Il concorrente “Robadaturchi” si aggiudica l’edizione 2009 del concorso “Sanremo Gran Casinò”, lanciato da questo blog il 18 Novembre scorso e chiusosi ufficialmente il 23 Dicembre, quando Paolo Bonolis e la sua band hanno reso noti alla stampa e al mondo intero i nomi dei 16 partecipanti alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana.
Fatti i complimenti al vincitore (che si aggiudica una copia de “Il coso secondo Agnetha” avendo battuto di misura gli 3 partecipanti a un concorso che certo è intrigante, ma piuttosto impegnativo per chiunque desideri partecipare), c’è da aggiungere una piccola nota sottolineando quanto, se i concorrenti al mio totofestival avevano dato del loro meglio sbizzarrendosi per azzeccare non solo i nomi di partecipanti alla kermesse ma anche i titoli delle canzoni da essi presentati, la realtà come sempre abbia superato la più assurda delle fantasie, facendo partorire agli autori dei brani perle di idiozia e paradosso davvero superiori a qualunque farsa.
Invito chi non l’avesse ancora fatto a divertirsi leggendo qui i sarcastici pronostici lasciati nei commenti dai miei lettori il giorno della pubblicazione del concorso, e poi a confrontarli con l’elenco delle canzoni davvero partecipanti al festival, per rendersi conto di quanto parodia e verità finiscano con l’assomigliarsi.
Inizio dicendo che al Festival è stata fatta un po’ di confusione, infatti la canzone di Alexia e Mario Lavezzi, “Biancaneve”, in realtà sarebbe stata perfetta, con il nome del titolo spezzato in due parole, per Patty Pravo.
Vorrei poi soffermarmi sul brano dei Gemelli Diversi, perché davvero “Vivi per miracolo” sembra l’ironica invenzione di uno dei miei concorrenti desideroso di fare dell’umorismo sulla pressoché inesistente carriera del gruppo.
E proseguiamo con Fausto Leali. Per il Sanremo 2008 io feci la previsione di vederlo partecipare con il brano “Bella Gnocca” (verificare qui per credere). Lui deve aver letto il blog ed essersi ispirato, perché infatti quest’anno arriva sul palco dell’Ariston con il brano “Una piccola parte di te”. Che non è poi molto diverso, come concetto.
La già citata Patty Pravo (data per partecipante con “Eroina” dal concorrente Snoopy77) conferma la sua confusione mentale presentando un pezzo in cui l’ordine sintattico è pura opinione, “E io verrò un giorno là”, che suona come una specie di canto d’oltretomba interpretato da una obnubilata moritura.
Pupo e Paolo Belli provano a farsi venir N’Dour almeno il microfono portando a Sanremo il divo della musica afro e una canzone che sembra essere davvero la loro ultima “Opportunità”.
Tralascio i facili commenti su “Luca era gay” di Povia, in primis perché ne stanno parlando già tutti da giorni, poi perché sono certo che se ne parlerà e riparlerà ancora a lungo e infine perché in fondo in fondo quella del cattocantante sbandieratore da anni di omosessualità ravvedute non mi sembra una storia così eclatante o improbabile: fossi andato a letto con Povia, avrei deciso di chiudere per sempre con gli uomini anch’io.
Insomma.. quest’anno più che mai, su questo blog che continua imperterrito ad amare il Festival a dispetto di tutti i suoi più terrificanti aspetti, Sanremo si prospetta, già dalle premesse, una orripilante, paradossale, straordinaria accozzaglia di Roba da Turchi.











Già che siamo in vena, segnalo il bell’articolo su Repubblica che parla della lunga agonia delle librerie gay. Firmato Stefania Culurgioni. Che dire, il nome giusto al posto giusto
Beh.. in effetti messo cos
Scusa, Daniele, ma Il coso secondo Agnetha (sesto rigo)… ahahahah Dillo che stai pensando di scrivere una parodia del tuo romanzo!