Vecchiotti goes Digital

22 February 2012

Da circa due mesi, vale a dire da quando Amazon ha lanciato anche sul mercato italiano il suo Kindle, non faccio altro che decantare le bellezze, i vantaggi e le ...

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Ancora cinque minuti...

21 February 2012

La settimana successiva a quella del Festival di Sanremo ho sempre bisogno di tirare il fiato. Le troppe ore di sonno perse per guardare l’interminabile diretta fino allo scorrere dell’ultimo titolo ...

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Emmannooooo!!!!

19 February 2012

Ore 20.51 L’ultima serata del Festival comincia in nome dell’amore. Decine di coppie limonano in scena sulle note di “All you need is love”. Impossibile non notare che, nonostante Morandi non ...

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La Giuria della Soffitta

18 February 2012

Ed eccoci giunti all'ultima serata di Festival che, come ogni anno, è un invito a giocare tutti insieme. Sanremo ha tenuto banco su questo blog per oltre cinque settimane, prima con ...

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Arisa non Mannoia

18 February 2012

Ore 21.01 Il Festival comincia con la strafavoritissima Noemi accompagnata da quella faccia da bravo ragazzo di Gaetano Curreri, il quale dà il via alla canzone e la rende più intensa. ...

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tastier-jukebox

Ore 20.45
Si comincia con la musica. Morandi canta “Dio come ti amo” e “Gli uomini non cambiano”. Chi non ha ascoltato l’ultima serata di “Sanremo Gran Casinò” non può saperlo, ma Gianni ci ha copiato, perchè anche noi sabato scorso abbiamo aperto con la versione finlandese della canzone di Mimì, cantata niente popò di meno che da Paula Koivuniemi. Esattamente come è ricalcata dal nostro Enrico Maria Mughetti l’idea di cominciare nominando un elenco di defunti che nemmeno “La vita in diretta”. Per non parlare delle finte copertine di riviste portate in scena da Rocco Papaleo, prese pari-pari dalle nostre (andate a verificare nei post delle settimane scorse, se non ci credete).
Insomma, Dottoressa Lei, se non l’ha capito ci stiamo candidando all’organizzazione dell’edizione 2013. Costiamo molto meno, facciamo le stesse cose, peraltro con molta più autoironia.

Ore 21.03
L’Ivanka è ceca di nazionalità e cieca di vista, considerando che non riesce nemmeno a leggere il gobbo. Per non parlare della sua dizione da marciapiede di parcheggio camionale.
Comunque.. Entrano Chiara Civello e Shaggy che dovrebbero cantare “Io che non vivo”, ma qualcuno si è dimenticato di avvisare il rapper, il quale attacca a sputacchiare nel microfono “Boombastic”, l’unico pezzo che evidentemente conosce. Un po’ come fa Viola Valentino con “Comprami”, insomma. Poi comincia il pezzo di Donaggio ma si vede benissimo che di cantare a Shaggy non interessa proprio; lui pensa solo a come fare per attaccare la Civello al muro e possederla in diretta nazionale. Del pezzo non gliene può fregare di meno. E probabilmente la Civello chiude qui la sua carriera italiana appena iniziata. Voto: 2

Ore 21.20
Oddio. So che non si può parlar male di Goran Bregovic, perché si rischia di far la figura degli ignoranti incolti e anche un po’ xenofobi. Ma questa versione di “Romagna mia” di Samuele Bersani è da ultima ora ai matrimoni, quando restano al ristorante solo i più ciucchi. E a giudicare da come fa il controcanto, la signorina con una fioriera in testa deve essersi scolata almeno due fiaschi. Voto: 3

Ore 21.33
Un momento degno dei Grammy. Nina Zilli e Skye cantano Tony Renis. Sono belle, vestite come meravigliose bomboniere da sera, hanno classe, cantano alla grande. Insomma.. cerchiamo di tenerle a mente nelle ore a venire. Almeno penseremo che questa serata ha avuto un senso. Voto: 8

Ore 21.45
A vederlo in faccia Al Jarreau dimostra tutti i 427 anni che ha. Ma quando inizia a cantare il suo timbro, la sua intonazione ed il suo stile sono ancora senza tempo. E anche Silvia Mezzanotte ne esce rivalutata, e svuotata una volta tanta di quel retrogusto solito da brava interprete di mediocre orchestra di ballo liscio. Il pezzo è bellissimo, l’atmosfera non stenta a crearsi. Voto: 9

Ore 21.55
Premetto che fino ad ora ignoravo chi fosse questo Gary Go che arriva sul palco con Emma di Maria. Su wikipedia ho scoperto che è il figlio di un produttore del Muppet Show, e in effetti guarandolo meglio mi rendo conto che avrei dovuto accorgermene subito: la somiglianza con Kermit la rana è fortissima. Interpretazione de “Il Paradiso” senza infamia senza lode. Tutto a posto, ma nulla che valga la pena di essere riascoltato. Voto: 6
Poi i due cantano un estratto dal brano di successo di lui, e mi si illumina una lampadina: la musica d’attesa del servizio clienti Vodafone!!! Ma nemmeno questa rimembranza proustiana da riflesso telefonico condizionato mi convince a mandare un sms.

Ore 22.05
Arisa sale sul palco con un cantante non vedente. Dicono sia Josè Feliciano, ma io non ci credo mica. A me sembra più Aleandro Baldi molto invecchiato rispetto ai tempi di “Non amarmi”.
La canzone però è ancora fortissima adesso, oltre quarant’anni dopo, e lei canta benissimo, è davvero intensa. Sembra addirittura bella. O forse la buona musica sta facendo perdere la vista pure a me. Voto: 9

Ore 22.22
Gianni Morandi balla il walzer con Federica Pellegini e intanto parlano dei tatuaggi di lei. L’intervista alla campionessa è così avvincente che vien voglia di affogarla. Tra l’altro la somiglianza con Emma Marrone è notevole, sembrano quasi la stessa persona. Il portamento e la leggiadria nel ballo, invece, sono ispirati a Maria De Filippi. Voto: 3

Ore 22.37
Francesco Renga urlacchia “Il mondo” nel suo consueto stile da Giorgia col pisello e si dimentica di aver un ospite straniero. Sergio D’Alma è anche bravo, una bella voce roca, ma quello che esce fuori solo una versione da karaoke ben fatto. Neanche una mininma emozione. Voto: 4

Ore 22.52
Gianni Morandi cerca di riparare alla gaffe di ieri ed esclama “Io amo i gay!”. Sarà un caso, ma un attimo dopo entrano in scena PierCarone di Maria, Lucio Dalla e un ragazzotto straniero conosciuto una domenica pomeriggio in sauna. La musica napoletana è sempre la migliore, e “Anema e core” è un capolavoro assoluto. Ma in quanto tale meriterebbe più rispetto. Non che sia venuta male, per carità. Ma se sei nato in Danimarca non puoi proprio riuscire ad entrarci, in una canzone così straordinaria. Voto: 7 (loro meriterebbero 4, ma ad “Anema e core” di meno non riesco a dare. Mai).

Ore 23.03
Tu pensa la vita. Puoi essere una leggenda del rock come Brian May e arrivare a Sanremo per accompagnare alla chitarra Irene Fornaciari. Alla fine dell’esecuzione la Saccarina si mette a piangere, e fa bene. Probabilmente anche a lei, come a noi tutti, dispiace per il povero May. Voto: 7

Ore 23.22
Un’altra leggenda del rock. Se posso permettermi, meglio assai dell’ex chitarrista dei Queen. Patti Smith canta meravigliosamente “Impressioni di Settembre”. Indossa un completo maschile, giacca doppiopetto e cravatta. Al suo confronto, il barbuto leader dei Marlene Kuntz è un’esplosione di femminilità. Voto: 10

Ore 23.38
Passare da “Because the night” di Patti Smith a “La foca” di Papaleo è come guardarsi nudi allo specchio dopo aver incontrato Rocco Siffredi nelle docce della palestra. Fa pensare che la vita può dare tutto ad alcuni e lasciare a secco gli altri. Voto: 2

Ore 23.45
Già prima che la Bertè e D’Alessio comincino a cantare “Almeno tu nell’universo” ho un attacco di panico al terrore di ciò che potrà accadere. In tre non azzeccano una nota. Sguaiati, stonati, scoordinati. Macy Gray è l’erede di Whitney Houston. Sì. ma solo. nell’alcolismo.. Si presenta sul palco ubriaca fradicia. Mi spiace un sacco per Gigi, che potete dire quello che volete, ma almeno è un professionista serio.
Se anzichè un brano in gara fosse un quadro, questa scena si intitolerebbe sicuramente “Tre Martini di troppo”.
Comunque la canzone è talmente grane che va bene anche così E il dolore di Loredana è più efficace della sua interpretazione. Persino cantato male, il brano resta comunque un pugno nel cuore. Voto: 8

Ore 00.05
Noa esce dal camerino del Teatro Ariston in cui sta chiusa tutto l’anno per uscire solo durante una sera del festival. Canta “Torna a Surriento” con Finardi che la reinventa in chiave rock. Se la tira da guru della musica ma non l’ha ancora capito, che le canzoni napoletane vanno lasciate esattamente come sono, altrimenti si fanno solo danni. Voto: 4

Ore 00.19
Dolcenera non ha capito una cosa. Non è che se prendi una canzone meravigliosa, un caposaldo della storia, un manifesto generazionale, rimane bella indipendentemente da tutto e tu puoi permetterti di massacrarla come ti pare e piace. Il rapper con lei prima sembra essere scappato spaventato degli urli, poi entra negli ultimi venti secondi e fa la figura di uno che passa da lì per caso. Voto: 2

Ore 00.25
Cosa ha fatto il tempo alla voce di Sarah Jane Morris? Me la ricordavo potente, intensa, affascinante. Ora sembra uno di quei travestiti che una volta imitavano lei. Noemi guadagna moltissimo da questo confronto. Ma quasi quasi comincio a pensare che avesse ragione la vedova Battisti a non voler cedere i diritti di esecuzione. Voto: 5

Ore 00.43
Bene.. ora che tutti hanno cantato, finalmente la gara può cominciare. In fondo… ormai sono talmente pochi gli italiani che hanno un lavoro a cui recarsi domani che Sanremo può tranquillamente sfociare nel pigiama-party. E poi mi criticavano il Pippo Baudo perchè dicevan che era lungo….

Ore 00.55
C’è la pubblicità, e devono ancora cantare i Marlene e la Saccarina. Inutile aspettare. Tanto sappiamo che a passare saranno le due coppie che hanno già cantato.
Perchè delle quattro canzoni sono in fondo le meno peggio, e perché qui al Festival di sorprese non  ne succedono mai.
Insomma.. Perché Sanremo è Sanremo.

Ore 20.50
Si parte con un siparietto da avanspettacolo en travesti. Ma anche I Soliti Idioti fanno confidare in una serata piacevole, se li si confronta con l’orrore vissuto ieri sera.
Incredibile ma vero, per quasi cinque minuti Morandi parla davvero di Festival, di meccanismo di gara, di orchestra, e di gara ta le canzoni. Per un attimo sembra addirittura di vedere il Festival di Sanremo.

Ore 20.54
Entra Nina Zilli, e il brano piace molto, a noi ancora fissati con le atmosfere da juke box e rotonde sul mare. Ma lei, che so essere bravissima dal punto di vista vocale, continua a non convincermi. Come se mancasse l’interpretazione, il cuore, la passione, la profondità. Voto: 7

Ore 21.00
Su Radio Stonata comincia la replica della quarta e ultima serata di “Sanremo Gran Casinò”. Paola Lippi Wuber scende la scalinata vestita del suo esclusivissimo abito Penetton. Altro che Belen, Canalis e Ivanka! E l’auditel registra un forte calo di ascolti per Raiuno.

Ore 21.07
Morandi risponde all’erotismo della Wuber mandando sul palco quella porcellona di Arisa. Non riesco proprio a pensare a questa canzone come a un successo, un disco che venderà, si ascolterà e si canterà. Ma lei canta benissimo, ci mette l’anima, e visto che mi sta molto simpatica, mi auguro che questo premi. Voto: 7

Ore 21.11
Tornano Zio Fester di Mergellina e Morticia Addams gonfiata dal gommista, alias Gigi D’Alessio e Loredana Bertè. Lo so, mi sto facendo condizionare dalle recensioni positive quasi unanimi di tutti critici dei quotidiani, e dal fatto che – per senso del dovere storico nei confronti del Sig. Tatangelo – oggi ho riascoltato più volte il pezzo in mp3. Inevitabile, dunque, che mi venga da rivalutarli. Anche perchè lei stasera è solo stonatissima, non oscena come ieri. Voto: 6 ½

Ore 21.20
Canta anche PierCarone di Maria diretto dal parrucchino di Lucio Dalla e io decido che è meglio andare a mangiare qualcosa. Mi sento offeso per tutte le prostitute del mondo che, già sufficientemente maltrattate e sfruttate, non meritano anche questa canzone. Voto: 3

Ore 21.35
Con Alessandro Casillo comincia anche la gara “social” dei giovani e, alla faccia della novità, sembra di essere a Sanremo 1992, con un pezzo di quelli che nell’epoca Baudo andavano per la maggiore, e che hanno creato chili di false speranze a tanti illustri sconosciuti di oggi. Voto: 3

Ore 21.41
Ma siamo sicuri che Giordana Angi abbia davero diciott’anni? Vicino a lei sembrerebbe giovane persino Anna Tatangelo. Un pezzo difficile e ricercatissimo messo contro il più banale pop melodico sanremese. Davvero spiacente, Giordana, sei mille volte più brava del tuo rivale. Quindi, inevitabilmente, sarai la prima trombata di questo festival. Voto 7 ½

Ore 21.52
E’ il turno dei Matia Bazar. Più ascolto il pezzo, meno posso fare a meno di immaginarmelo cantato da Antonella Ruggiero. E certamente sarebbe stata un successo. Perchè la canzone è molto più bella e ben costruita di quanto la povera Silvia Mezzanotte – per quanto brava – riesca a renderla. Voto: 6 ½

Ore 21.56
La Canalis non si smentisce male. E’ costretta a leggere anche quelle quattro cose che pure un ottantenne imparerebbe a memoria in un nanosecondo con una dizione impeccabile. Invece lei tiene gli occhi fissi (e fessi) sul gobbo e annuncia senza capire cosa dice: “Signore e Signori.. UGENIO FINARDI!”. Ed eccolo entrare sul palco, l’ottantenne di cui sopra. I critici si dicono entusiasti di questo brano, ma è solo per dovere all’unico che qui a Sanremo ha una leggera aura di impegno sincero addosso. Domani ce lo saremo già tutti dimenticato. Voto: 4 ½

Ore 22.03
Siparietto Zelig con due comici da nave da crociera (Costa Concordia). Io abbasso l’audio e torno da “Sanremo Gran Casinò”. Iva Zanicchi canta “Zingara” e a me sembra mille volte più attuale dello sketch dentro lo schermo. Voto: -1

Ore 22.10
Come previsto, Alessandro Casillo passa il turno eliminando l’unica che sembrava aver qualcosa da dire è da cantare. A sconvolgere è la percentuale del risultato: 89% lui, 11% lei. Questo paese non cambierà mai. Voto al televoto: inclassificabile.

Ore 22.16
Entrano sul palco gli Iohosemprevoglia. Vedi in faccia il cantante/leader del gruppo e capisci il perchè del nome: sicuramente non ne prende mai. Ma, per quanto loro siano intrombabili, sul palco c’è persino qualcosa più brutto di loro: la canzone. Voto: 2

Ore 22.20
Quella di Celeste Gaia è l’unica canzone del gruppo social che io stia già ascoltando da un bel po’ di giorni, l’unica che mi abbia colpito al primo ascolto e che continui a farmi venire voglia di far ripartire l’ipod da capo. E poi lei ha lo sguardo intenso, un po’ da santarellina, un po’ da pazza ossessiva. Insomma mi piace. Eccome. Voto: 9

Ore 22.28
A me la Emma di Maria fa tornare in mente Laura Bono. E la sua canzone impegnata mi piace così tanto che mi viene da augurarle lo stesso identico successo. Voto: 4

Ore 22.29
Belen Rodriguez ha molte più chance di farmi diventare eterosessuale di qualunque sermone di Ratzinger e Celentano.#melafareiassai. Coscia vi siete persi, tutti voi che denigrate il Festival e non lo seguite! Voto: 9
Quello che invece mi piace di Elisabetta Canalis è ciò che potrebbe raccontare di Clooney sotto la doccia. Voto: 4
Di Ivanka Mratzova ho l’impressione che lei e la Nanì di PierCarone siano la stessa persona. Voto: 3

Ore 22.46
Dopo cotanta esplosione di seni, sederi e labbra femminili, vedere la faccia spaventosa di Cristiano Godano è quanto di più antierotico e ammosciante si possa immaginare. Mai un cognome fu meno profetico di così. E anche la canzone avrebbe bisogno di un bel cocktail di cialis e viagra. Voto: 4

Ore 22.52
Irene Fornaciari. Una voce nasale di citofono canta una pessima imitazione di un brutto pezzo di Zucchero. Da eliminare al volo per non pensarci più. Voto: 2

Ore 22.58
E dire che Samuele Bersani era pure un cantautore promettente. Adesso fa venire in mente il peggior Cristicchi con l’intonazione di Tricarico. E continuo a pensare che se questo pezzo, anzichè uno con l’aria da intellettualoide, l’avesse cantata Arisa o Orietta Berti sarebbe stata sbattuta fuori al primo turno. Voto: 4

Ore 23.15
Carlo Carlo vorrei ti chiamassi Carlo viene inspiegabilmente eliminata”. E io vorrei mandare a quel paese coloro che votano in maniera del tutto incomprensibile. Voto: 1

Ore 23.18
Erika Mou è l’ennesimo prodotto vincente a priori di Caterina Caselli. Un po’ Elisa un po’ Giorgia, quindi inevitabilmente odiosa. Canta a ripetizione “Voglio diventare vecchia” e a sentirla cantare sembra che il suo sogno sia già stato esaudito. Voto: 2

Ore 23.27
Arrivano i figli di Madonia e viene spontaneo esclamare “Denovo!”. Non nel senso del nome del gruppo del padre, ma proprio nel senso partenopeo di “N’ata vota!!!”. Canzonetta anni ’60 da Dik Dik. O, in questo caso, da Dick-Dick. Voto: 5, ma a confronto dell’appiccicaticcia Mou meritano un 12!

Ore 23.33
C’è Chiara Civello che, con la sua faccia da impiegata dell’ufficio postale, non riesce a star dietro alla fama di grandissima voce jazz famosa in mezzo mondo che l’ha preceduta nelle settimane di lancio del Festival. La canzone continua ad oscillare tra la musica d’autore e la balera di periferia. Ma io adoro le balere di periferia, quindi le concedo un bel 7 ½

Ore 23.43
Entra la Rossa Noemi, che ha uno dei pezzi più astuti di questo Festival e infatti è già in vetta ai donwload su Itunes. Ma io proprio non mi ci vedo a votare questa canzone, nè tantomeno a comprarla. Voto: 5

Ore 23.57
Pensavo fossimo alla fine e invece c’è ancora un duetto dei giovani. Marco Guazzoni stonicchia ma si fa ascoltare. Ma soprattutto il suo direttore d’orchestra si fa guardare e riguardare. Voto alla canzone: 7. Voto al direttore d’orchestra: 9.

Ore 00.03
“La mail che non ti ho scritto” di Giulia Anania. Il giorno nuovo arriva con una canzone vecchia vecchia, che di contemporaneo ha solo il titolo che strizza l’occhiolino ai ggiovani digital di ogni età. Voto 5meno

Ore 00.11
Lo sketch sull’omosessualità dei Soliti Idioti degno del Festival 1972 fa quasi venire voglia di affrontare ancora l’argomento riascoltando “Il mio amico” della Tatangelo o “Luca era gay” di Povia. Voto: meno (meno a basta, meno di qualunque cosa). Voto a Morandi che ripete tre volte “Io non ho niente contro gli omosessuali”: ancora meno del meno.

Ore 00.19
Non è proprio l’ora per una canzone di Renga. Ad ascoltare i suoi arzigogolii vocali artefatti mi si ripropone persino la camomilla. E dire che questo noioso, ripetitivo fintocantautore divide il letto con la sublime interprete di “Sia maledetto questo amore / che sale e scende come un ascensore”. Voto: 4

Ore 00.25
Ultima in ordine di apparizione, Dolcenera (con meches Dolceblu) ha parecchie chances di ritrovarsi ultima anche nella classifica di gradimento. La canzone è davvero insulsa, priva di melodia, di testo, di qualunque appeal. Voto: 3

Ore 00.34
Dopo un balletto osceno che spinge Morandi a dire a Ivanka “vatti a riposare”, Marco Guazzone passa il turno e arriva in finale. Il merito è, palesemente, tutto del direttore d’orchestra.

Ore ??.??
Oramai sono così poco lucido che non riesco nemmeno a capire perché sto ancora davanti alla televisione accesa. Ho la netta convinzione di essere tornato all’era Baudo, quando all’una del mattino aveva cantato la metà dei cantanti in gara e dovevano esibirsi ancora 25 ospiti stranieri. Ma qualunque cosa, a questo punto, sarebbe meglio della faccia di Papaleo e dei Soliti Idioti.
La mia amata Belen, purtroppo, saluta e lascia definitivamente l’Ariston. In primis perché lei, potendo scegliere, preferisce sempre essere trombata. E poi perché il regolamento le impone di abbandonare il Festival, visto che – come è risaputo – la sua farfallina è tutt’altro che inedita.

Ore 01.08
Finalmente siamo arrivati al verdetto delle giurie. E per scoprirlo devi pure riascoltare trenta secondi di tutti i brani. Finita la carrellata di clip, potrò anche mettermi il cappotto ed andare in ufficio.
Ma veniamo al dunque…
Sui Marlene e Fornaciari non avevo dubbio alcuno.
PierCarone di Maria eliminato mi sembra un momento di giustizia inedito in Italia. Ma poi ricordo che accadde anche a Valerio Scanu il quale, tre sere dopo, vinse il primo premio.
Del tutto inattesa invece l’esclusione di Fester D’Alessio e Morticia Bertè. Però ripenso alle labbra di lei, al jeans da bancarella di lui, e al modo in cui cantavano insieme e credo sia giusto così. Un po’ mi spiace, per il mio vecchio Giggì, ma in fondo è proprio andata a cercarsela. Anche perché Loredana Berté riuscirebbe a far eliminare dalla gara persino Vasco Rossi.
Voto alle giurie: 6.
E ora tutti a nanna. Tanto fra due ore e mezza si ricomincia da capo.
Perché Sanremo è Sanremo.

Le immagini incluse in questo post rivelano in maniera del tutto esclusiva le due frasi sparate da Adriano Celentano durante il telepippotto di ieri sera ma non captate dai microfoni in quel momento disattivati.
E’ entrata in scena Elisabetta Canalis, e il molleggiato c’è rimasto di sasso, nel vedersi comparire davanti una donna che non era quella da lui scelta per il suo intervento. No.. non parliamo di Ivana Mratova, ma proprio della nostra Paola Lippi Wuber, che Celentano aveva messo come conditio-sine-qua-non per i suoi interventi a Sanremo.

Quello che il Re degli Ignoranti ignorava è che la Wuber è fatta a modo suo: ama fare le bizze, oggi c’è ma domani non si sa, prima dice sì ma all’ultimo momento ci ripensa e fa mandare un sms di disdetta dal suo agente.

E’ andata così anche ieri sera, in questo Festival sfortunato che tra malattie, infortuni e strumenti tecnici in panne sembra svolgersi proprio nello stesso Teatro Ariston di Sampierdarena che ha fatto da scenario alle quattro serate di “Sanremo Gran Casinò”, l’ultima delle quali verrà trasmessa in replica questa sera alle ore 21 sulle App Iphone e Android di Radio Stonata e in streaming qui su Vecchiotti.it.

Appresa ieri la notizia della minaccia ai suoi ascolti da parte del team di lavoro di Daniele Vecchiotti, Gianni Morandi ha subito avuto in incontro con il Direttore Generale della RAI Lorenza Lei per convincerla ad annullare la seconda serata del  Festival in modo da evitare il crollo dell’audience. Davanti al secco no da parte dell’Amministrazione della tv pubblica, Morandi è apparso subito sconvolto e ansiosissimo, al punto che Celentano si è sentito in dovere di rassicurarlo:
«Non preoccuparti, Gianni» avrebbe detto il ragazzo della via Gluck al conduttore, «ci penso io a farli neri… Prima parlo male di “Avvenire”, “Famiglia Cristiana” e Aldo Grasso.. Poi dico anche che pure “Sanremo Gran Casinò” è una gran stronzata… e tu lo sai che quando denigro qualcuno io.. beh… vedrai che domani non li ascolta nessuno».

Ma, come tutti i telespettatori hanno avuto modo di verificare ieri sera, anche a Sanremo la tecnologia a volte lascia a desiderare, e il destino ha voluto che Celentano sparasse a zero sul nostro programma proprio mentre il radiomicrofono, misteriosamente, si disattivava.

Insomma… il nostro messaggio è chiaro: per i tanti, tantissimi che dopo una sola serata di Festival ne hanno già due kermesse così, l’alternativa è ghiotta.
Su Radio Stonata, questa sera alle 21, c’è la replica dell’ultima serata di un Festival vero.

Ore 20.50
Si comincia con Luca e Paolo. La canzone è acchiappascolti, e sebbene sia il consueto stratagemma comico degli ultimi anni (la hit popolare riscritta in chiave satirica, in puro stile Elio e Crozza), poi loro la tirano per le lunghissime e fanno venire sonno ancora prima che il Festival cominci. Voto 4 ½ (ma la scenografia è da 8).

Ore 21.27
Quaranta minuti dopo l’inizio, finalmente il Festival comincia.
Rompe il ghiaccio Dolcenera con un pezzo che magari va riascoltato, ma così di primo acchitto sembra non andare da nessuna parte, troppo indeciso tra troppi generi, in un remake di canzoni minori degli anni ’80 che non i convince. Voto: 5

Ore 21.30
Dolcenera avrà avuto un pezzo incerto, ma almeno canta come si deve. Samuele Bersani, invece, sussurra, zompetta senza intonare mai. E il pezzo a filastrocchetta probabilmente scartato dalla nuova Arisa non compensa la mancanza vocale. Concedo un + per l’aspetto fisico che di tutte le doti di Samuele resta la migliore, ma il voto totale non supera il 4+. Non a caso anche il sistema elettronico della giuria demoscopica si inceppa, probabilmente bloccato dalla casa discografica di Bersani per evitare il disastro.

Ore 21.47
L’orchestra attacca soft e Noemi dice al microfono “Buonasera”, come fosse al pianobar.
Ma il pezzo alla Vasco dei poveri è di quelli che possono funzionare bene. Un crescendo dallo slow al fintorock con quel giusto retrogusto di tossicodipendenza che dà il tocco trasgressivo. Anche Noemi ha parecchie incertezze vocali, e a livello canoro non dà certo il meglio di sé. Voto 6 ½

Ore 21.53
Non ho mai capito il fascino di Francesco Renga. E ahimé credo proprio che neanche questo Festival mi farà cambiare idea. Lui è bravo, il pezzo ben costruito, interessante. Ma so già che non lo ascolterò più, dopo sabato. Voto: 6

Ore 21.58
Morandi introduce Chiara Civello come la più grande cantante jazz della sua generazione (parole di Tony Bennet). Ma allora perchè nella canzone di jazz non c’è praticamente nulla? E anche qui di stonaturette e sbavature ce ne sono assai. Comincio a pensare che i ragazzi di X Factor siano dei miti. La linea melodica mi ricorda tanto tanto i Matia Bazar recenti, e ho l’impressione che cantata da Daniele Magro sarebbe stata più interessante. Ma l’atmosfera un po’ milonga mi conquista, e di certo questo è l’unica canzone che mi viene davvero voglia di riascoltare. Voto: 7

Ore 22.06
Irene Fornaciari potrebbe vivere di meravigliosa rendita coi milioni di papà. Fare la pittrice, cucinare torte all’ananas rovesciate, darsi al decoupage. Per quale ragione si ostina a cantare? E per quale motivo, decidendo di non arrendersi sceglie pezzi di Van De Sfroos? Per presentarsi con tali insulsaggini, tanto varrebbe scriversele da sola. Almeno potrebbe tirarsela da cantautrice. Voto: 3

Ore 22.20
Botto, telecamera che sballotta. Morandi esclama «che cazzo è?» e io per un attimo credo stia davvero succedendo qualcosa di inatteso. Invece è solo il previdibilissimo Adriano Celentano. Il sermone è nello stile consueto, ma almeno una volta tanto attacca la stampa cattolica e prova a ricordare alcuni valori fondamentali come il dirittto al lavoro e alla lentezza. E trovo che Elisabetta Canalis (bellissima, ma penosa anche se dice solo due battute) sia perfetta per rappresentare la decadenza del paese. Potrebbe finire qui ma va avanti ancora per un tempo incommensurabile. L’anno scorso c’era Benigni e parlò per un’ora. Ma sembravano cinque minuti, paragonati a questa minestra allungata. Il voto sarebbe stato 5. Ma poi è arrivato Pupo. E, coerentemente con il personaggio, tutto si abbassa. Con l’aggravante che anche la tecnologia e i microfoni funzionano malissimo. Roba che neanche a “Sanremo Gran Casinò”. Voto: 1

Ore 23.20
Sui social network è rivolta totale contro l’orrore Celentano. Il Festival dovrebbe essere chiuso in qui, e invece devono ancora cantare quasi tutti. Arriva Emma Marrone e potrebbe sembrare aria fresca. Ma ci risiamo coi sermoni sull’impegno sociale, le frasi fintoimpegnate e gli sguardi intensi costruiti a tavolino. Prevedo un’esplosione di successo per Bertè-D’Alessio. Voto: 6

Ore 23.27
E’ l’ora di Godano and company. Già accreditatissimi per la prima eliminazione della serata e per il premio della critica. Anche se io, a dire il vero, continuo a sperare che a sorpresa la giuria demoscopica elimini Celentano. I Marlene Kuntz proprio non fanno per me, non mi somigliano per niente, ma almeno la canzone ha un senso. Voto: 5

Ore 23.36
Non contenti del danno già fatto al Festival, gli autori mandano sul palco anche Belen e la Canalis che cantano in playback un’orrida riedition de “La Bella e la Bestia” scritta da Moccia esattamente come scrive i libri e i film. Spero tanto che la Bertè, furiosa, se ne sia andata e che Gigi D’Alessio non possa salire sul palco. Voto: 9 all’estetica, 1 alla performance (media: 5)

Ore 23.44
Eugenio Finardi che canta un brano del 1972 fa un po’ tristezza. E’ fuori tempo massimo, e non puoi fare a meno di chiederti perché sia qui. Voto: 4 ½

Ore 23.45
Gigi D’Alessio compie il miracolo che nessuno aveva creduto possibile: far rimpiangere il suo repertorio neomelodico. Ed è tutta colpa di lei. Mai avrei pensato di dirlo, ma meritano di uscire. Loredana Bertè è da rinchiudere. Senza nemmeno portarle le arance. Sono delusissimo dal mio (ex) idolo. Voto: 4

Ore 23.54
Oooohhhhh! Adesso sì che si poò respirare… Se si riesce ad evitare il paragone con l’evocatissima Mina di cinquanta anni fa, Nina Zilli si stacca dal resto del cast festivaliero di cento punti. Unico disco che possa valere la pena di comprare domani. Voto: 8

Ore 00.11
E’ la prima volta che vedo la faccia di PierDavide Carone (nome degno di un personaggio della saga d Fantozzi… il ragionier PierDavide Carone…). E credo proprio che non la rivedrò per un bel pezzo. Lui canta molto bene, e quando Lucio Dalla fa il controcanto l’esecuzione si impresiosce pure. Peccato si siano dimenticati di scrivere la canzone. Voto: 4

Ore 00.17
Arisa ricorda tanto Orietta Berti che cerca di intellettualizzarsi. Ma canta in maniera impeccabile, con voce precisa e la giusta dose di intensità. Il pezzo è un po’ in stile vecchia Fiorella Mannoia (provate a pensarla cantata da lei, noterete che non è un’ipotesi assurda), e almeno si ascolta in silenzio, volentieri, senza riderci sopra commentandoci su. Voto: 8

Ore 00.24
Niente da dire sul canto di Silvia Mezzanotte. Peccato l’abito e l’acconciatura, ma non si può avere tutto. Anche perchè la canzone è decisamente sopra le aspettative e gli standard da balera degli ultimi quindici anni. Sembrano quasi i Matia Bazar dell’epoca Ruggiero. Ho detto quasi. Voto: 6 ½

Ore 00.29
Morandi annuncia che, non essendo la RAI riuscita a mettere insieme un meccanismo di voto funzionante per aver speso tutti i soldi in Celentano, la gara è sospesa: tutti i 14 big passano alla serata di domani. Come dicevo prima, persino  “Sanremo Gran Casinò” ha dimostrato di avere un’informatizzazione migliore. Anche questa è la televisione pubblica nei tempi di crisi. Alla faccia della digitalizzazione. Voto: 1

E domani si replica. Senza Celentano, si spera. Così, nonostante il voto non funzionante, magari uno lo faranno fuori.
Perchè Sanremo è Sanremo.

«Sono solo parole
Sono solo parole parole parole, parole»
Riecheggia vagamente la grande canzone scritta da Giancarlo Del Re e Gianni Ferrio, il testo che Noemi, questa sera, presenterà per la prima volta sul palco del Teatro Ariston.
Ed effettivamente danno l’idea di non riservare grosse sorprese, i pezzi di Sanremo 2012, per lo meno a leggerli così, senza motivo, come sempre facciamo prima che anche le melodie diventino più o meno note e vestano questi versi che, banali come sono, danno l’idea di essere sempre un po’ troppo nudi.

«Ho… dato la vita e il sangue per il mio paese
e mi ritrovo a non tirare a fine mese»
attacca la favorita della vigilia Emma Marrone, e a me più che la poesia di un momento artistico sembra di sentire il solito ritornello propagandistico di Pieferdinando Casini.

E, rimanendo in tema di Pier, anche Carone – già autore di frasi memorabili e vincitrici quali “a far l’amore in tutti i modi, i luoghi, in tutti i laghi” – decide di giocare la carta dell’impegno, e di debuttare al Festival con un ritratto triste e politically correct di una prostituta:
«Piove ma non ti puoi riparare,
C’è un camionista da accontentare
Nanì, Nanì, Nanì
Anche lui è solo come noi
Siamo dentro a un mondo senza
eroi
Dimmi perché tu ami sempre
gli altri ed io amo solo te»
Probabilmente il Faber di “Bocca di Rosa” si rivolta nella tomba ma, chi può mai dirlo, magari  il nostro ex premier apprezzerà, e perché no?… fuggito Dalla, Apicella ne farà una cover neomelodica.

Nonostante si sia rifatta il look e adesso aspiri al ruolo di interprete impegnata ed intensa, la povera Arisa non sembra essersi scostata granché dalle filastrocche con la rima facile che le hanno dato il successo:
«E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci l’amore continuerà»
Magari mi sbaglio – e me lo auguro – ma la Mannoia di “Le notti di Maggio” mi sembra un’altra cosa.

Chiara Civello invece parte assai bene:
«Seguo l’immaginazione
la strada dei passi passati da qui
Sento una dolce evasione negli occhi
che mi hanno guardato così
Trova una buona ragione
qualcosa da fare
per dirmi di no»
Solo che poco dopo tutto scivola nella classica ingredienteria sanremese, compresa di “un prato di stelle”; di “un filo d’argento” e dell’immancabile “infinito”. Peccato.

Nina Zilli, lo sappiamo, è vintage, e in piena coerenza con la sua acconciatura e con il suo stile retrò ci ripropone tel-quel un testo che potrebbe esser stato scritto per AnnaRita Spinaci:
«Perché se perdo in amore perdo te
Che accendi il mondo per un istante e poi
Va via la luce »
E chiedo scusa per il paragone (ad AnnaRita Spinaci, ovviamente).

Bersani, come di consueto, scambia l’essere cantautore intellettuale con lo scrivere testi sconclusionati con parole scritte su tanti fogliettini, buttate in un bussolotto e messe in fila ripescandole a caso:
«Un pallone bloccato
Fra gli uccelli su un tetto
Finge di essere un uovo malato
In attesa soltanto di un colpo di becco»

In totale sintonia con nonsense di Samuele anche Zucchero imparruccato, alias Irene Fornaciari:
«Continuerà a domandarlo il merito
Picchiando la grondaia
Col becco sofderato
Che è l’unica sua spada
Notte, notte»
A quanto pare questo sarà proprio l’anno dei becchi che sputano frasi sconclusionate.

I Marlene Kuntz, inutile dirlo, amano tirarsela da outsider, da quelli che col Festival non hanno niente a che spartire, e cominciano subito con quelli che sembrano tanto raffinati insulti all’indirizzo della lieta platea sanremese:
«La felicità non è impossibile
La stupidità la rende facile»

Finardi – pace all’anima sua – si butta in una onesta autobiografia, ma purtroppo essere sinceri e personali non serve a diventare cantautori:
«Appena mi rendo conto
Di avere perso la metà del tempo
E quello che mi resta è di trovare un senso
Ma tu, sembri ridere di me,
Sembri ridere di me…»

Sullo stesso tono autoreferenziale anche il rock neomelodico di D’Alessio e Bertè, con lui, uomo dal cuore d’oro che prova a salvarla da se stessa:
«Fermati un momento
Dimmelo chi sei
Unica guerriera
Non ridi mai
Prova un po’ ad amare
E amati di più»
Ma Loredana non è Loredana se la si stacca dal suo ruolo distruttivo di donna senza affetto  che amici non ne ha nemmeno a Napoli, e quindi gli fa il solito controcanto aggressivo e disilluso:
«Io non voglio amare
Solo libertà
Sono chiusa a chiave
e ci resterò
So di farmi male
Male non mi fa
Voglio stare sola
Così mi va»

Insomma.. anche Sanremo 2012 è la solita accozzaglia di parole dejà-entendu.

Eppure qualcosa della vecchia tradizione manca. Perché sembra proprio che, preoccupati di apparire troppo banali, i partecipanti abbiano evitato come la peste bubbonica la sdolcinatezza sentimentale, e la classica, scontatissima ma ormai meno prevedibile di tanti versi ricercati, rima “amore/cuore”.

Per fortuna ci vengono incontro i Matia Bazar, che dopo anni di musica innovativa, da circa due decenni proprio non ce la fanno più, ad inventare qualcosa di interessante e, completamente privi di idee, ripetono addirittura il “brivido caldo” di molti festival fa:
«E spari su di me …
Caldi brividi, fredde lame oramai …
Di un inverno che … che non finirà mai
Baci come spine, sulla bocca mia …
Senza respirare, scivolando via …
Sei tu, sei tu, sei tu … che mi hai rubato il cuore!! »

Poi ci sarebbe Renga. Che sembra impossibile sia lo stesso che ha fatto da leader ai Timoria.
«E ti guardo perché sei perfetta
Sei la cosa che più mi spaventa
Mentre togli il vestito di fretta
Non rimane che la meraviglia
Che la tua pelle nuda risveglia»
Sarà anche erotismo, chissà, ma a me sembra più una triste pruderie da porcello della terza età in stile Franco Califano odierno.

Così, tra tutte queste parole senza motivo che attendono di raccontarci la loro linea melodica per provare ad entrarci nelle orecchie e nella testa, quella che mi interessa di più a una prima lettura è Dolcenera. La quale, come tutti gli altri, non stupisce e non è certo Mogol, ma almeno azzecca una strofetta nella quale un po’ mi sembra di riconoscermi, e a leggerla così sembra, tutto sommato, meno scontata delle altre. Che a Sanremo è già moltissimo:
«Come sarebbe bello potersi dire
Che noi ci amiamo tanto,
Ma tanto da morire
E che qualunque cosa accada
Noi ci vediamo a casa»

In fondo, l’inizio di questo 62° Festival coincide con la notte degli innamorati. E, se proprio dev’essere una frase da cioccolatino, tanto vale che sia la bella speranza che, qualunque cosa accada, ci rivedremo a casa.

Perché Sanremo è Sanremo.