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	<title>Daniele Vecchiotti</title>
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		<title>Vecchiotti goes Digital</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Signorina Cuorinfranti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto Matto]]></category>

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		<description><![CDATA[Da circa due mesi, vale a dire da quando Amazon ha lanciato anche sul mercato italiano il suo Kindle, non faccio altro che decantare le bellezze, i vantaggi e le potenzialità della lettura in digitale. Per questo,  era abbastanza paradossale che il mio secondo romanzo “La Signorina Cuorinfranti” mancasse ancora nel catalogo dei titoli ebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/vecchiotti-goes-digital-jpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2236" title="vecchiotti goes digital jpg" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/vecchiotti-goes-digital-jpg.jpg" alt="" width="298" height="305" /></a>Da circa due mesi, vale a dire da quando Amazon ha lanciato anche sul mercato italiano il suo Kindle, non faccio altro che decantare le bellezze, i vantaggi e le potenzialità della lettura in digitale.<br />
Per questo,  era abbastanza paradossale che il mio secondo romanzo “La Signorina Cuorinfranti” mancasse ancora nel catalogo dei titoli ebook in vendita.<br />
Nelle ultime settimane ho scassato i pixel all’editore all’inverosimile, ma la mia insistenza ha avuto buon fine.<br />
Da oggi anche “La Signorina Cuorinfranti” – come già era avvenuto per “Il cosmo secondo Agnetha” – è dunque <a href="http://www.amazon.it/La-signorina-cuorinfranti-ebook/dp/B0079XYWWI/ref=sr_1_2?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1329913072&amp;sr=1-2">disponibile su Amazon</a> al magro, dieteticissimo  prezzo di € 3,08.<br />
Impossibile resistere alla tentazione di assaggiarlo, no?</p>
<p>Sempre a proposito di piattaforme web e di acquisti digitali, segnalo anche che sul sito <a href="http://www.happyticket.it/genova/mediaquality/e15096/biglietti-tutto-matto">Happyticket </a>sono da oggi in vendita i biglietti per la replica ligure della mia commedia musicale “Tutto Matto – C’erano una volta gli Anni ‘80”, che andrà in scena al Teatro Comunale di Cicagna sabato 10 Marzo alle ore 21.00.<br />
Un’altra grande serata dentro gli eighties, per ballare, cantare e soprattutto ricordare un’epoca piena di colori e di follie.<br />
Ne riparleremo….</p>
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		<title>Ancora cinque minuti&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quotidiani Vecchiotti]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana successiva a quella del Festival di Sanremo ho sempre bisogno di tirare il fiato. Le troppe ore di sonno perse per guardare l’interminabile diretta fino allo scorrere dell’ultimo titolo di coda, il fiume di parole scritte e dette per commentare le serate, le ore di attività fisica saltata per organizzare tutte le attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/sands-of-time1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2213" title="sands-of-time1" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/sands-of-time1.jpg" alt="" width="346" height="238" /></a>La settimana successiva a quella del Festival di Sanremo ho sempre bisogno di tirare il fiato.<br />
Le troppe ore di sonno perse per guardare l’interminabile diretta fino allo scorrere dell’ultimo titolo di coda, il fiume di parole scritte e dette per commentare le serate, le ore di attività fisica saltata per organizzare tutte le attività sociali legate alla kermesse. In poche parole, durante Sanremo mi faccio più il mazzo io di Mazzi (con una retribuzione assai differente, per altro).</p>
<p>E&#8217; quindi necessario che io mi prenda un fugace attimo di respiro dalle parole.<br />
Ma già ci sono mille progetti avviati che, presto, mi riporteranno a strettissimo contatto con la tastiera del pc.</p>
<p>Stiamo, per esempio, per ripartire per un viaggio &#8220;Tutto Matto&#8221; nel bel mezzo degli anni ’80 che avrà come destinazioni finali le due repliche dello spettacolo di Marzo.<br />
Ci sono i personaggi di un romanzo che, da dentro il cassetto in cui li ho temporaneamente chiusi, battono sul legno perché cominciano a non avere più ossigeno, e reclamano aria fresca.<br />
C’è un progettino per un saggio assai curioso, atipico e pruriginoso che mi frulla in testa da un po’, e che non mi lascia in pace.<br />
C’è un microfono collegato in soffitta in attesa solo di un ditino che prema sul tasto della messa in onda.</p>
<p>Insomma… ci sono, come al solito valanghe di cose inutili e meravigliose su cui concentrarsi.<br />
Adesso, però, concedetemi il piacere di spegnere la sveglia, di rigirarmi sul fianco, e di restare a dormire ancora cinque minuti.</p>
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		<title>Emmannooooo!!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 01:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 20.51 L’ultima serata del Festival comincia in nome dell’amore. Decine di coppie limonano in scena sulle note di “All you need is love”. Impossibile non notare che, nonostante Morandi non abbia nulla contro gli omosessuali, manca il bacio tra due uomini o due donne. Sdoganate le parolacce, il playback, le farfalline, a Sanremo certi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/arisa-vincitrice.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2204" title="arisa vincitrice" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/arisa-vincitrice.jpg" alt="" width="260" height="160" /></a>Ore 20.51<br />
L’ultima serata del Festival comincia in nome dell’amore. <strong>Decine di coppie</strong> limonano in scena sulle note di “All you need is love”. Impossibile non notare che, nonostante Morandi non abbia nulla contro gli omosessuali, manca il bacio tra due uomini o due donne. Sdoganate le parolacce, il playback, le farfalline, a Sanremo certi temi restano tabù. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 21.08<br />
Apre <strong>Nina Zilli</strong>. Non posso far altro che ripetermi. Voce potente ma incerta. Interpretazione che non si capisce bene se sia buona oppure no. Come direbbero a “X Factor”, qualche sbavatura. Mina è un modello distantissimo, ma per gli standard del Festival, siamo a livelli molto alti. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 21.11<br />
Con un look total black più adatto a una cerimonia funebre che a una gran soirée, arrivano <strong>Fester D’Alessio e Morticia Bertè</strong>. Nessun accenno alla polemica sul playback di ieri sera. Comunque la vicinanza di Giggì ha fatto un gran bene a Loredana, che raggiunge livelli canori impensabili negli ultimi anni. Potrebbe sembrare in playback anche stasera. E invece non lo è. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 21.20<br />
La comicità intelligente, rapida, pungente di <strong>Geppi Cucciari</strong> è straordinaria. In cinque minuti infila una serie di piccole e grandi freddure (qualcuna, come di consueto, anche improvvisata) che da sole bilanciano tutte le brutture e le scemenze sentite nei quattro giorni precedenti. <strong>Voto: 10</strong></p>
<p>Ore 21.27<br />
Appunto. Dopo la sagacia di Geppi ecco tutta la banalità insulsa di <strong>Emma di Maria</strong>. La linea melodica e la sua interpretazione sarebbero anche piacevoli, ma l’infilata di luoghi comuni di cui è composto il testo sono imperdonabili. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 21.34<br />
<strong>Samuele Bersani</strong> è sempre altissimo nella hit parade dei più fornicabili. Ma se non ricordo male non è con questo criterio che dovremmo votare, questa sera. Comunque anche la sua canzone è decisamente da trombare. In tutt’altro senso, però. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 21.39<br />
Come Fester e Morticia, anche <strong>Dolcenera</strong>, per coerenza con il nome d’arte, sceglie un look total-black. E anche lei sembra in playback. Nel senso che canta benissimo. Il giorno in cui troverà anche qualcuno capace di scriverle pezzo ascoltabile sarà una festa per tutti noi ascoltatori. Per ora, restiamo in attesa. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 21.56<br />
Applausi da pre-vittoria per <strong>PierCarone di Maria e il suo <em>pigmaglione</em></strong>. No.. non è un refuso.. ma una parola composta tra <em>pig</em> (Dalla secondo me allunga le mani sul suo pupillo) e la celebre filatura di pelo sul petto. Ma io non mi faccio influenzare dalla platea dell’Ariston (nè dai miei colleghi di Giuria della Soffitta), e confermo che trovo questo pezzo orrendo e patetico. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 22.01<br />
D’azzurro vestita, la <strong>rossaNoemi</strong> sembra una fatina uscita da Harry Potter. Siccome mi sta simpatica, cerco di convincermi che la canzone mi piace, ma l’autoipnosi non funziona fino a questo punto. <strong>Voto: 6</strong></p>
<p>Ore 22.11<br />
Oggi ho ascoltato per intero il nuovo disco di <strong>Arisa</strong>. E credo fermamente che “La notte” sia uno dei pezzi meno belli dell’album. Forse è quello più sanremese. E spero che questa scelta premi, e la porti in alto nella classifica finale. Come merita. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 22.16<br />
<strong>Ugenio Finardi</strong> canta la sua preghiera al contrario. “Io non do mai nomi a cose più grandi di me”. Immaginiamo dunque che non nomini mai niente e nessuno. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 22.22<br />
Con la sua consueta signorilità, su Twitter Ornella Vanoni cinguetta: “Se non vince <strong>Renga</strong> sono cretini”. Non mi sono mai sentito così orgoglioso di essere cretino. Quando Renga gorgheggia, il lavandino e il water mi si sturano da soli. Effetto “idraulico liquido”. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.01<br />
Siamo in piena <strong>celentaneide</strong> e qui in giuria succede di tutto: chi beve sei caffè, chi ne approfitta per farsi una sveltina, chi mi pulisce i vetri, chi lucida l’argenteria. Qualunque cosa va bene pur di non sentire l’ennesimo sermone. Anche all’Ariston si scatena il pubblico. Chiunque in platea ha qualcosa da dire, e si sente libero di urlarlo. In fondo, quando un rincoglionito integrale parla da un palco, ogni ebete si sente titolato ad esprimere ad alta voce le sue idiozie. <strong>Voto: no.. non voto.</strong></p>
<p>Ore 23.21<br />
<strong>Alessandro Casillo</strong> è orrendo sotto tutti i punti di vista: inguardabile, inascoltabile, insopportabile. Ed è impensabile che possa avere un futuro. A confronto la vittoria di Annalisa Minetti era avanguardia pura. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.40<br />
Morandi annuncia il ritorno dei <strong>Cranberries</strong> e io spero in una canzone nuova. Invece è di nuovo “Zombie”. Ma sarà che questo pezzo mi fa tornare ventenne sarà che di roba vecchia se ne sente molta di più tra gli inediti in gara, credo sia impossibile non apprezzare. Poi però l’inedito arriva. Ahimé, in playback. E ha un forte retrogusto di Berté.<strong>Voto: 6</strong></p>
<p>Ore 00.00<br />
La<strong> Golden Share</strong> butta fuori Fester e Morticia. Ma il vero scandalo (previsto) è Emma nel terzetto. Qui in soffitta si diffondono l’entusiasmo e la speranza per il primo posto di Arisa. E per la prima volta anche noi liguri spendiamo un euro (virgola zerouno) perché sia fatta giustizia a Sanremo.</p>
<p>Ore 00.40<br />
In attesa del verdetto, consueta marchetta per la fiction RAI. Questa volta tocca alla biografia di Walter Chiari. <strong>Alessio Boni</strong> chiude l’intervento ricordando l’arresto dell’attore per detenzione di cocaina, e Gianni Morandi è tentato di lanciare la sua frase politically correct: “Io non ho niente contro i cocainomaini.. Io AMO i cocainomani. Ho molti amici cocainomani”:</p>
<p>Ore 01.13<br />
Venti minuti di vuoto pathos per l’annuncio di un risultato che su internet era già stranoto. Social Network battono Morandi 2000 a zero. Ancora una volta gli Amici di Maria confermano il loro strapotere. L’anno scorso Roberto Vecchioni ci aveva regalato un attimo di speranza per il futuro del Festival. Ma poi Sanremo è più forte e, come da tradizione, si premia il peggio. Emma sostiene che non sia l’inferno. Ma mente sapendo di mentire.<br />
Comunque anche questa orrenda vittoria non scalfirà il mio amore per il Festival. L&#8217;appuntamento, per tutti noi, è dunque all&#8217;edizione del 2013. Perché Sanremo è Sanremo.</p>
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		<title>La Giuria della Soffitta</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 16:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccoci giunti all&#8217;ultima serata di Festival che, come ogni anno, è un invito a giocare tutti insieme. Sanremo ha tenuto banco su questo blog per oltre cinque settimane, prima con la mia trasmissione preparatoria su Radio Stonata, poi con tutti i commenti minuto per minuto. Se c&#8217;è un aspetto bello del Festival è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Sanremo-2012-.-La-Giuria-Della-Soffitta.jpg"><img class="size-full wp-image-2195 aligncenter" title="Sanremo 2012 . La Giuria Della Soffitta" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Sanremo-2012-.-La-Giuria-Della-Soffitta.jpg" alt="" width="480" height="476" /></a></p>
<p>Ed eccoci giunti all&#8217;ultima serata di Festival che, come ogni anno, è un invito a giocare tutti insieme.</p>
<p>Sanremo ha tenuto banco su questo blog per oltre cinque settimane, prima con la mia trasmissione preparatoria su Radio Stonata, poi con tutti i commenti minuto per minuto.<br />
Se c&#8217;è un aspetto bello del Festival è quello di riuscire ancora ad aggregare tre quarti di paese, e a scatenare le discussioni divertenti e divertite. Da quando ci sono i social network, poi, l&#8217;aspetto aggregativo si è elevato all&#8217;ennesima potenza.</p>
<p>Per questo, visto che vecchiotti.it registra nella settimana di Sanremo picchi di visite che poi non raggiunge mai più per il resto dell&#8217;anno, mi godo quest&#8217;ultima soirée e invito tutti a giocare con noi alla Giuria della Soffitta del Teatro Ariston (<em>leitmotiv</em> di tutto &#8220;Sanremo Gran Casinò&#8221;) e a scaricare la Scheda-Voto per esprimere il proprio parere questa sera.</p>
<p>Nel salotto del mio loft il megaschermo e il videoproiettore sono già montati. E spero che, come accade a noi, questa sera si riesca a stare tutti insieme e a festeggiare ancora una volta una notte che, fisicamente o virtualmente, ci avvicina e ci fa stare uniti.</p>
<p>Dunque cliccate qui sotto, eseguite il download della Scheda-Voto ufficiale, stampatela ed entrate con noi nella Giuria della Soffitta.</p>
<p>E buona finale a tutti. Perché Sanremo è Sanremo.</p>
<p>Per scaricare la scheda, cliccate qui di seguito: <a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Scheda-Voto-Sanremo-2012.pdf">Scheda Voto Sanremo 2012</a></p>
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		<title>Arisa non Mannoia</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 23:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 21.01 Il Festival comincia con la strafavoritissima Noemi accompagnata da quella faccia da bravo ragazzo di Gaetano Curreri, il quale dà il via alla canzone e la rende più intensa. Quando la tonalità si alza, il Sig. Stadio si perde un po’, ma il risultato finale è comunque quello di valorizzare il brano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Fiorella-Mannoia-e-David.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2176" title="Fiorella Mannoia e David" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Fiorella-Mannoia-e-David.jpg" alt="" width="181" height="213" /></a>Ore 21.01<br />
Il Festival comincia con la strafavoritissima <strong>Noemi</strong> accompagnata da quella faccia da bravo ragazzo di <strong>Gaetano Curreri</strong>, il quale dà il via alla canzone e la rende più intensa. Quando la tonalità si alza, il Sig. Stadio si perde un po’, ma il risultato finale è comunque quello di valorizzare il brano di Moro. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 21.09<br />
<strong>PierCarone di Maria</strong> si gioca la carta trasgressiva di <strong>Gianluca Grignani</strong> che, falliti i tentativi con “Star Academy” e “X-Factor”, ci riprova con quelli di “Amici”. Gianluca riesce a entrare nel pezzo sebbene non gli somigli per nulla. Eppure lui in certi punti sembra una delle sue canzoni. Una delle sue brutte canzoni, s’intende. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 21.12<br />
Entrano <strong>Dolcenera con Max Gazzè</strong> e la prima cosa che mi viene da chiedermi è come possa uno sfiatato come lui stare dietro alla vocalità potentissima di lei. Poi parte la musica e mi rispondo: semplicemente Gazzè non canta. Un po’ come Repetto negli 883 o Franco Gatti nei Ricchi e Poveri. <strong>Voto: 5 ½</strong></p>
<p>Ore 21.29<br />
Qualcosa mi sfugge. <strong>Gigi D’Alessio e Loredana Bertè</strong> sono palesemente in playback. Questa proprio non la capisco. Troppo banale pensare a un intervento della camorra per modificare il regolamento. L’idea dell&#8217;allestimento house comunque è straordinaria, Fargetta saprebbe remixare e rendere straordinara anche “Io tu e le rose”. E pensare che Giggì abbia portato la dance a Sanremo è un pensiero che mi fa troppo godere. <strong>Voto: 8 (10 se avessero cantato live)</strong>.</p>
<p>Ore 21.38<br />
Bello vedere <strong>Chiara Civello e Francesca Michielin</strong> che suonano il pianoforte in duo. La vincitrice di &#8220;X Factor&#8221;  conferma la sua bravura, ma tradisce un pizzico di inesperienza. Che però fa tenerezza e conquista. La canzone, invece, più la sento e più mi piace. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 21.44<br />
<strong>Sabrina Ferilli</strong> non è affatto prevedibile. Non ho letto la scaletta, ma sapevo che avrebbe cantato “Roma non fa’ la stupida stasera” già da oggi pomeriggio. L’avrà cantata milleseicento volte. Però è coerente, perchè a dispetto dell’ossessività, non l’ha ancora imparata. Come la lingua italiana, d’altronde. <strong>Voto: 6 (de coccio)</strong>.</p>
<p>Ore 22.02<br />
<strong>Paolo Rossi</strong> va benissimo per accompagnare <strong>Samuele Bersani</strong> in questa marcetta alla Cochi e Renato. Ma forse sarebbe meglio se invece che fare solo facce buffe tirasse fuori la voce. Sono già al terzo ascolto del “Pallone” e ancora non lo vedo entrare in rete. Sarà che a calcio sono sempre stato una vera schiappa. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 22.18<br />
Sì sì.. bello l’impegno di <strong>Ugenio Finardi</strong>, intensa l’interpretazione con<strong> Toni</strong> <strong>Servillo</strong>. Coinvolgente il background con i diplomati del conservatorio multietnici. Interessantissimo l’argomento della canzone. Bel scritto il testo, ben costruita la musica. Però che due palle!!! <strong>Voto: 6meno</strong></p>
<p>Ore 22.20<br />
Mi sarei aspettato qualcosina di più, dall’affiatatissima coppia <strong>Nina Zilli – Giuliano Palma</strong>. L’impressione resta la stessa: tutto assolutamente a posto. Manca un po’ di terza dimensione. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 22.28<br />
Forse la canzone di <strong>Arisa</strong> è quella che regala il momento più pieno e sensato di tutto questo festival. Continuo a pensare che in duetto con <strong>Fiorella Mannoia</strong> (la quale, peraltro, in questo momento è al ristorante con il mio compagno, e segue il festival sul suo Ipad – vedi foto) sarebbe il <em>non plus ultra</em>. Peccato che ci abbia pensato solo io. O che Fiorella non sia stata interessata a cantare con la Pippa. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 22.39<br />
Sebbene cerchi di ricordarlo, <strong>Alessandro Siani</strong> non è Massimo Troisi (le battute sembrano prese pari pari da un copione RAI di quarant’anni fa), però porta un po’ di sano accento napoletano all’Ariston. E ora che Giggi D’Alessio s’è dato allo stile Village People io cominciavo a sentirne la mancanza. Percui apprezzo. Peccato la presunta pausa gnomica finale su nord e sud. Dopo Benigni tutti i comici aspirano a fare i poeti. Ma per quello ci vuole cultura vera. <strong>Voto: 6</strong></p>
<p>Ore 22.56<br />
Il fantasma della De Filippi torna ad aleggiare sul palco del Festival. Ci sono <strong>Emma di Maria e Alessandra AMARIAso</strong>. Il test è capire se anche quest’anno si confermerà lo strapotere discografico della signora Costanzo. Pezzo tutt’altro che straordinario ma cucito apposta per la vittoria. <strong>Voto: 6½</strong></p>
<p>Ore 23.10<br />
Il duetto tra i <strong>Matia Bazar e Platinette</strong> era quello che mi incuriosiva di più. E, come spesso accade quando l’aspettativa è alta, è anche quello che mi delude maggiormente. Per costruire dei momenti ad alta carica emotiva coi recitativi ci vogliono degli attori veri, e dei testi che siano realmente poetici. E questo non è il caso. <strong>Voto: 3</strong>. Platinette però merita 9 per la chiusura con “Io amo gli etero”.</p>
<p>Ore 23.15<br />
Per favore, qualcuno dica a <strong>Francesco Renga</strong> che Natale è passato da circa due mesi. Questo <strong>coretto di voci bianche</strong> in prossimità di mezzanotte fa venire l’istinto di infilarsi il cappotto e andare a messa passando prima a casa del vicino per regalargli un panettone. Io, comunque, tutto sommato preferirei l’omelia del parroco a questa canzone melensa. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 23.35<br />
E’ il momento <em>gggiovane</em> dei tanto attesi <strong>One Direction</strong>. Che con quei capelli scolpiti mi sembrano molto più i New Dimension. Era dai tempi dei Ragazzi Italiani che non si vedeva una boyband a Sanremo. Sicuramente il successo sarà lo stesso. Ma stasera nessun pezzo per adolescenti può competere con la versione remix di D’Alessio-Bertè. E questi, nonostante l’età minore, sembrano i nonni di Fargetta. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.44<br />
Ci sarà stato anche un sorteggio per stabilire l’ordine di esibizione dei Social, ma il favoritissimo <strong>Alessandro Casillo</strong> &#8211; <em>guardacasillo</em> – esce per primo. E dire che se gli One Direction l’avessero incontrato uscendo dal palco l’avrebbero caricato sul furgone scambiandolo per uno di loro. La canzone, però, è addirittura più vecchia di quella di qualunque boyband. Se ci fosse Nilla Pizzi, al confronto porterebbe una ventata di modernità. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.49<br />
Non so.. sarà la faccia ciccia del loro leader, me gli <strong>Iohosemprevoglia</strong> ricordano i primi Ladri di Biciclette. Con una differenza: loro erano bravi e trasmettevano addosso, mentre quando sento cantare questi qua, iohosemprevogliadicambiarecanale. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 00.01<br />
Per me <strong>Marco Guazzone</strong> è il vincitore del Festival. <em>In primis</em> perchè la canzone è piacevole, poi perchè lui canta bene, ma soprattutto perchè il suo direttore d’orchestra <strong>Stefano Costantini</strong> corrisponde esattamente al mio uomo ideale. Supersexy e pure musicista. Potrei avere un mancamento. <strong>Voto: 8</strong> (ma Stefano Costantini si becca un 10 pieno!).</p>
<p>Ore 00.08<br />
Io più sento <strong>Erika Mou</strong> imitare Giorgia mentre starnazza “A mollo nella vasca da bagno del tempo” provo un irrefrenabile desiderio di attaccare il phon alla corrente e di buttarlo nell’acqua dove si lava Erika Mou. Questa faccia da prima della classe mi scatena spaventose fantasie di torture. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 00.13<br />
Mentre Beghelli mi dà tutte le istruzioni per avere salva la vita (prima delle quali: non ascoltare a lungo i brani di Sanremo 2012), io azzardo i miei pronostici per i verdetti della giuria. Fuori dalla finale dei Big Dolcenera e i Matia Bazar e vittoria tra i Social all’orrido Casillo. E mai in vita mia mi sono augurato così tanto di sbagliarmi.</p>
<p>Ore 00.50<br />
Tutto come previsto. Il vecchissimo adolescente Casillo vince tra i giovani, avviando la sua carriera di nuovo Maffoni o Maiello (leggi: già dimenticato domattina).<br />
Sull&#8217;eliminazione dei Matia avevo colpito e affondato al primo tentativo. Per Chiara Civello, invece, non me l&#8217;aspettavo e sono sinceramente dispiaciuto. Domani sera mi mancherà, la sua affascinante milonga. Ma va sempre così. Anche il festival più bello (e non è questo il caso) si rovina sempre al momento dei verdetti. Perché l&#8217;italiaetta è sempre l&#8217;italietta.<br />
E perché Sanremo è Sanremo.</p>
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		<title>Tre Martini di troppo</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 00:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 20.45 Si comincia con la musica. Morandi canta “Dio come ti amo” e “Gli uomini non cambiano”. Chi non ha ascoltato l’ultima serata di “Sanremo Gran Casinò” non può saperlo, ma Gianni ci ha copiato, perchè anche noi sabato scorso abbiamo aperto con la versione finlandese della canzone di Mimì, cantata niente popò di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/tre-martini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2167" title="tre martini" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/tre-martini.jpg" alt="" width="298" height="198" /></a>Ore 20.45<br />
Si comincia con la musica. Morandi canta “Dio come ti amo” e “<strong>Gli uomini non cambiano</strong>”. Chi non ha ascoltato l’ultima serata di “Sanremo Gran Casinò” non può saperlo, ma Gianni ci ha copiato, perchè anche noi sabato scorso abbiamo aperto con la versione finlandese della canzone di Mimì, cantata niente popò di meno che da Paula Koivuniemi. Esattamente come è ricalcata dal nostro Enrico Maria Mughetti l’idea di cominciare nominando un elenco di defunti che nemmeno “La vita in diretta”. Per non parlare delle finte copertine di riviste portate in scena da Rocco Papaleo, prese pari-pari dalle nostre (andate a verificare nei post delle settimane scorse, se non ci credete).<br />
Insomma, <strong>Dottoressa Lei,</strong> se non l’ha capito ci stiamo candidando all’organizzazione dell’edizione 2013. Costiamo molto meno, facciamo le stesse cose, peraltro con molta più autoironia.</p>
<p>Ore 21.03<br />
L’Ivanka è ceca di nazionalità e cieca di vista, considerando che non riesce nemmeno a leggere il gobbo. Per non parlare della sua dizione da marciapiede di parcheggio camionale.<br />
Comunque.. Entrano <strong>Chiara Civello e Shaggy</strong> che dovrebbero cantare “Io che non vivo”, ma qualcuno si è dimenticato di avvisare il rapper, il quale attacca a sputacchiare nel microfono “Boombastic”, l’unico pezzo che evidentemente conosce. Un po’ come fa Viola Valentino con “Comprami”, insomma. Poi comincia il pezzo di Donaggio ma si vede benissimo che di cantare a Shaggy non interessa proprio; lui pensa solo a come fare per attaccare la Civello al muro e possederla in diretta nazionale. Del pezzo non gliene può fregare di meno. E probabilmente la Civello chiude qui la sua carriera italiana appena iniziata. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 21.20<br />
Oddio. So che non si può parlar male di <strong>Goran Bregovic</strong>, perché si rischia di far la figura degli ignoranti incolti e anche un po’ xenofobi. Ma questa versione di “Romagna mia” di <strong>Samuele Bersani</strong> è da ultima ora ai matrimoni, quando restano al ristorante solo i più ciucchi. E a giudicare da come fa il controcanto, la signorina con una fioriera in testa deve essersi scolata almeno due fiaschi. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 21.33<br />
Un momento degno dei Grammy. <strong>Nina Zilli e Skye</strong> cantano Tony Renis. Sono belle, vestite come meravigliose bomboniere da sera, hanno classe, cantano alla grande. Insomma.. cerchiamo di tenerle a mente nelle ore a venire. Almeno penseremo che questa serata ha avuto un senso. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 21.45<br />
A vederlo in faccia <strong>Al Jarreau</strong> dimostra tutti i 427 anni che ha. Ma quando inizia a cantare il suo timbro, la sua intonazione ed il suo stile sono ancora senza tempo. E anche <strong>Silvia Mezzanotte</strong> ne esce rivalutata, e svuotata una volta tanta di quel retrogusto solito da brava interprete di mediocre orchestra di ballo liscio. Il pezzo è bellissimo, l’atmosfera non stenta a crearsi. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 21.55<br />
Premetto che fino ad ora ignoravo chi fosse questo <strong>Gary Go</strong> che arriva sul palco con <strong>Emma di Maria</strong>. Su wikipedia ho scoperto che è il figlio di un produttore del Muppet Show, e in effetti guarandolo meglio mi rendo conto che avrei dovuto accorgermene subito: la somiglianza con Kermit la rana è fortissima. Interpretazione de “Il Paradiso” senza infamia senza lode. Tutto a posto, ma nulla che valga la pena di essere riascoltato. <strong>Voto: 6</strong><br />
Poi i due cantano un estratto dal brano di successo di lui, e mi si illumina una lampadina: la musica d’attesa del servizio clienti Vodafone!!! Ma nemmeno questa rimembranza proustiana da riflesso telefonico condizionato mi convince a mandare un sms.</p>
<p>Ore 22.05<br />
<strong>Arisa</strong> sale sul palco con un cantante non vedente. Dicono sia<strong> Josè Feliciano</strong>, ma io non ci credo mica. A me sembra più Aleandro Baldi molto invecchiato rispetto ai tempi di “Non amarmi”.<br />
La canzone però è ancora fortissima adesso, oltre quarant’anni dopo, e lei canta benissimo, è davvero intensa. Sembra addirittura bella. O forse la buona musica sta facendo perdere la vista pure a me. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 22.22<br />
Gianni Morandi balla il walzer con <strong>Federica Pellegini</strong> e intanto parlano dei tatuaggi di lei. L’intervista alla campionessa è così avvincente che vien voglia di affogarla. Tra l’altro la somiglianza con Emma Marrone è notevole, sembrano quasi la stessa persona. Il portamento e la leggiadria nel ballo, invece, sono ispirati a Maria De Filippi. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 22.37<br />
<strong>Francesco Renga</strong> urlacchia “Il mondo” nel suo consueto stile da Giorgia col pisello e si dimentica di aver un ospite straniero. <strong>Sergio D’Alma</strong> è anche bravo, una bella voce roca, ma quello che esce fuori solo una versione da karaoke ben fatto. Neanche una mininma emozione. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 22.52<br />
Gianni Morandi cerca di riparare alla gaffe di ieri ed esclama “Io amo i gay!”. Sarà un caso, ma un attimo dopo entrano in scena <strong>PierCarone di Maria, Lucio Dalla e un ragazzotto straniero conosciuto una domenica pomeriggio in sauna</strong>. La musica napoletana è sempre la migliore, e “Anema e core” è un capolavoro assoluto. Ma in quanto tale meriterebbe più rispetto. Non che sia venuta male, per carità. Ma se sei nato in Danimarca non puoi proprio riuscire ad entrarci, in una canzone così straordinaria. <strong>Voto: 7</strong> (loro meriterebbero 4, ma ad “Anema e core” di meno non riesco a dare. Mai).</p>
<p>Ore 23.03<br />
Tu pensa la vita. Puoi essere una leggenda del rock come <strong>Brian May</strong> e arrivare a Sanremo per accompagnare alla chitarra <strong>Irene Fornaciari</strong>. Alla fine dell’esecuzione la Saccarina si mette a piangere, e fa bene. Probabilmente anche a lei, come a noi tutti, dispiace per il povero May. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 23.22<br />
Un’altra leggenda del rock. Se posso permettermi, meglio assai dell’ex chitarrista dei Queen. <strong>Patti Smith</strong> canta meravigliosamente “Impressioni di Settembre”. Indossa un completo maschile, giacca doppiopetto e cravatta. Al suo confronto, il barbuto leader dei <strong>Marlene Kuntz</strong> è un’esplosione di femminilità. <strong>Voto: 10</strong></p>
<p>Ore 23.38<br />
Passare da “Because the night” di Patti Smith a “La foca” di <strong>Papaleo</strong> è come guardarsi nudi allo specchio dopo aver incontrato Rocco Siffredi nelle docce della palestra. Fa pensare che la vita può dare tutto ad alcuni e lasciare a secco gli altri. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 23.45<br />
Già prima che la <strong>Bertè e D’Alessi</strong>o comincino a cantare “Almeno tu nell’universo” ho un attacco di panico al terrore di ciò che potrà accadere. In tre non azzeccano una nota. Sguaiati, stonati, scoordinati. <strong>Macy Gray</strong> è l’erede di Whitney Houston. Sì. ma solo. nell’alcolismo.. Si presenta sul palco ubriaca fradicia. Mi spiace un sacco per Gigi, che potete dire quello che volete, ma almeno è un professionista serio.<br />
Se anzichè un brano in gara fosse un quadro, questa scena si intitolerebbe sicuramente “Tre Martini di troppo”.<br />
Comunque la canzone è talmente grane che va bene anche così E il dolore di Loredana è più efficace della sua interpretazione. Persino cantato male, il brano resta comunque un pugno nel cuore. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 00.05<br />
<strong>Noa</strong> esce dal camerino del Teatro Ariston in cui sta chiusa tutto l’anno per uscire solo durante una sera del festival. Canta “Torna a Surriento” con Finardi che la reinventa in chiave rock. Se la tira da guru della musica ma non l’ha ancora capito, che le canzoni napoletane vanno lasciate esattamente come sono, altrimenti si fanno solo danni. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 00.19<br />
<strong>Dolcenera</strong> non ha capito una cosa. Non è che se prendi una canzone meravigliosa, un caposaldo della storia, un manifesto generazionale, rimane bella indipendentemente da tutto e tu puoi permetterti di massacrarla come ti pare e piace. Il rapper con lei prima sembra essere scappato spaventato degli urli, poi entra negli ultimi venti secondi e fa la figura di uno che passa da lì per caso. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 00.25<br />
Cosa ha fatto il tempo alla voce di <strong>Sarah Jane Morris</strong>? Me la ricordavo potente, intensa, affascinante. Ora sembra uno di quei travestiti che una volta imitavano lei. <strong>Noemi</strong> guadagna moltissimo da questo confronto. Ma quasi quasi comincio a pensare che avesse ragione la vedova Battisti a non voler cedere i diritti di esecuzione.<strong> Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 00.43<br />
Bene.. ora che tutti hanno cantato, finalmente la gara può cominciare. In fondo&#8230; ormai sono talmente pochi gli italiani che hanno un lavoro a cui recarsi domani che Sanremo può tranquillamente sfociare nel <strong>pigiama-party</strong>. E poi mi criticavano il Pippo Baudo perchè dicevan che era lungo&#8230;.</p>
<p>Ore 00.55<br />
C’è la pubblicità, e devono ancora cantare i Marlene e la Saccarina. Inutile aspettare. Tanto sappiamo che a passare saranno le due coppie che hanno già cantato.<br />
Perchè delle quattro canzoni sono in fondo le meno peggio, e perché qui al Festival di sorprese non  ne succedono mai.<br />
Insomma.. Perché Sanremo è Sanremo.</p>
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		<title>Coscia vi siete persi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 23:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 20.50 Si parte con un siparietto da avanspettacolo en travesti. Ma anche I Soliti Idioti fanno confidare in una serata piacevole, se li si confronta con l’orrore vissuto ieri sera. Incredibile ma vero, per quasi cinque minuti Morandi parla davvero di Festival, di meccanismo di gara, di orchestra, e di gara ta le canzoni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/belen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2128" title="belen" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/belen.jpg" alt="" width="282" height="201" /></a>Ore 20.50<br />
Si parte con un siparietto da avanspettacolo <em>en travesti</em>. Ma anche <strong>I Soliti Idioti</strong> fanno confidare in una serata piacevole, se li si confronta con l’orrore vissuto ieri sera.<br />
Incredibile ma vero, per quasi cinque minuti Morandi parla davvero di Festival, di meccanismo di gara, di orchestra, e di gara ta le canzoni. Per un attimo sembra addirittura di vedere il Festival di Sanremo.</p>
<p>Ore 20.54<br />
Entra<strong> Nina Zilli</strong>, e il brano piace molto, a noi ancora fissati con le atmosfere da juke box e rotonde sul mare. Ma lei, che so essere bravissima dal punto di vista vocale, continua a non convincermi. Come se mancasse l’interpretazione, il cuore, la passione, la profondità. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 21.00<br />
Su Radio Stonata comincia la replica della quarta e ultima serata di <strong>“Sanremo Gran Casinò”</strong>. Paola Lippi Wuber scende la scalinata vestita del suo esclusivissimo abito Penetton. Altro che Belen, Canalis e Ivanka! E l’auditel registra un forte calo di ascolti per Raiuno.</p>
<p>Ore 21.07<br />
Morandi risponde all’erotismo della Wuber mandando sul palco quella porcellona di <strong>Arisa</strong>. Non riesco proprio a pensare a questa canzone come a un successo, un disco che venderà, si ascolterà e si canterà. Ma lei canta benissimo, ci mette l’anima, e visto che mi sta molto simpatica, mi auguro che questo premi. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 21.11<br />
Tornano Zio Fester di Mergellina e Morticia Addams gonfiata dal gommista, alias <strong>Gigi D’Alessio e Loredana Bertè</strong>. Lo so, mi sto facendo condizionare dalle recensioni positive quasi unanimi di tutti critici dei quotidiani, e dal fatto che – per senso del dovere storico nei confronti del Sig. Tatangelo – oggi ho riascoltato più volte il pezzo in mp3. Inevitabile, dunque, che mi venga da rivalutarli. Anche perchè lei stasera è solo stonatissima, non oscena come ieri. <strong>Voto: 6 ½</strong></p>
<p>Ore 21.20<br />
Canta anche <strong>PierCarone di Maria</strong> diretto dal parrucchino di <strong>Lucio Dalla</strong> e io decido che è meglio andare a mangiare qualcosa. Mi sento offeso per tutte le prostitute del mondo che, già sufficientemente maltrattate e sfruttate, non meritano anche questa canzone. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 21.35<br />
Con <strong>Alessandro Casillo</strong> comincia anche la gara “social” dei giovani e, alla faccia della novità, sembra di essere a Sanremo 1992, con un pezzo di quelli che nell’epoca Baudo andavano per la maggiore, e che hanno creato chili di false speranze a tanti illustri sconosciuti di oggi. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 21.41<br />
Ma siamo sicuri che <strong>Giordana Angi</strong> abbia davero diciott’anni? Vicino a lei sembrerebbe giovane persino Anna Tatangelo. Un pezzo difficile e ricercatissimo messo contro il più banale pop melodico sanremese. Davvero spiacente, Giordana, sei mille volte più brava del tuo rivale. Quindi, inevitabilmente, sarai la prima trombata di questo festival. <strong>Voto 7 ½</strong></p>
<p>Ore 21.52<br />
E&#8217; il turno dei <strong>Matia Bazar</strong>. Più ascolto il pezzo, meno posso fare a meno di immaginarmelo cantato da Antonella Ruggiero. E certamente sarebbe stata un successo. Perchè la canzone è molto più bella e ben costruita di quanto la povera Silvia Mezzanotte – per quanto brava – riesca a renderla. <strong>Voto: 6 ½</strong></p>
<p>Ore 21.56<br />
La Canalis non si smentisce male. E&#8217; costretta a leggere anche quelle quattro cose che pure un ottantenne imparerebbe a memoria in un nanosecondo con una dizione impeccabile. Invece lei tiene gli occhi fissi (e fessi) sul gobbo e annuncia senza capire cosa dice: “Signore e Signori.. <strong>UGENIO FINARDI</strong>!”. Ed eccolo entrare sul palco, l’ottantenne di cui sopra. I critici si dicono entusiasti di questo brano, ma è solo per dovere all’unico che qui a Sanremo ha una leggera aura di impegno sincero addosso. Domani ce lo saremo già tutti dimenticato. <strong>Voto: 4 ½</strong></p>
<p>Ore 22.03<br />
<strong>Siparietto Zelig</strong> con due comici da nave da crociera (Costa Concordia). Io abbasso l’audio e torno da “Sanremo Gran Casinò”. Iva Zanicchi canta “Zingara” e a me sembra mille volte più attuale dello sketch dentro lo schermo. <strong>Voto: -1</strong></p>
<p>Ore 22.10<br />
Come previsto, <strong>Alessandro Casillo</strong> passa il turno eliminando l’unica che sembrava aver qualcosa da dire è da cantare. A sconvolgere è la percentuale del risultato: 89% lui, 11% lei. Questo paese non cambierà mai. <strong>Voto al televoto: inclassificabile.</strong></p>
<p>Ore 22.16<br />
Entrano sul palco gli <strong>Iohosemprevoglia</strong>. Vedi in faccia il cantante/leader del gruppo e capisci il perchè del nome: sicuramente non ne prende mai. Ma, per quanto loro siano intrombabili, sul palco c’è persino qualcosa più brutto di loro: la canzone. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 22.20<br />
Quella di <strong>Celeste Gaia</strong> è l’unica canzone del gruppo social che io stia già ascoltando da un bel po’ di giorni, l’unica che mi abbia colpito al primo ascolto e che continui a farmi venire voglia di far ripartire l’ipod da capo. E poi lei ha lo sguardo intenso, un po’ da santarellina, un po’ da pazza ossessiva. Insomma mi piace. Eccome. <strong>Voto: 9</strong></p>
<p>Ore 22.28<br />
A me la <strong>Emma di Maria</strong> fa tornare in mente Laura Bono. E la sua canzone impegnata mi piace così tanto che mi viene da augurarle lo stesso identico successo. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 22.29<br />
<strong>Belen Rodriguez</strong> ha molte più chance di farmi diventare eterosessuale di qualunque sermone di Ratzinger e Celentano.#melafareiassai. Coscia vi siete persi, tutti voi che denigrate il Festival e non lo seguite! <strong>Voto: 9 </strong><br />
Quello che invece mi piace di <strong>Elisabetta Canalis</strong> è ciò che potrebbe raccontare di Clooney sotto la doccia. <strong>Voto: 4</strong><br />
Di <strong>Ivanka Mratzova</strong> ho l’impressione che lei e la Nanì di PierCarone siano la stessa persona. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 22.46<br />
Dopo cotanta esplosione di seni, sederi e labbra femminili, vedere la faccia spaventosa di <strong>Cristiano Godano</strong> è quanto di più antierotico e ammosciante si possa immaginare. Mai un cognome fu meno profetico di così. E anche la canzone avrebbe bisogno di un bel cocktail di cialis e viagra. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 22.52<br />
<strong>Irene Fornaciari</strong>. Una voce nasale di citofono canta una pessima imitazione di un brutto pezzo di Zucchero. Da eliminare al volo per non pensarci più. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 22.58<br />
E dire che <strong>Samuele Bersani</strong> era pure un cantautore promettente. Adesso fa venire in mente il peggior Cristicchi con l’intonazione di Tricarico. E continuo a pensare che se questo pezzo, anzichè uno con l’aria da intellettualoide, l’avesse cantata <strong>Arisa</strong> o <strong>Orietta Berti</strong> sarebbe stata sbattuta fuori al primo turno. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 23.15<br />
“<strong>Carlo</strong> Carlo vorrei ti chiamassi Carlo viene inspiegabilmente eliminata”. E io vorrei mandare a quel paese coloro che votano in maniera del tutto incomprensibile. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.18<br />
<strong>Erika Mou</strong> è l’ennesimo prodotto vincente a priori di Caterina Caselli. Un po’ Elisa un po’ Giorgia, quindi inevitabilmente odiosa. Canta a ripetizione “Voglio diventare vecchia” e a sentirla cantare sembra che il suo sogno sia già stato esaudito. <strong>Voto: 2</strong></p>
<p>Ore 23.27<br />
Arrivano<strong> i figli di Madonia</strong> e viene spontaneo esclamare “Denovo!”. Non nel senso del nome del gruppo del padre, ma proprio nel senso partenopeo di “N’ata vota!!!”. Canzonetta anni ’60 da Dik Dik. O, in questo caso, da Dick-Dick. <strong>Voto: 5</strong>, ma a confronto dell’appiccicaticcia Mou meritano un 12!</p>
<p>Ore 23.33<br />
C’è <strong>Chiara Civello</strong> che, con la sua faccia da impiegata dell’ufficio postale, non riesce a star dietro alla fama di grandissima voce jazz famosa in mezzo mondo che l’ha preceduta nelle settimane di lancio del Festival. La canzone continua ad oscillare tra la musica d’autore e la balera di periferia. Ma io adoro le balere di periferia, quindi le concedo un bel <strong>7 ½</strong></p>
<p>Ore 23.43<br />
Entra la Rossa <strong>Noemi</strong>, che ha uno dei pezzi più astuti di questo Festival e infatti è già in vetta ai donwload su Itunes. Ma io proprio non mi ci vedo a votare questa canzone, nè tantomeno a comprarla. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 23.57<br />
Pensavo fossimo alla fine e invece c’è ancora un duetto dei giovani. <strong>Marco Guazzoni</strong> stonicchia ma si fa ascoltare. Ma soprattutto il suo direttore d’orchestra si fa guardare e riguardare. <strong>Voto alla canzone: 7. Voto al direttore d’orchestra: 9</strong>.</p>
<p>Ore 00.03<br />
“La mail che non ti ho scritto” di <strong>Giulia Anania.</strong> Il giorno nuovo arriva con una canzone vecchia vecchia, che di contemporaneo ha solo il titolo che strizza l’occhiolino ai ggiovani <em>digital</em> di ogni età. <strong>Voto 5meno</strong></p>
<p>Ore 00.11<br />
Lo sketch sull’omosessualità dei <strong>Soliti Idioti</strong> degno del Festival 1972 fa quasi venire voglia di affrontare ancora l’argomento riascoltando “Il mio amico” della Tatangelo o “Luca era gay” di Povia. <strong>Voto: meno (meno a basta, meno di qualunque cosa). Voto a Morandi che ripete tre volte “Io non ho niente contro gli omosessuali”: ancora meno del meno.</strong></p>
<p>Ore 00.19<br />
Non è proprio l’ora per una canzone di <strong>Renga</strong>. Ad ascoltare i suoi arzigogolii vocali artefatti mi si ripropone persino la camomilla. E dire che questo noioso, ripetitivo fintocantautore divide il letto con la sublime interprete di “Sia maledetto questo amore / che sale e scende come un ascensore”. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 00.25<br />
Ultima in ordine di apparizione, <strong>Dolcenera</strong> (con <em>meches</em> Dolceblu) ha parecchie chances di ritrovarsi ultima anche nella classifica di gradimento. La canzone è davvero insulsa, priva di melodia, di testo, di qualunque appeal. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 00.34<br />
Dopo un balletto osceno che spinge Morandi a dire a Ivanka &#8220;vatti a riposare&#8221;, <strong>Marco Guazzone</strong> passa il turno e arriva in finale. Il merito è, palesemente, tutto del direttore d&#8217;orchestra.</p>
<p>Ore ??.??<br />
Oramai sono così poco lucido che non riesco nemmeno a capire perché sto ancora davanti alla televisione accesa. Ho la netta convinzione di essere tornato all&#8217;era <strong>Baudo</strong>, quando all&#8217;una del mattino aveva cantato la metà dei cantanti in gara e dovevano esibirsi ancora 25 ospiti stranieri. Ma qualunque cosa, a questo punto, sarebbe meglio della faccia di Papaleo e dei Soliti Idioti.<br />
La mia amata <strong>Belen</strong>, purtroppo, saluta e lascia definitivamente l&#8217;Ariston. In primis perché lei, potendo scegliere, preferisce sempre essere trombata. E poi perché il regolamento le impone di abbandonare il Festival, visto che &#8211; come è risaputo &#8211; la sua farfallina è tutt&#8217;altro che inedita.</p>
<p>Ore 01.08<br />
Finalmente siamo arrivati al <strong>verdetto delle giurie</strong>. E per scoprirlo devi pure riascoltare trenta secondi di tutti i brani. Finita la carrellata di clip, potrò anche mettermi il cappotto ed andare in ufficio.<br />
Ma veniamo al dunque&#8230;<br />
Sui Marlene e Fornaciari non avevo dubbio alcuno.<br />
PierCarone di Maria eliminato mi sembra un momento di giustizia inedito in Italia. Ma poi ricordo che accadde anche a Valerio Scanu il quale, tre sere dopo, vinse il primo premio.<br />
Del tutto inattesa invece l&#8217;esclusione di Fester D&#8217;Alessio e Morticia Bertè. Però ripenso alle labbra di lei, al jeans da bancarella di lui, e al modo in cui cantavano insieme e credo sia giusto così. Un po&#8217; mi spiace, per il mio vecchio Giggì, ma in fondo è proprio andata a cercarsela. Anche perché Loredana Berté riuscirebbe a far eliminare dalla gara persino Vasco Rossi.<br />
<strong>Voto alle giurie: 6</strong>.<br />
E ora tutti a nanna. Tanto fra due ore e mezza si ricomincia da capo.<br />
Perché Sanremo è Sanremo.</p>
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		<title>Sanremo Gran Casinò &#8211; Diritto di Replica</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[Le immagini incluse in questo post rivelano in maniera del tutto esclusiva le due frasi sparate da Adriano Celentano durante il telepippotto di ieri sera ma non captate dai microfoni in quel momento disattivati. E’ entrata in scena Elisabetta Canalis, e il molleggiato c’è rimasto di sasso, nel vedersi comparire davanti una donna che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/celentano-e-paola-lippi-wuber.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2120" title="adriano celentano e paola lippi wuber" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/celentano-e-paola-lippi-wuber.jpg" alt="" width="399" height="534" /></a>Le immagini incluse in questo post rivelano in maniera del tutto esclusiva le due frasi sparate da Adriano Celentano durante il telepippotto di ieri sera ma non captate dai microfoni in quel momento disattivati.<br />
E’ entrata in scena Elisabetta Canalis, e il molleggiato c’è rimasto di sasso, nel vedersi comparire davanti una donna che non era quella da lui scelta per il suo intervento. No.. non parliamo di Ivana Mratova, ma proprio della nostra Paola Lippi Wuber, che Celentano aveva messo come <em>conditio-sine-qua-non</em> per i suoi interventi a Sanremo.</p>
<p>Quello che il Re degli Ignoranti ignorava è che la Wuber è fatta a modo suo: ama fare le bizze, oggi c’è ma domani non si sa, prima dice sì ma all’ultimo momento ci ripensa e fa mandare un sms di disdetta dal suo agente.</p>
<p>E’ andata così anche ieri sera, in questo Festival sfortunato che tra malattie, infortuni e strumenti tecnici in panne sembra svolgersi proprio nello stesso Teatro Ariston di Sampierdarena che ha fatto da scenario alle quattro serate di “Sanremo Gran Casinò”, l’ultima delle quali verrà trasmessa in replica questa sera alle ore 21 sulle App Iphone e Android di <a href="http://www.radiostonata.com">Radio Stonata</a> e in streaming qui su Vecchiotti.it.</p>
<p>Appresa ieri la notizia della minaccia ai suoi ascolti da parte del team di lavoro di Daniele Vecchiotti, Gianni Morandi ha subito avuto in incontro con il Direttore Generale della RAI Lorenza Lei per convincerla ad annullare la seconda serata del  Festival in modo da evitare il crollo dell’audience. Davanti al secco no da parte dell’Amministrazione della tv pubblica, Morandi è apparso subito sconvolto e ansiosissimo, al punto che Celentano si è sentito in dovere di rassicurarlo:<br />
«Non preoccuparti, Gianni» avrebbe detto il ragazzo della via Gluck al conduttore, «ci penso io a farli neri… Prima parlo male di “Avvenire”, “Famiglia Cristiana” e Aldo Grasso.. Poi dico anche che pure “Sanremo Gran Casinò” è una gran stronzata… e tu lo sai che quando denigro qualcuno io.. beh… vedrai che domani non li ascolta nessuno».</p>
<p>Ma, come tutti i telespettatori hanno avuto modo di verificare ieri sera, anche a Sanremo la tecnologia a volte lascia a desiderare, e il destino ha voluto che Celentano sparasse a zero sul nostro programma proprio mentre il radiomicrofono, misteriosamente, si disattivava.</p>
<p>Insomma… il nostro messaggio è chiaro: per i tanti, tantissimi che dopo una sola serata di Festival ne hanno già due kermesse così, l’alternativa è ghiotta.<br />
Su Radio Stonata, questa sera alle 21, c’è la replica dell’ultima serata di un Festival vero.</p>
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		<title>Un festival mollo-ggiato</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 23:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vecchio Vecchiotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 20.50 Si comincia con Luca e Paolo. La canzone è acchiappascolti, e sebbene sia il consueto stratagemma comico degli ultimi anni (la hit popolare riscritta in chiave satirica, in puro stile Elio e Crozza), poi loro la tirano per le lunghissime e fanno venire sonno ancora prima che il Festival cominci. Voto 4 ½ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2115" title="1" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/1-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Ore 20.50<br />
Si comincia con <strong>Luca e Paolo</strong>. La canzone è acchiappascolti, e sebbene sia il consueto stratagemma comico degli ultimi anni (la hit popolare riscritta in chiave satirica, in puro stile Elio e Crozza), poi loro la tirano per le lunghissime e fanno venire sonno ancora prima che il Festival cominci. <strong>Voto 4 ½</strong> (ma la scenografia è da 8).</p>
<p>Ore 21.27<br />
Quaranta minuti dopo l’inizio, finalmente il Festival comincia.<br />
Rompe il ghiaccio <strong>Dolcenera</strong> con un pezzo che magari va riascoltato, ma così di primo acchitto sembra non andare da nessuna parte, troppo indeciso tra troppi generi, in un remake di canzoni minori degli anni ’80 che non i convince. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 21.30<br />
Dolcenera avrà avuto un pezzo incerto, ma almeno canta come si deve. <strong>Samuele Bersani</strong>, invece, sussurra, zompetta senza intonare mai. E il pezzo a filastrocchetta probabilmente scartato dalla nuova Arisa non compensa la mancanza vocale. Concedo un + per l’aspetto fisico che di tutte le doti di Samuele resta la migliore, ma il voto totale non supera il <strong>4+</strong>. Non a caso anche il sistema elettronico della giuria demoscopica si inceppa, probabilmente bloccato dalla casa discografica di Bersani per evitare il disastro.</p>
<p>Ore 21.47<br />
L’orchestra attacca soft e <strong>Noemi</strong> dice al microfono “Buonasera”, come fosse al pianobar.<br />
Ma il pezzo alla Vasco dei poveri è di quelli che possono funzionare bene. Un crescendo dallo slow al fintorock con quel giusto retrogusto di tossicodipendenza che dà il tocco trasgressivo. Anche Noemi ha parecchie incertezze vocali, e a livello canoro non dà certo il meglio di sé. <strong>Voto 6 ½</strong></p>
<p>Ore 21.53<br />
Non ho mai capito il fascino di <strong>Francesco Renga</strong>. E ahimé credo proprio che neanche questo Festival mi farà cambiare idea. Lui è bravo, il pezzo ben costruito, interessante. Ma so già che non lo ascolterò più, dopo sabato. <strong>Voto: 6</strong></p>
<p>Ore 21.58<br />
Morandi introduce <strong>Chiara Civello</strong> come la più grande cantante jazz della sua generazione (parole di Tony Bennet). Ma allora perchè nella canzone di jazz non c’è praticamente nulla? E anche qui di stonaturette e sbavature ce ne sono assai. Comincio a pensare che i ragazzi di X Factor siano dei miti. La linea melodica mi ricorda tanto tanto i Matia Bazar recenti, e ho l’impressione che cantata da Daniele Magro sarebbe stata più interessante. Ma l’atmosfera un po’ milonga mi conquista, e di certo questo è l’unica canzone che mi viene davvero voglia di riascoltare. <strong>Voto: 7</strong></p>
<p>Ore 22.06<br />
<strong>Irene Fornaciari</strong> potrebbe vivere di meravigliosa rendita coi milioni di papà. Fare la pittrice, cucinare torte all’ananas rovesciate, darsi al decoupage. Per quale ragione si ostina a cantare? E per quale motivo, decidendo di non arrendersi sceglie pezzi di Van De Sfroos? Per presentarsi con tali insulsaggini, tanto varrebbe scriversele da sola. Almeno potrebbe tirarsela da cantautrice. <strong>Voto: 3</strong></p>
<p>Ore 22.20<br />
Botto, telecamera che sballotta. Morandi esclama «che cazzo è?» e io per un attimo credo stia davvero succedendo qualcosa di inatteso. Invece è solo il previdibilissimo <strong>Adriano Celentano</strong>. Il sermone è nello stile consueto, ma almeno una volta tanto attacca la stampa cattolica e prova a ricordare alcuni valori fondamentali come il dirittto al lavoro e alla lentezza. E trovo che Elisabetta Canalis (bellissima, ma penosa anche se dice solo due battute) sia perfetta per rappresentare la decadenza del paese. Potrebbe finire qui ma va avanti ancora per un tempo incommensurabile. L’anno scorso c’era Benigni e parlò per un’ora. Ma sembravano cinque minuti, paragonati a questa minestra allungata. Il voto sarebbe stato 5. Ma poi è arrivato Pupo. E, coerentemente con il personaggio, tutto si abbassa. Con l’aggravante che anche la tecnologia e i microfoni funzionano malissimo. Roba che neanche a “Sanremo Gran Casinò”. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>Ore 23.20<br />
Sui social network è rivolta totale contro l’orrore Celentano. Il Festival dovrebbe essere chiuso in qui, e invece devono ancora cantare quasi tutti. Arriva <strong>Emma Marrone</strong> e potrebbe sembrare aria fresca. Ma ci risiamo coi sermoni sull’impegno sociale, le frasi fintoimpegnate e gli sguardi intensi costruiti a tavolino. Prevedo un’esplosione di successo per Bertè-D’Alessio. <strong>Voto: 6</strong></p>
<p>Ore 23.27<br />
E&#8217; l&#8217;ora di Godano and company. Già accreditatissimi per la prima eliminazione della serata e per il premio della critica. Anche se io, a dire il vero, continuo a sperare che a sorpresa la giuria demoscopica elimini Celentano. I <strong>Marlene Kuntz</strong> proprio non fanno per me, non mi somigliano per niente, ma almeno la canzone ha un senso. <strong>Voto: 5</strong></p>
<p>Ore 23.36<br />
Non contenti del danno già fatto al Festival, gli autori mandano sul palco anche <strong>Belen e la Canalis</strong> che cantano in playback un’orrida riedition de &#8220;La Bella e la Bestia&#8221; scritta da Moccia esattamente come scrive i libri e i film. Spero tanto che la Bertè, furiosa, se ne sia andata e che Gigi D’Alessio non possa salire sul palco. <strong>Voto: 9 all&#8217;estetica, 1 alla performance (media: 5)</strong></p>
<p>Ore 23.44<br />
<strong>Eugenio Finardi</strong> che canta un brano del 1972 fa un po’ tristezza. E’ fuori tempo massimo, e non puoi fare a meno di chiederti perché sia qui. <strong>Voto: 4 ½</strong></p>
<p>Ore 23.45<br />
<strong>Gigi D’Alessio</strong> compie il miracolo che nessuno aveva creduto possibile: far rimpiangere il suo repertorio neomelodico. Ed è tutta colpa di lei. Mai avrei pensato di dirlo, ma meritano di uscire. <strong>Loredana Bertè</strong> è da rinchiudere. Senza nemmeno portarle le arance. Sono delusissimo dal mio (ex) idolo. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 23.54<br />
Oooohhhhh! Adesso sì che si poò respirare&#8230; Se si riesce ad evitare il paragone con l’evocatissima Mina di cinquanta anni fa, <strong>Nina Zilli</strong> si stacca dal resto del cast festivaliero di cento punti. Unico disco che possa valere la pena di comprare domani. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 00.11<br />
E’ la prima volta che vedo la faccia di <strong>PierDavide Carone</strong> (nome degno di un personaggio della saga d Fantozzi&#8230; il ragionier PierDavide Carone&#8230;). E credo proprio che non la rivedrò per un bel pezzo. Lui canta molto bene, e quando <strong>Lucio Dalla</strong> fa il controcanto l’esecuzione si impresiosce pure. Peccato si siano dimenticati di scrivere la canzone. <strong>Voto: 4</strong></p>
<p>Ore 00.17<br />
<strong>Arisa</strong> ricorda tanto Orietta Berti che cerca di intellettualizzarsi. Ma canta in maniera impeccabile, con voce precisa e la giusta dose di intensità. Il pezzo è un po’ in stile vecchia Fiorella Mannoia (provate a pensarla cantata da lei, noterete che non è un’ipotesi assurda), e almeno si ascolta in silenzio, volentieri, senza riderci sopra commentandoci su. <strong>Voto: 8</strong></p>
<p>Ore 00.24<br />
Niente da dire sul canto di Silvia Mezzanotte. Peccato l’abito e l’acconciatura, ma non si può avere tutto. Anche perchè la canzone è decisamente sopra le aspettative e gli standard da balera degli ultimi quindici anni. Sembrano quasi i <strong>Matia Bazar </strong>dell’epoca Ruggiero. Ho detto quasi. <strong>Voto: 6</strong> <strong>½</strong></p>
<p>Ore 00.29<br />
Morandi annuncia che, non essendo la RAI riuscita a mettere insieme un meccanismo di voto funzionante per aver speso tutti i soldi in Celentano, la gara è sospesa: tutti i 14 big passano alla serata di domani. Come dicevo prima, persino  “Sanremo Gran Casinò” ha dimostrato di avere un’informatizzazione migliore. Anche questa è la televisione pubblica nei tempi di crisi. Alla faccia della digitalizzazione. <strong>Voto: 1</strong></p>
<p>E domani si replica. Senza Celentano, si spera. Così, nonostante il voto non funzionante, magari uno lo faranno fuori.<br />
Perchè Sanremo è Sanremo.</p>
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		<title>Parole senza motivo 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 06:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanremo Gran Casinò]]></category>

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		<description><![CDATA[«Sono solo parole Sono solo parole parole parole, parole» Riecheggia vagamente la grande canzone scritta da Giancarlo Del Re e Gianni Ferrio, il testo che Noemi, questa sera, presenterà per la prima volta sul palco del Teatro Ariston. Ed effettivamente danno l’idea di non riservare grosse sorprese, i pezzi di Sanremo 2012, per lo meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Sorrisi-e-Canzoni-Sanremo-2012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2107" title="Sorrisi e Canzoni Sanremo 2012" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Sorrisi-e-Canzoni-Sanremo-2012.jpg" alt="" width="144" height="182" /></a>«Sono solo parole</em><br />
<em> Sono solo parole parole parole, parole»</em><br />
Riecheggia vagamente la grande canzone scritta da Giancarlo Del Re e Gianni Ferrio, il testo che Noemi, questa sera, presenterà per la prima volta sul palco del Teatro Ariston.<br />
Ed effettivamente danno l’idea di non riservare grosse sorprese, i pezzi di Sanremo 2012, per lo meno a leggerli così, senza motivo, come sempre facciamo prima che anche le melodie diventino più o meno note e vestano questi versi che, banali come sono, danno l’idea di essere sempre un po’ troppo nudi.</p>
<p><em>«Ho… dato la vita e il sangue per il mio paese</em><br />
<em> e mi ritrovo a non tirare a fine mese»</em><br />
attacca la favorita della vigilia Emma Marrone, e a me più che la poesia di un momento artistico sembra di sentire il solito ritornello propagandistico di Pieferdinando Casini.</p>
<p>E, rimanendo in tema di Pier, anche Carone – già autore di frasi memorabili e vincitrici quali “a far l’amore in tutti i modi, i luoghi, in tutti i laghi” – decide di giocare la carta dell’impegno, e di debuttare al Festival con un ritratto triste e <em>politically correct</em> di una prostituta:<br />
<em>«Piove ma non ti puoi riparare,</em><br />
<em> C’è un camionista da accontentare</em><br />
<em> Nanì, Nanì, Nanì</em><br />
<em> Anche lui è solo come noi</em><br />
<em> Siamo dentro a un mondo senza</em><br />
<em> eroi</em><br />
<em> Dimmi perché tu ami sempre</em><br />
<em> gli altri ed io amo solo te»</em><br />
Probabilmente il Faber di “Bocca di Rosa” si rivolta nella tomba ma, chi può mai dirlo, magari  il nostro ex premier apprezzerà, e perché no?&#8230; fuggito Dalla, Apicella ne farà una cover neomelodica.</p>
<p>Nonostante si sia rifatta il look e adesso aspiri al ruolo di interprete impegnata ed intensa, la povera Arisa non sembra essersi scostata granché dalle filastrocche con la rima facile che le hanno dato il successo:<br />
<em>«E quando arriva la notte e resto sola con me</em><br />
<em> La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché</em><br />
<em> Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà</em><br />
<em> La vita può allontanarci l’amore continuerà»</em><br />
Magari mi sbaglio – e me lo auguro – ma la Mannoia di “Le notti di Maggio” mi sembra un’altra cosa.</p>
<p>Chiara Civello invece parte assai bene:<br />
<em>«Seguo l’immaginazione</em><br />
<em> la strada dei passi passati da qui</em><br />
<em> Sento una dolce evasione negli occhi</em><br />
<em> che mi hanno guardato così</em><br />
<em> Trova una buona ragione</em><br />
<em> qualcosa da fare</em><br />
<em> per dirmi di no»</em><br />
Solo che poco dopo tutto scivola nella classica ingredienteria sanremese, compresa di “un prato di stelle”; di “un filo d’argento” e dell’immancabile “infinito”. Peccato.</p>
<p>Nina Zilli, lo sappiamo, è vintage, e in piena coerenza con la sua acconciatura e con il suo stile retrò ci ripropone <em>tel-quel</em> un testo che potrebbe esser stato scritto per AnnaRita Spinaci:<br />
<em>«Perché se perdo in amore perdo te</em><br />
<em> Che accendi il mondo per un istante e poi</em><br />
<em> Va via la luce »</em><br />
E chiedo scusa per il paragone (ad AnnaRita Spinaci, ovviamente).</p>
<p>Bersani, come di consueto, scambia l’essere cantautore intellettuale con lo scrivere testi sconclusionati con parole scritte su tanti fogliettini, buttate in un bussolotto e messe in fila ripescandole a caso:<br />
<em>«Un pallone bloccato</em><br />
<em> Fra gli uccelli su un tetto</em><br />
<em> Finge di essere un uovo malato</em><br />
<em> In attesa soltanto di un colpo di becco»</em></p>
<p>In totale sintonia con <em>nonsense</em> di Samuele anche Zucchero imparruccato, alias Irene Fornaciari:<br />
<em>«Continuerà a domandarlo il merito</em><br />
<em> Picchiando la grondaia</em><br />
<em> Col becco sofderato</em><br />
<em> Che è l’unica sua spada</em><br />
<em> Notte, notte»</em><br />
A quanto pare questo sarà proprio l’anno dei becchi che sputano frasi sconclusionate.</p>
<p>I Marlene Kuntz, inutile dirlo, amano tirarsela da outsider, da quelli che col Festival non hanno niente a che spartire, e cominciano subito con quelli che sembrano tanto raffinati insulti all’indirizzo della lieta platea sanremese:<br />
<em>«La felicità non è impossibile</em><br />
<em> La stupidità la rende facile»</em></p>
<p>Finardi &#8211; pace all’anima sua &#8211; si butta in una onesta autobiografia, ma purtroppo essere sinceri e personali non serve a diventare cantautori:<br />
<em>«Appena mi rendo conto</em><br />
<em> Di avere perso la metà del tempo</em><br />
<em> E quello che mi resta è di trovare un senso</em><br />
<em> Ma tu, sembri ridere di me,</em><br />
<em> Sembri ridere di me…»</em></p>
<p>Sullo stesso tono autoreferenziale anche il rock neomelodico di D’Alessio e Bertè, con lui, uomo dal cuore d’oro che prova a salvarla da se stessa:<br />
<em>«Fermati un momento</em><br />
<em> Dimmelo chi sei</em><br />
<em> Unica guerriera</em><br />
<em> Non ridi mai</em><br />
<em> Prova un po’ ad amare</em><br />
<em> E amati di più»</em><br />
Ma Loredana non è Loredana se la si stacca dal suo ruolo distruttivo di donna senza affetto  che amici non ne ha nemmeno a Napoli, e quindi gli fa il solito controcanto aggressivo e disilluso:<br />
<em>«Io non voglio amare</em><br />
<em> Solo libertà</em><br />
<em> Sono chiusa a chiave</em><br />
<em> e ci resterò</em><br />
<em> So di farmi male</em><br />
<em> Male non mi fa</em><br />
<em> Voglio stare sola</em><br />
<em> Così mi va»</em></p>
<p>Insomma.. anche Sanremo 2012 è la solita accozzaglia di parole dejà-entendu.</p>
<p>Eppure qualcosa della vecchia tradizione manca. Perché sembra proprio che, preoccupati di apparire troppo banali, i partecipanti abbiano evitato come la peste bubbonica la sdolcinatezza sentimentale, e la classica, scontatissima ma ormai meno prevedibile di tanti versi ricercati, rima “amore/cuore”.</p>
<p>Per fortuna ci vengono incontro i Matia Bazar, che dopo anni di musica innovativa, da circa due decenni proprio non ce la fanno più, ad inventare qualcosa di interessante e, completamente privi di idee, ripetono addirittura il “brivido caldo” di molti festival fa:<br />
<em>«E spari su di me …</em><br />
<em> Caldi brividi, fredde lame oramai …</em><br />
<em> Di un inverno che … che non finirà mai</em><br />
<em> Baci come spine, sulla bocca mia …</em><br />
<em> Senza respirare, scivolando via …</em><br />
<em> Sei tu, sei tu, sei tu … che mi hai rubato il cuore!! »</em></p>
<p>Poi ci sarebbe Renga. Che sembra impossibile sia lo stesso che ha fatto da leader ai Timoria.<br />
<em>«E ti guardo perché sei perfetta</em><br />
<em> Sei la cosa che più mi spaventa</em><br />
<em> Mentre togli il vestito di fretta</em><br />
<em> Non rimane che la meraviglia</em><br />
<em> Che la tua pelle nuda risveglia»</em><br />
<em></em>Sarà anche erotismo, chissà, ma a me sembra più una triste pruderie da porcello della terza età in stile Franco Califano odierno.</p>
<p>Così, tra tutte queste parole senza motivo che attendono di raccontarci la loro linea melodica per provare ad entrarci nelle orecchie e nella testa, quella che mi interessa di più a una prima lettura è Dolcenera. La quale, come tutti gli altri, non stupisce e non è certo Mogol, ma almeno azzecca una strofetta nella quale un po’ mi sembra di riconoscermi, e a leggerla così sembra, tutto sommato, meno scontata delle altre. Che a Sanremo è già moltissimo:<br />
<em>«Come sarebbe bello potersi dire</em><br />
<em> Che noi ci amiamo tanto,</em><br />
<em> Ma tanto da morire</em><br />
<em> E che qualunque cosa accada</em><br />
<em> Noi ci vediamo a casa»</em></p>
<p>In fondo, l’inizio di questo 62° Festival coincide con la notte degli innamorati. E, se proprio dev’essere una frase da cioccolatino, tanto vale che sia la bella speranza che, qualunque cosa accada, ci rivedremo a casa.</p>
<p>Perché Sanremo è Sanremo.</p>
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