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	<title>Daniele Vecchiotti</title>
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		<title>Un giorno qualunque</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta si diceva “Io non ho nulla contro i gay, ho un sacco di amici gay” (su questa cretineria, per esempio, Gianni Morandi ha costruito l’intero Festival di Sanremo 2012 ma, appunto, parliamo di un uomo sessantottenne, incartapecorito e fuori moda come le sue canzoni). Fino a pochi anni fa, comunque, tirar fuori quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Giornata-Mondiale-Contro-Omofobia-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2567" title="Giornata Mondiale Contro Omofobia 2" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Giornata-Mondiale-Contro-Omofobia-2.jpg" alt="" width="527" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Una volta si diceva “Io non ho nulla contro i gay, ho un sacco di amici gay” (su questa cretineria, per esempio, Gianni Morandi ha costruito l’intero Festival di Sanremo 2012 ma, appunto, parliamo di un uomo sessantottenne, incartapecorito e fuori moda come le sue canzoni).<br />
Fino a pochi anni fa, comunque, tirar fuori quella frase buona per tutte le occasioni era il massimo della lotta all’omofobia che ci si potesse permettere in società, ed era un cliché buono più a darsi un tono da persona di mondo che non ad esprimere un concetto politico.</p>
<p style="text-align: left;">Negli ultimi tempi, invece, sembra che la marcia dei diritti iniziata a Stonewall nel 1969 abbia preso un’improvvisa accelerazione, il cui culmine è stato toccato con le recenti dichiarazioni di Barack Obama.</p>
<p style="text-align: left;">Adesso tocca a noi, a tutti noi, nessuno escluso.<br />
E’ in primis necessario smetterla di votare per qualunque partito che non si schieri senza velature a favore dei matrimoni gay (non valgono le posizioni mediane, i Bersanini, né i vari “siamo d’accordo, però…”).<br />
E’ fondamentale che la si finisca una volta per tutte di considerare l’omosessualità come una questione <em>a priori</em>, qualcosa su cui interrogarsi troppo. Al pari di qualunque altra forma di espressione del sé, l’omosessualità va agita pubblicamente e lasciata libera prima ancora di aprire la discussione in merito.<br />
Mi lascia scettico notare come, in tempi di presunta tolleranza e rispetto del diverso, il mio compagno ed io siamo ancora i soli due uomini che vedo girare per le strade del centro mano nella mano.<br />
I casi sono tre: o io ci vedo male, o siamo l’unica coppia gay di Genova, oppure tutti ci si accontenta di una canzonetta di Gianni Morandi e si pensa che – ancora e per sempre – per combattere l’omofobia sia sufficiente dichiarare “Io non ho nulla contro i gay (fatta eccezione per quando il gay sono io)” e poi non far seguire le parole dai fatti.</p>
<p style="text-align: left;">Come sarebbe bello, oggi, vedere per la strada coppie composte da due eterosessuali dello stesso sesso che si tengono la mano e magari si baciano imitando i due ragazzi di questa meravigliosa foto.<br />
E gli etero dovrebbero farlo così, come atto a garanzia della loro credibilità, per dimostrare agli altri e a sé stessi che quando dicono di non avere problemi con l’omosessualità non stanno solo ripetendo uno stupido ritornello neomelodico.</p>
<p style="text-align: left;">Come sarebbe bello, oggi, vedere per la strada i gay che palesano la loro affettività in maniera spontanea e naturale, senza la provocazione dell’eccesso e senza dover per forza trasformare l&#8217;identità in un carrozzone da sfilata del Pride.</p>
<p style="text-align: left;">Come sarebbe bello che la giornata contro l’omofobia fosse semplicemente, oggi e per sempre, un giorno qualunque.</p>
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		<title>Il gioco dei ricordi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ vero… si fa fatica a crederlo, eppure la gente si divertiva stando insieme anche prima dell’avvento di Facebook e del mondo digitale. Ci si riuniva comunque, e si passava il tempo con quelli che, molto prima che venisse coniata la trendissima espressione &#8220;social network&#8221;, si chiamavano – toh! &#8211; “Giochi di Società”. C’erano quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/discoring-going.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2555" title="discoring going" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/discoring-going-300x273.jpg" alt="" width="240" height="218" /></a>E’ vero… si fa fatica a crederlo, eppure la gente si divertiva stando insieme anche prima dell’avvento di Facebook e del mondo digitale.<br />
Ci si riuniva comunque, e si passava il tempo con quelli che, molto prima che venisse coniata la trendissima espressione &#8220;social network&#8221;, si chiamavano – toh! &#8211; “Giochi di Società”.</p>
<p>C’erano quelli ispirati ai quiz di Mike Bongiorno (il “Rischiatutto”, un vero best seller), quelli interminabili come “Monopoli” (conoscete qualcuno che sia mai riuscito a finire una partita?), quelli per fasce di età inferiori ma già destinati a chi aveva le idee chiare sul suo futuro e aveva intenzione di cominciare a sperimentare (il “Dolce Forno” per tutti i pasticceri di domani o l’”Allegro chirurgo” per coloro che poi hanno fatto fortuna iniettando botox).</p>
<p>E poi c’erano i giochi ginnici, quelli più adatti all’estate, all’aria aperta, ai prati e alle spiagge; giochi grazie ai quali grandi e piccini potevano ridere sfidandosi e allo stesso tempo mantenendo in forma il fisico.<br />
Il Going, per esempio, nell’estate del 1975 contribuì a formare i bicipiti e pettorali che ancora nessuno, se non gli sportivi, allenava in palestra. E niente era più facile, in quegli anni, di starsene a dormire sopra un telo mare adagiato sul bagnasciuga e svegliarsi di colpo perché un fresbee ti colpiva dritto sulla faccia.</p>
<p>Così, visto e considerato che la stagione balneare è ormai alle porte, noi di DISCORING abbiamo pensato di farci prendere dal gioco dei ricordi, e stasera su Radio Stonata a partire dalle ore 21.00 (nonché in replica Sabato alla stessa ora e Domenica alle 15.00) apriremo il nostro baule per tornare i bambini che non abbiamo mai smesso di essere.<br />
Ci saranno le palline clic-clac, la pista per le biglie, le racchette con il volano.<br />
E, come sempre, le canzoni da Hit Parade degli ultimi cinquant’anni.</p>
<p>Radio Stonata si può ascoltare in streaming <a href="http://www.radiostonata.com">qui </a>o scaricando l’App per Iphone e Ipad.</p>
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		<title>La sacrosanta solitudine dello scrittore</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Signorina Cuorinfranti]]></category>
		<category><![CDATA[Salse Miste]]></category>

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		<description><![CDATA[Bevetevi un bel romanzo. O un saggio, o una poesia. Sì perché… secondo quanto dichiarato al Salone del Libro da Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, il futuro dell’editoria starà nella creazione di prodotti fluidi, mutevoli ed adattabili alle esigenze del pubblico. Un libro che potrà cambiare forma a seconda del supporto in cui verrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/solitudine-dello-scrittore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2551" title="solitudine dello scrittore" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/solitudine-dello-scrittore-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Bevetevi un bel romanzo. O un saggio, o una poesia. Sì perché… secondo quanto dichiarato al Salone del Libro da Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, il futuro dell’editoria starà nella creazione di prodotti fluidi, mutevoli ed adattabili alle esigenze del pubblico. Un libro che potrà cambiare forma a seconda del supporto in cui verrà utilizzato, e il cui utilizzatore finale (ormai è obsoleto anche parlare di <em>lettore</em>) sarà parte attiva.</p>
<p>Sono da sempre un sostenitore dell’innovazione e della tecnologia, ho più volte pubblicato su questo blog apologie dell’ebook e delle possibilità da esso offerte. Ma adesso comincio anche ad avere un po’ di timore. Perché se da un lato la rivoluzione digitale aumenta per tutti le possibilità, dall’altro rischia di mettere a repentaglio una caratteristica che, da secoli, è l’ingrediente-base dell’essenza dello scrittore, vale a dire la sua sacrosanta, fondamentale solitudine.<br />
Sì perché.. è indubbio che gli uomini di lettere che più hanno contribuito a far evolvere la cultura e che meglio hanno saputo interpretare la società per aiutarla a modificarsi sono stati quelli che riuscivano a osservarla dall’interno senza farsene però contaminare.<br />
Lo scrittore è l’uomo che guarda il mondo che lo circonda e poi lo racconta per le reazioni che esso gli suscita, e fa tutto ciò senza minimamente preoccuparsi dei commenti altrui né, tantomeno, dell’eventuale consenso raccolto.</p>
<p>Se insomma il libro diventa liquido, multimediale, interattivo, si rischia di perdere l’idea di bene totalmente soggettivo e soggettivamente sincero. Il lavoro d’equipe necessario per la realizzazione di una storia che si possa sì leggere, ma anche ascoltare, vedere, magari modificare in base al proprio gusto darebbe il colpo di grazia all’indipendenza dello scrittore, e in più renderebbe il <em>social</em> sovrano assoluto, distruggendo la peculiarità dell’individuo, che dovrebbe invece essere la vera grande meraviglia del nostro essere uomini e donne.</p>
<p>Non voglio insomma un romanzo o un saggio in cui poter continuamente cliccare “Mi piace” o aggiungere commenti che mi facciano sentire protagonista; non lo voglio perché crederci tutti legittimati a stare sempre sotto i riflettori, per paradosso, ci rende infinitamente più invisibili e isolati.<br />
Voglio qualcuno che mi racconti il suo punto di vista, il suo mondo, le sue reazioni emotive a ciò che accade. Voglio sentirmi libero di essere d’accordo o contrario senza però avere la stupida illusione di poter ogni volta dire anche la mia.<br />
Insomma non voglio sempre partecipare.<br />
Voglio anche essere costretto ad ascoltare senza che mi sia data la libertà di alzare ogni volta la mano per aprire il mio becco mettendomi sullo stesso piano di chi sta parlando.<br />
Voglio, al limite, potermi alzare ed andarmene in silenzio senza che nessuno si accorga della mia dipartita, senza sentire tutte le volte il bisogno di far casino con le sedie perché il rumore da me provocato sia più forte della parola altrui.<br />
Voglio fare delle scelte personali, avere delle idee, delle emozioni, delle gioie e dei dolori senza che queste diventino necessariamente una piazza in cui tutti dicono la loro e nessuno ascolta più nulla.</p>
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		<title>Obama sarà il mio testimone di nozze</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Men on Men]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiani Vecchiotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quelli che, solo per il fatto di avere un profilo Facebook, amano commentare e cercare di mettersi in mostra facendo sempre i bastian contrari possono continuare a insistere sul fatto che si tratti solo di una mossa astuta da campagna elettorale, ma la dichiarazione di ieri con la quale Barak Obama si è detto favorevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/obama-gay.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2545" title="obama gay" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/obama-gay.jpg" alt="" width="174" height="200" /></a>Quelli che, solo per il fatto di avere un profilo Facebook, amano commentare e cercare di mettersi in mostra facendo sempre i bastian contrari possono continuare a insistere sul fatto che si tratti solo di una mossa astuta da campagna elettorale, ma la dichiarazione di ieri con la quale Barak Obama si è detto favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso ha un’importanza storica a mio modo di vedere maggiore di quella che ebbe l’allunaggio del 1969, o la caduta del Muro di Berlino.</p>
<p>Certo… io parlo da soggetto interessato in prima persona alla questione, ma penso che questo nuovo corso della politica, e le bellissime parole che Obama ha utilizzato per riassumerlo e renderlo ufficiale, rappresentino uno stravolgimento sociale che ha davvero pochi eguali nella storia recente dell’umanità, paragonabili forse solo alla fine dell’apartheid.</p>
<p>C’è da immaginare che il cammino sia ancora arduo, negli USA piena di repubblicani come nell’Italia affollata (ma un po’ meno, recentemente) di <em>moderati</em>, ma il cammino è ufficialmente intrapreso, a tutti gli effetti, e viene da pensare che sarà difficile arrestarlo.<br />
Il racconto che Obama fa dei dialoghi con le sue figlie le quali non vedono nessuna differenza tra amichetti che hanno genitori etero e amichetti provenienti da famiglie omo – spontaneo o sceneggiato che sia – è la più esatta e oggettiva fotografia di un mondo già cambiato.</p>
<p>Bisogna solo continuare ad insistere, crederci sempre, come esorta a fare Shane Bitney Crone da un <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=pR9gyloyOjM">video cliccatissimo</a> su Youtube (sceneggiato forse anch’esso, ma in fondo quello della docufiction è il vero linguaggio comune del nostro tempo) e ripubblicato ieri in home page da Repubblica.it.</p>
<p>Ricordo quando, nei giorni del mio coming out ventenne, i miei genitori – comprensibilmente imbevuti di sovrastrutture antiche – mi dissero di essere preoccupati per il mio futuro perché avrei avuto davanti “una vita più difficile”. Risposi che la mia sensazione era diversa: non sarebbe stato così, che molte cose stavano cambiando rapidamente. E certo avevo più ragione io di loro: ieri Obama me l’ha confermato.</p>
<p>Poi ci sarà del vero anche nella polemica a tutti i costi di chi dice che la dichiarazione del Presidente Americano è solo una mossa da campagna elettorale, ma in tal caso – commento io – ben vengano determinate strategie acchiappa voto che, pur nel loro intento egoistico, possono far crescere il mondo.<br />
Non so voi.. ma malabituati come siamo, io francamente io me lo augurerei di vedere Alfano, Maroni o Bersani far fronte all’innegabile crisi dei loro partiti e andare alla bieca ricerca di contenti mettendo all’interno dei loro comizi qualche bella parole pro-matrimoni gay. Opportunismo per opportunismo, chissà che questa volta, anziché la solita cricca di <em>eletti</em>, di una strategia di consenso studiata a tavolino non si possa poi beneficiare tutti.</p>
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		<title>Vivi e selvaggi come 2 Cavalli</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[La primavera è ormai definitivamente arrivata, dunque noi di DISCORING siamo pronti ad uscire dagli studi radiofonici in cui siamo rimasti chiusi per tutto l’inverno e concederci qualche scampagnata vintage fuori porta. Ecco dunque che abbiamo disseppellito da una stalla in cui giaceva ricoperta di fieno e sterco di gallina la vera, unica auto-simbolo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Discoring-2-cavalli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2534" title="Discoring - 2 cavalli" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Discoring-2-cavalli-300x276.jpg" alt="" width="238" height="219" /></a>La primavera è ormai definitivamente arrivata, dunque noi di DISCORING siamo pronti ad uscire dagli studi radiofonici in cui siamo rimasti chiusi per tutto l’inverno e concederci qualche scampagnata <em>vintage</em> fuori porta.<br />
Ecco dunque che abbiamo disseppellito da una stalla in cui giaceva ricoperta di fieno e sterco di gallina la vera, unica auto-simbolo della gioventù, della temerarietà e della voglia di esplorare il mondo con tutto il corpo e non solamente con un tablet come siamo abituati a fare oggi.</p>
<p>Sì.. avete capito bene.. stasera rimettiamo in moto la nostra vecchia Citroën 2 Cavalli.</p>
<p>Lanciata nel 1948 e pensata per essere un’autovettura contadina, studiata per portare due persone e cinquanta chili di patate o una damigiana di vino rosso, la 2 Cavalli diventò invece, negli anni ’60 e ’70, uno dei maggiori totem della libertà giovanile, la macchina in cui si poteva viaggiare comodi (o quasi) anche in otto, rimorchiare le autostoppiste hippy come faceva Baglioni guidandola in “W l’Inghilterra”, e improvvisare rally caserecci tra dune di sabbia e pozzanghere d’acquitrino vista la sua straordinaria ammortizzazione e la capacità di tenere la strada su qualunque terreno.</p>
<p>Oh certo.. non c’era l’ABS, il navigatore al massimo aveva la forma di una cartina del Touring Club e gli airbag erano ben lungi da venire (oltreché inutili, viste le velocità assai limitate raggiunte dalla nostra eroina). Ma una cosa è certa: sulle ergonomiche, sicurissime e superaccessoriate berline disponibili oggi, nonostante cinture di sicurezza e centinaia di test-sicurezza superati, non è poi tanto difficile morire. Sulla 2 Cavalli negli anni ’70, invece, anche andando solo a settanta allora, avevi l’assoluta sensazione di essere più vivo che mai.</p>
<p>Inseriamo la chiave nel cruscotto, avviamo il motore e inneschiamo la prima questa sera alle 21 su <a href="http://www.radiostonata.com">Radio Stonata</a>, in streaming qui o sulle app Itunes e Android. Accendete l’autoradio Stereo8, aprite il tettuccio apribile e accomodatevi sul sedile posteriore. Sulla Citroën 2 Cavalli Modello Discoring, si viaggia nel tempo a ritmo di musica!</p>
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		<title>Il sole al seggio elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quotidiani Vecchiotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Che ci si creda oppure no, se ne condividano le idee politiche o meno, è bello vedere le immagini degli elettori di François Hollande che festeggiano la vittoria, un potenziale cambiamento della situazione, insomma una speranza. Lo pensavo ieri sera, e lo pensavo anche ieri pomeriggio, parecchie ore prima di conoscere il risultato delle elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/elezioni-comunali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2529" title="elezioni comunali" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/elezioni-comunali.jpg" alt="" width="205" height="202" /></a>Che ci si creda oppure no, se ne condividano le idee politiche o meno, è bello vedere le immagini degli elettori di François Hollande che festeggiano la vittoria, un potenziale cambiamento della situazione, insomma una speranza.<br />
Lo pensavo ieri sera, e lo pensavo anche ieri pomeriggio, parecchie ore prima di conoscere il risultato delle elezioni francese.<br />
Camminavo verso il mio seggio con il certificato elettorale in mano e rivedevo gli anni in cui, bambino, accompagnavo i miei genitori a votare e fantasticavo su quando l’avrei fatto pure io.<br />
Il più delle volte erano giorni d’estate, di sole, domeniche passate al mare e poi chiuse con quella visita del tutto anomala alla mia scuola elementare, chiusa per lasciare spazio agli scrutini politici. C’era sempre un’atmosfera di festa, di giorno diverso, di occasione speciale allora.</p>
<p>E, paradosso dei paradossi, lo stesso retrogusto di occasione speciale mi è tornato in mente ieri, mentre appunto me ne andavo a votare.<br />
Non c’era lo stesso sole elettorale che trovo nei miei ricordi, ieri, e certo anche le speranze si sono raffreddate, le nuvole della delusione politica rendono meno piacevole fare il proprio dovere di cittadino.</p>
<p>Eppure, nonostante ciò, è sempre bello andare a infilare quella scheda nell’urna di cartone.<br />
Non so… saranno i miei piacevoli ricordi di infanzia, ma credo che tutto sommato valga ancora la pena di sperare, di crederci, di concedere una nuova chance.<br />
Se non se lo merita la nostra classe politica, almeno ce lo meritiamo noi come singoli individui.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Belli e d&#8217;annata</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 09:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la Dodicesima Puntata in onda questa sera (e in replica Sabato alle 21 e Domenica alle 15), dal baule di “Discoring” salteranno fuori vere e proprie pietre miliari della letteratura anni ’70-’80 come “Kolossal”, “Sogno”, “Noidue”, “Kiss”, “I love you”, “Feeling”, “Darling”, “Marina”, “Idillio”, “Charme”. No.. non si tratta di grandi capolavori della narrativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/DISCORING-Fotoromanzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2521" title="DISCORING - Fotoromanzi" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/DISCORING-Fotoromanzi-208x300.jpg" alt="" width="187" height="270" /></a>Per la Dodicesima Puntata in onda questa sera (e in replica Sabato alle 21 e Domenica alle 15), dal baule di “Discoring” salteranno fuori vere e proprie pietre miliari della letteratura anni ’70-’80 come “Kolossal”, “Sogno”, “Noidue”, “Kiss”, “I love you”, “Feeling”, “Darling”, “Marina”, “Idillio”, “Charme”.</p>
<p>No.. non si tratta di grandi capolavori della narrativa, ma dei fotoromanzi <em>Edizioni Lancio</em> che per un ventennio spopolarono nelle edicole italiane, regalando a milioni di lettrici valanghe di intrighi sentimentali, bei volti e fantasie d’amore (e spesso qualcosa di più osé, visto che molte donne confessano di provare &#8211; davanti a una storia d’amore a lieto fine &#8211; la stessa eccitazione sessuale che i maschi ottengono dalla pornografia hard).</p>
<p>I visini acqua e sapone e le pettinatura phonatissime di Franco Dani, Franco Gasparri, Katiuscia, Sebastiano Somma, Adriana Rame e molte altre facce da vignetta retrò (nonché qualche attore/attrice che nelle storie a fumetti mostrava anche tutte le altre parti del corpo) si insinueranno dunque tra le classifiche <em>vintage</em> che, come di consueto, paragoneremo alla hit parade dei digital download più scaricati da Itunes questa settimana.</p>
<p>E poco conta se si tratta di un programma radiofonico: questa sera la bellezza e gli amorosi sensi la faranno da padroni a “Discoring”, a partire dalle ore 21.00 in streaming qui o sulle App Itunes e Android di <a href="http://www.radiostonata.com">Radio Stonata</a>.</p>
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		<title>D-38</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 23:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il vecchio Vecchiotti]]></category>

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		<description><![CDATA[Compio oggi 38 anni. 38, come la febbre quando comincia ad essere alta. Ho anche provato a prendere una Tachipirina, per vedere se per caso l&#8217;età non mi tornasse almeno giù a 36 ma nulla da fare. E per quanto uno possa fare il cinico, l&#8217;antitecnologico o l&#8217;social-cynic, sarebbe falso e inutilmente snob negare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Compleanno-Dani-38-003.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2516" title="Compleanno Dani 38 003" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Compleanno-Dani-38-003-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Compio oggi 38 anni. 38, come la febbre quando comincia ad essere alta. Ho anche provato a prendere una Tachipirina, per vedere se per caso l&#8217;età non mi tornasse almeno giù a 36 ma nulla da fare.<br />
E per quanto uno possa fare il cinico, l&#8217;antitecnologico o l&#8217;social-cynic, sarebbe falso e inutilmente snob negare che fa piacere ricevere via internet decine e decine di auguri, molti anche da persone che nemmeno conosco faccia a faccia ma che, complice il calendario di Facebook che ti ricorda le ricorrenze, mi hanno inviato un loro augurio.</p>
<p>Le persone in questa foto &#8211; più l&#8217;inseparabile Mitch che l&#8217;ha scattata, e che non si è perso nemmeno uno dei miei compleanni dal 1977 in avanti &#8211; sono la mia famiglia, coloro che ho bisogno di avere vicino e per i quali, piuttosto che non rivederli di frequente, sarei disposto a compiere gli anni anche una volta al mese, e ad invecchiare rapidamente piuttosto che non averli accanto.</p>
<p>Ma non posso che fare uno strappo alle mie ferree regole e usare una volta tanto il blog per scopi privati e, da vero amante della radio vintage, ringraziare i <em>cari amici vicini e lontani</em> che hanno battuto un colpo alla mia porta oggi, e non perché c&#8217;era una fetta di torta da mangiare.</p>
<p>Come la quasi omonima pistola, questi D-38 sono una pallottola nel cuore, per chi come me teme il tempo che passa, ma per fortuna si tratta ancora di un colpo a salve. Dalla canna della rivoltella, per ora, esce fuori solo una bandierina colorata con su scritto &#8220;Happy Birthday&#8221;. Per essere Vecchiotti, ho già tutti gli altri giorni. Oggi mi concedo solo di avere anno in più.</p>
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		<title>Che fine hanno fatto i segreti?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 10:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salse Miste]]></category>

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		<description><![CDATA[I blog, facebook, twitter e tutti gli altri social network sono la forma più contemporanea e trendy di cronaca diaristica. Sui nostri profili pubblici raccontiamo la nostra vita, le relazioni, i vari modi in cui trascorriamo il tempo. E il luogo comune vuole che tutto questo abbia portato alla morte della privacy, alla condivisione dell’intimità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Immagine-409.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2513" title="Immagine 409" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/Immagine-409-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>I blog, facebook, twitter e tutti gli altri social network sono la forma più contemporanea e trendy di cronaca diaristica. Sui nostri profili pubblici raccontiamo la nostra vita, le relazioni, i vari modi in cui trascorriamo il tempo. E il luogo comune vuole che tutto questo abbia portato alla morte della privacy, alla condivisione dell’intimità, ma io non ci credo mica. A mio parere, il primo grande (e terribile) effetto che la digitalizzazione del sé ha causato è stata la scomparsa dei segreti.</p>
<p>Buona parte di coloro che oggi hanno un blog o postano costantemente le loro esperienze e le loro emozioni in luoghi d’incontro virtuale (sottoscritto incluso), prima che tutto ciò fosse possibile erano abituati a tenere un diario, o una qualche altra forma di memoria storica con cui appagare quel naturale, umano desiderio che abbiamo tutti di conservare noi stessi attraverso la registrazione dei fatti e delle reazioni che essi ci hanno scatenato. Adesso il racconto personale si è trasferito in digitale, ed è diventato pubblico, di immediata fruizione per amici, conoscenti e sconosciuti. Così è inevitabile che dalle proprie pagine personali scompaiano tutte le componenti che ci causano vergogna, imbarazzo, paura, vale a dire tutti quei lati nascosti e inconfessabili che, invece, del diario erano la componente essenziale.</p>
<p>Una volta, insomma, parlare a un quaderno intimo costituiva il modo migliore per liberarsi dai pesi e allo stesso tempo fare una qualche forma di percorso interiore. Adesso, invece, spendendo su Facebook e cugini vari le energie prima dedicate all’autoconfessione, va a finire che inneschiamo il meccanismo opposto, vale a dire che più ci mettiamo in mostra nelle nostre componenti socialmente accettabili, piacevoli e “simpa”, più ci allontaniamo da quella parte di noi che, invece, sarebbe la più degna di essere esplorata.</p>
<p>Un uomo e una donna senza segreti, senza inconscio, senza sentimenti sgradevoli e angoli del carattere repellenti perdono la più grossa fetta della loro componente umana, diventano gradevolissimi manichini da vetrina senza più una vera interiorità.<br />
E, che ce ne si accorga o meno, tutto ciò che non è almeno un lato oscuro e magari poco lineare, non è nemmeno granché interessante.</p>
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		<title>Nostalgia pirata</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 14:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Radio]]></category>

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		<description><![CDATA[I ragazzini di oggi che smanettano su Emule e altri programmi peer-2-peer scaricando musica senza pagarla potranno forse cadere nel grossolano errore di pensare di essersi inventati qualcosa. Invece no: i pirati discografici esistono da almeno quarant’anni, e questa sera, nei suoi consueti balzelli nel tempo che fu, DISCORING ve lo dimostrerà. In occasione dell’undicesima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/DISCORING-PIRATA1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2503" title="DISCORING PIRATA" src="http://www.danielevecchiotti.it/wp-content/uploads/DISCORING-PIRATA1-255x300.jpg" alt="" width="179" height="210" /></a>I ragazzini di oggi che smanettano su Emule e altri programmi peer-2-peer scaricando musica senza pagarla potranno forse cadere nel grossolano errore di pensare di essersi inventati qualcosa.<br />
Invece no: i pirati discografici esistono da almeno quarant’anni, e questa sera, nei suoi consueti balzelli nel tempo che fu, DISCORING ve lo dimostrerà.</p>
<p>In occasione dell’undicesima puntata della trasmissione radiofonica più <em>vintage</em> che vi possa capitare di ascoltare, infatti, apriremo nuovamente il baule dei ricordi per estrarre tutte quelle musicassette da bancarella che, negli anni ‘70-’80, compravamo quando non avevamo abbastanza soldi per l’originale, o quando vedevamo esposta nella vetrina portatile del <em>vù-cumprà</em> di riferimento della nostra spiaggia una esclusivissima compilation con tutti i supersuccessi (parola allora assai in voga), una raccolta di hit del momento non disponibile nei negozi, in quanto montata ad hoc da chi, a differenza delle case discografiche, non avrebbe dovuto preoccuparsi di rispettare i contratti di diritti d’autore.</p>
<p>Il mercato delle musicassette pirata era controllato principalmente dalla camorra napoletana, ma riempiva le strade, le spiagge, le autoradio e le case di tutta Italia. Se guardate bene in cantina, ne siamo certi, un nastro falso lo avete di sicuro anche voi.<br />
Ed è per questo che abbiamo pensato valga la pena di farsi prendere ancora una volta, almeno per una sera, da questa canaglia nostalgia pirata.</p>
<p>Ci sentiamo dunque alle 21.00, in streaming qui o sulle App Itunes e Android di <a href="http://www.radiostonata.com">Radio Stonata</a>. Ma guai a chi si registra le canzoni dalla radio!</p>
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