il possibile per rallentare al massimo la conversione dei loro cataloghi cartacei in ebook, e la conseguente penuria di titoli che ancora nel nostro paese è costretto a riscontrare chiunque, possedendo di un reader digitale, voglia scegliersi le proprie letture in base al proprio gusto e non partendo da ciò che le major hanno deciso di offrirgli.

Non c’è una logica comprensibile, nella creazione dei cataloghi ebook: Feltrinelli, RCS, Mondadori e moltissimi altri mettono in vendita ebook circa il 30%-40% delle loro novità letterarie, e questo non trova un senso in nulla se non nel tentativo di controllare ancora un minimo un mercato che sta sfuggendo loro di mano.

Ma, come dicevo, i pirati sono molto più rapidi, più abili, più attenti al nuovo. Così capita spesso che un libro non disponibile in formato digitale presso i rivenditori ufficiali sia tranquillamente reperibile su siti di download illegale.
E allora mi spiace, ma a dispetto di tutte le regole etiche che uno può darsi, la tentazione è troppo forte. Impossibile resistere alla possibilità di leggere esattamente il libro che si voleva leggere, di poterne usufruire esattamente nel formato digitale compatibile con il proprio reader, e di riuscire a far tutto ciò senza spendere un centesimo.
Gli editori che fanno cartello, o anche quelli che fanno solo resistenza, si meritano di vedersi portar via l’argenteria da casa senza che questo ingeneri nel ladro il minimo senso di colpa. Dispiacere, tutt’al più, e forse anche dolore. Ma dolore scatenato da una scelta altrui, non certo da una propria.

Insomma non veniteci a dire che sono stati i pirati ad uccidere il mercato e le aziende editoriali. Mi sembra palese che si sta accusando il soggetto sbagliato, e che quello che a un primo impatto può sembrare un efferato assassinio è stato in realtà un suicidio volontario e a lungo meditato.