Un giorno qualunque

17 May 2012

Una volta si diceva “Io non ho nulla contro i gay, ho un sacco di amici gay” (su questa cretineria, per esempio, Gianni Morandi ha costruito l’intero Festival di Sanremo ...

Leggi Tutto

Il gioco dei ricordi

16 May 2012

E’ vero… si fa fatica a crederlo, eppure la gente si divertiva stando insieme anche prima dell’avvento di Facebook e del mondo digitale. Ci si riuniva comunque, e si passava il ...

Leggi Tutto

La sacrosanta solitudine dello scrittore

14 May 2012

Bevetevi un bel romanzo. O un saggio, o una poesia. Sì perché… secondo quanto dichiarato al Salone del Libro da Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, il futuro dell’editoria starà ...

Leggi Tutto

Obama sarà il mio testimone di nozze

10 May 2012

Quelli che, solo per il fatto di avere un profilo Facebook, amano commentare e cercare di mettersi in mostra facendo sempre i bastian contrari possono continuare a insistere sul fatto ...

Leggi Tutto

Vivi e selvaggi come 2 Cavalli

9 May 2012

La primavera è ormai definitivamente arrivata, dunque noi di DISCORING siamo pronti ad uscire dagli studi radiofonici in cui siamo rimasti chiusi per tutto l’inverno e concederci qualche scampagnata vintage ...

Leggi Tutto

tastier-jukebox

Aspettando il 1959

A tutti coloro che non hanno ancora deciso come passare la fantomatico notte di San Silvestro vorrei dare un suggerimento trendissimo per accogliere l’anno nuovo nel più consono dei modi e anticipare le mode bruciando sul tempo gli avvenimenti e le tendenze dei prossimi mesi.
Innanzitutto il dress-code di rigore per la serata: per lei gonna a palloncino, corpetto che metta ben in mostra il seno e stringa la pancia a simulare un vitino da vespa, colori pastello e pettinatura cosiddetta “ad alveare”; per lui un completo giacca più pantalone a taglio sportivo, cravattina stretta in tessuto sintetico e taglio militare imbrillantinato e lucido che ti ci specchi. Colonna sonora di Frankie Avalon, Connie Francis, Neil Sedaka, The Platters e The Chordettes. Buffet a base di torte della nonna e una vasca da bagno di punch per dare un po’ di ritmo.
Insomma un bel party in puro stile fifties, per aspettare con coerenza l’imminente arrivo del nuovo anno: il 1959.

Sì perché a guardarsi bene intorno, e soprattutto ad annusare l’aria per provare a immaginare cosa potrà accadere nei prossimi mesi, si respira un’atmosfera di restaurazione di vecchi valori, di ritorno al passato, di nuvole rosa e di Happy Days. Dunque agghindiamoci tutti come Marion e Ricky Cunningam, sediamoci assieme davanti alla tivù guardandola come se fosse un vero e proprio miracolo concretizzatosi nel nostro salotto, fidiamoci di lei, abbandoniamoci al suo dolce dondolio che da lì a poco diventerà un meraviglioso twist. Lasciamoci stupire dalle capacità pulenti di un detersivo, convinciamoci che la felicità corrisponda a poter comprare anche noi un nuovo elettrodomestico di ultimissima generazione, cavalchiamo l’onda di da questo ottimismo politico che viene fuori dai teleschermi.

Facciamo come se gli anni ’60 e 70 con tutte le loro scomode rivoluzioni non fossero mai esistiti, dimentichiamoci John Lennon (buono ormai solo per fare da colonna sonora a uno spot dell’Enel), Martin Luther King (ah-ah.. abbrrrrrrrronzattissimo!), Pier Paolo Pasolini (che fosse vivo oggi, sarebbe finito sull’Isola dei famosi pure lui e farebbe il cascamorto con Rubicondi). Cancelliamo con una bella passata di mocio vileda tutti i noiosissimi intellettuali e artisti arrivati dopo Modugno, e già che ci siamo pure lui, ché quella sua “Volare” era troppo urlata e sovversiva, per i miei gusti. Fermiamoci a Nilla Pizzi e Carla Boni. Svuotiamoci la mente, liberandola da tutti quei noiosi concettualismi e finti impegni sociali inventati da Bob Dylan solo per vendere più dischi. Rispolveriamo la Casetta in Canadà, che tutte le volte che brucia rinasce sempre dalle proprie ceneri.
Insomma smettiamola di preoccuparci, e pensiamo a divertirci. Al nostro destino badano i grandi padri della classe dirigente italiana, quindi possiamo star tranquilli.

Qualcuno infili una monetina nel juke box, e digiti la selezione. Pochi istanti e le casse spareranno a tutto volume il grande successo del momento: la romantica, caldissima voce di Earl Grant che su un giro lento di chitarra canta suadente “The End”. Appunto.

E, a voi tutti, cari amici vicini e lontani, un augurio sincero per un felice 1959!

Tag: