Mi piacerebbe fare anch’io come tutti i blogger più fighi, e i quotidiani online. Mi piacerebbe chiudere l’anno segnalando il meglio del 2009, e magari di tutto il decennio che si chiude domani sera. I libri, i film, i dischi, le trasmissioni tivù, i fatti di cronaca e i momenti politici che a mio parere meriterebbero di rimanere nella storia a emblema del perido che sta per esaurire il suo corso.
Il problema è che con l’avanzare dell’età e il moltiplicarsi delle esperienze, la memoria mi fa difetto, tutto mi si confonde nella testa, e anche a distanza di pochissimo tempo fatico ad associare un titolo ad un anno specifico. Insomma anche mettendomici di buona lena e facendo degli sforzi, non ci riesco proprio, a ricordarmi con esattezza cosa ho preferito quest’anno e cosa invece non mi è piaciuto per nulla.
Anche perchè quasi nessuno dei libri, dei film o dei dischi che mi hanno entusiasmato negli ultimi dodici mesi è stato pubblicato nel corso del 2009.
Per fortuna, il vissuto umano ha un calendario assai più soggettivo di quello solare, e di conseguenza io, tanto per fare un esempio, legherò molti dei miei personali ricordi 2009 a “La fiera delle Vanità” di William Thacheray più che alla trilogia di Stieg Larsson o a “Noi” di Walter Veltroni. Esattamente come magari mi ricorderò per sempre dell’anno appena trascorso quando mi ricapiterà di ascoltare “Pop corn” de La strana società, che a dire il vero è un disco del 1972, ma ha spopolato ed è stato gettonatissimo nel juke box che ho in salotto per tutto il 2009.
A rigor di logica, di questo anno appena trascorso dovrebbero passare al futuro Fabio Volo, Dan Brown, Lady Gaga, Marco Mengoni e “Cado dalle nubi” di Checco Zalone, vale a dire i best sellers, i più amati dal pubblico e quindi, sempre in teoria, i prodotti che meglio hanno saputo catturare l’attenzione dei loro contemporanei. Eppure dubito che sarà così, perchè la maggior parte delle volte tutto ciò che fa il botto immediato si polverizza in un tempo altrettanto breve.
Insomma, ben venga il tirar le somme da parte di critici ed esperti: serve, nel suo piccolo, ad analizzare il mutare dei tempi e l’evolversi della storia. Ma il meglio di un anno e le associazioni mentali che nel futuro ci riporteranno mentalmente a quella data sono sempre un fattore del tutto personale, fuori dai parametri cronologici ufficiali, legato a quelle che sono state le nostre scoperte di uomini, e non ai lanci di prodotti sul mercato.










