Prepariamoci: da domani vedremo apparire di nuovo sui nostri schermi con reti televisive unificate la faccia di Papi che, ostentando le ferite patite sul campo, tornerà a lanciare a spron battuto la sua candidatura a Premio Nobel per la pace.
Effettivamente, il premier di uno stato che utilizza il proprio esercito per spalare la neve, sembra perfetto per quel riconoscimento.
Anche questo blog, come qualunque attività si svolga in Italia, ha subito un fortissimo ritardo a causa dell’ondata di gelo che ci ha travolti. Tre ore di treno per percorrere trenta chilometri di percorso da pendolare hanno un sapore grottesco, oltre che un retrogusto di sottosviluppo.
“Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”, recitava quel famoso film. Ebbene, il celeberrimo replicante Rutger Hauer avrà anche assistito allo spettacolo inquietante, dei raggi B che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, ma di certo mai avrebbe immaginato di incontrare – cosa che è invece è accaduta a me stamattina alle ore otto – un gruppo di passeggeri diretti a Napoli, partiti ieri sera all’ora di cena da Milano, costretti a trascorrere tutta la notte fermi alla stazione di Genova Brignole, e del tutto ignari circa il loro destino e la loro destinazione.
E il tutto dopo che il Presidente delle Ferrovie Nazionali aveva vantato in diretta tivù l’efficienza del suo operato, per poi rimangiarsi tutto con la faccia di tolla e intimare ai passeggeri di autogestirsi munendosi di coperte e generi di conforto per la sopravvivenza.
E dire che era già tutto previsto, perché la nostra intelligence e i servizi segreti l’avevano scoperto con largo anticipo, che a dicembre fa freddo e può addirittura nevicare. Invece nulla, ogni allerta dei metereologi non è bastata a salvare il paese dalla paralisi totale per qualche fiocco caduto e per un po’ di acqua solidificatasi sulle strade. Non ci sono dubbi che il nostro capo del governo declinerà qualsiasi responsabilità, farà spallucce dichiarando fiero che lui non era stato avvisato, del fatto che in inverno arrivano venti freddi, cavalcherà a briglie sciolte anche questa occasione di facile populismo televisivo dicendo che questo è un tipico freddo sovietico, e che quindi non ci sono dubbi sulle sue origini comuniste; e si coglierà l’occasione a modificare la costituzione tutta di sinistra, vera responsabile delle gelate in val padana.
Speriamo solo che tutto passi entro due giorni, altrimenti potremmo passare tutti un 25 dicembre senza regali, visto che Babbo Natale rischia di non trovare nemmeno un aeroporto aperto per atterrare con la slitta.






Laureati di tutta Italia, preparatevi a tirar fuori le palle.
La foto che vedete sopra è stata scattata a Madrid in questi giorni ma, a dire il vero, a me era già capitato, lo scorso luglio, di passeggiare sulla 5th Avenue a New York e di trovarmi di punto in bianco davanti agli occhi un adone di forse sedici anni con tutti i muscoli definitissimi in bella vista e mille di punteggio sul pippometro (vedere altra foto qui a destra, scattata dal sottoscritto in persona). No.. non era un body-builder appena uscito dalla palestra senza ricordarsi di vestirsi, ma uno dei testimonial “buttadentro” della catena di vestiario gggiovane Abercrombie (che recentemente ha aperto un primo negozio anche a Milano). 



