“Il coro delle donne che si danno il turno nei vari angoli della Farm è una polifonia di storie diverse ma tutte uguali fra loro. Un catalogo completo di insoddisfazioni, delusioni, frustrazioni, incomprensioni, tensioni e altre miserie portate in superficie e messe sotto forma di irrigidimento muscolare, dermatite da stress, ansia di invecchiare, attacchi di panico da prime rughe, terrore di guardare ancora dentro lo specchio e vedersi di fronte un magro nulla con dieci chili di troppo sulla vita.”
Carlotta Cuticolo pesa novantadue chili, ha i baffetti sotto il naso ed è senza dubbio una donna poco attraente. Nonostante ciò, dirige il centro estetico più chic della città. Mescola alghe vitalizzanti per ridurre la cellulite, esegue massaggi a base di fanghi e olii essenziali, studia trattamenti specifici per le ricche e capricciose signore frequentatrici della Beauty Farm Centamore.
Ma, soprattutto, tra un massaggio ayurvedico e una sessione di acido glicolico, sta ad ascoltarle mentre raccontano l’insoddisfazione, l’insicurezza, la noia. Le vede accanirsi nella lotta contro il tempo che passa, cerca di rasserenarle durante vere e proprie sedute di cosmesi psicanalitica. E non prova per loro la minima invidia. Tanto lo sa bene, che una volta spente le saune e chiuse le saracinesche, William Centamore, il giovane e rampante proprietario del Centro Benessere, la aspetta in Direzione per fare di lei la femmina più desiderata e desiderabile.
Lasciatasi alle spalle un triste matrimonio in cui l’affetto era ridotto a grigia contabilità, Carlotta segue il consiglio stampato a caratteri cubitali sui depliant della Farm e prende il vizio di volersi bene: si butta dunque in una nuova, idratatissima esistenza nella quale, una volta lavate via dal viso tutte le maschere, a vincere è sempre la sensuale, seducente onestà dell’imperfezione.







Ipse Dixit