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In cerca di Freddy Naggiar

Baby_RecordsNon c’è nulla da fare: ciò che abbiamo tanto desiderato da bambini, gli oggetti dei nostri sogni infantili ci si incastonano nel cervello, nello spirito, e non ce ne liberiamo mai più, continuano ad affascinarci e a farci regredire alla fanciullezza a dispetto della maturità raggiunta.
A me succede con “Mixage” e gli altri long playing della casa discografica Baby Records.
Da piccolo li guardavo per ore nelle vetrine dei negozi, fantasticando di averli, li chiedevo a Babbo Natale nelle mie letterine, li attendevo per settimane e settimane, e quando finalmente arrivavano li ascoltavo per mesi e mesi, consumando i nastri delle cassette. Oggi, a distanza di oltre venticinque anni, entro in quel meraviglioso inferno che è ebay e me li ricompro tutti, pagando fior di quattrini per quei vinili ancora sigillati che mi arrivano per posta e odorano di passato.

Nei primissimi anni ’80 ero un ragazzino-ino-ino già fanatico di canzonette trash, e a quell’epoca per essere figo dovevi ascoltare l’italian-disco-dance di Gazebo, dei fratelli La Bionda, dei primissimi Righeira, e dentro le prime raccolte “Mixage” (che lanciarono la moda del disco non-stop) quelle canzoni c’erano tutte, in versione originale o taroccata da cantanti con le voci simili alle star della top ten.
La Baby Records era un’etichettina milanese che in quel periodo compiva veri e propri miracoli, lanciando successi certo un bel po’ plastificati e artificiosi, ma facendo un mazzo così a tutte le major italiane. Che è un po’ come – lo dico tanto per fare un esempio – i romanzi della Las Vegas Edizioni entrassero in classifica sopra quelli di Mondadori e Rizzoli.

Il deus ex machina di quella miniera di denaro canzonettaro si chiamava Freddy Naggiar, ed era una specie di genio furbacchione (fors’anche un po’ mafiosetto, perché non ci crede nessuno che in Italia qualcuno faccia tutta quella strada solo per intelligenza, talento e fiuto) che oltre a inventarsi la discomusic de noantri tirò fuori dalla naftalina in cui erano avvolte vecchie glorie anni 60-70 come i Ricchi e Poveri, o Al Bano e Romina, e li trasformò in best seller europei, creando tormentoni come “Sarà perché ti amo”, “Felicità”, “Il ballo del qua qua”.
Reclutò uno dei rappresentanti della casa discografica, gli appiccicò il nome Pupo e per due o tre anni ne fece un idolo delle teenagers, nonché un personaggio capace di durare, tra alti e bassi e con dirottamenti televisivi, oltre trent’anni.
Poi, insieme al musicista genovese Gian Piero Reverberi, si inventò i Rondò Veneziano e la famosa sigla che apriva le primissime trasmissioni di Canale 5.
Insomma… partendo da quattro ingredienti scadentissimi, Freddy Naggiar seppe costruire un piccolo impero, e quando nel 1989 vendette tutto il suo catalogo alla BMG perché ormai il mondo discografico stava cambiando troppo, potè (secondo voci di corridoio) comprarsi due castelli in Scozia e ritirarsi a una riservata vita da milionario.

Ecco, non so bene perché ma, probabilmente proprio a causa di quei fortissimi desideri di bambino radicatimisi dentro, qualche settimana fa, a trentaquattro anni suonati, mi è ripresa la passione per i Mixage, per il mio mito infantile della Baby Records. Sono entrato in internet, ho comprato su ebay i vinili originali di quelle compilation, e mi sono messo in cerca di Freddy Naggiar.
Non che si trovi granché, solo uno o due blog di fanatici nostalgici come il sottoscritto che ripercorrono la storia dell’etichetta, e il sito ufficiale della Baby Records International, il quale però sembra fermo al 1999, quando si tentò invano un rilancio sul mercato.
Ho addirittura provato a fare il numero di telefono indicato nella home page, e confesso che è stata una strana emozione sentire una voce metallica pronunciare la frase “Risponde la segreteria telefonica della Baby Records”: mi è sembrato di sentire un fantasma sussurrarmi all’orecchio che i miei sogni di bambino non si sono affievoliti ma stanno ancora lì, all’altro capo del filo, identici a com’erano nei primi anni ‘80.

Non ho avuto il coraggio di richiamare in orario di ufficio per scoprire se davvero risponde ancora qualcuno, chiedere cosa fanno oggi alla Baby Records, e soprattutto indagare su dove si trova Freddy Naggiar, perché certo questo mio blog non è una testata giornalistica sufficientemente autorevole per chiedere un’intervista-revival in cui farsi svelare tutti i segreti nascosti ai successi nei Festival di Sanremo dove i suoi cantanti trionfavano sempre. Però giuro che prima o poi la scrivo, una storia ispirata al mio discografico preferito, e poco importa se agli editori non interesserà granché della biografia di uno che ha inventato Mixage e nessuno me la pubblicherà: io lo farò soprattutto per coerenza, e per affetto nei confronti di quel ragazzino-ino-ino che a Babbo Natale chiedeva la cassetta di Bimbo Mix e le altre produzioni trash della Baby Records.

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Comments

  1. Basta pranzare da Berti in via Algarotti a milano per incontrarlo

  2. Caro Daniele, la ricerca dei vecchi vinili della baby records può essere correlata con la produzione di serotonina o, in estrema ipotesi, essere l'estrinsecazione di una qualche forma di devianza tipo la coprofagia (per quanto Marcello Marchesi consigliasse: "mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare").
    Anche io ero bambino negli 80 e i vari "mixage" e "bimbo mix" ( non a caso inseriti da "Cuore" nella rassegna dei crimini del dopoguerra) già allora mi sembravano repellenti.

    Ciao.

    Silver

  3. Naggiar è ancora in giro per Milano, e vi assicuro che è una persona simpaticissima ed è molto gradevole sentire gli aneddoti dei mitici anni 80 della baby records

  4. Sono anni che cerco Naggiar per una semplice chiaccherata, senza scopi secondi ecc. Gli sono arrivato da un passo svariate volte ma non c’è mai stato quello finale… vedremo

  5. Sai, non sei il solo…mentre leggevo il tuo articolo…pensavo che le tue parole avrei potuto scriverle anch’io…w gli anni 80…e complimenti da un 35 enne che vive di 80′s

  6. Condivido appieno le tue parole… A 34 anni è riscoppiata la passione per i Mixage e gli anni 80 anche a me… Pensa che ho riversato su cd tutti i vinili, neho scannerizzato le copertine e ho addirittura trovato tre edizioni di Mixage uscite solo in Francia! Demenza senile… :)

    Un caro saluto.

    Francesco – francescomassa@alice.it

  7. occi fatti facebook dai dai

  8. Uh Signur! Che ricordi mi hai rievocato con la Baby Records, Bimbo Mix, Mixage e anche Rondò Veneziano… Mi sa che qualche cassettina ancora a casa ce l’ho… E poi non sapevo nulla di Freddie Naggiar… Bel post, dal sapore vintage come piace a me!

    Buona settimana,

    Luigi

    Il Covo Del Canarino Mannaro

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