"Il Cosmo secondo Agnetha" di nuovo in libreria

12 April 2017

Inaspettatamente - ed inspiegabilmente - Las Vegas Edizioni ha deciso di mandare in libreria una nuova edizione de "Il cosmo secondo Agnetha", a nove anni dal suo debutto ufficiale, e ...

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Non c’è su Amazon, non c’è su iTunes, non c'è su Facebook. Quindi mi piace.

10 June 2014

Non è che uno si chiama Vecchiotti così, a caso. E io devo fare i conti con me stesso: l’omen che già nel nomen mi porto addosso racconta già tutta la ...

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Scrittori a vento

10 February 2014

Se ne parla sempre più spesso, e con crescente accanimento, fioriscono i dibattiti sui forum dedicati al tema dell’editoria, e dunque credo urga arrivare a un punto, e ridefinire cosa ...

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Book Morning Agnetha

14 January 2014

«Oooohhh Danielita! Avete visto? C'è ancora qualcuno che si ricorda di noi! E voi che vi ostinate a pensare che, data l'età, per le librerie e le darkroom siamo ormai ...

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Seguirà dibattito

8 January 2014

L’imminente scomparsa della pellicola a 35 millimetri che, a brevissimo, verrà sostituita dalla proiezione digitale in tutte le sale cinematografiche in grado di convertire il loro impianto (con l’inevitabile moria ...

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Archivio del 2008

Ancora qualche riga di augurio prima di chiudere la valigia e andarmene in vacanza per una settimana (il blog riaprirà ufficialmente il 7 gennaio).

Considerato che qui a Genova fa un freddo insopportabile per un amante delle temperature tropicali come me, ho pensato bene di andarmene sei giorni a Budapest. Nel senso che sottozero per sottozero tanto vale vedere un posto nuovo, e aggiungere una bandierina fondamentale al mio portfolio di cultore della pornografia. La capitale dell’Ungheria è una tappa obbligata, per chi voglia tirarsela da esperto dell’x-rated: tre quarti dei video mondiali vengono girati lì, dove la tolleranza per il sesso e l’amore per il denaro facile sono di casa, quindi è a dir poco scandaloso che io abbia lasciato passare trentaquattro anni della mia vita senza correre a dare almeno un’occhiatina.

Per i racconti sul viaggio e sulla valanga di peni-seni-vagine che mi scorreranno davanti agli occhi vi rimando alle future puntate della rubrica Weekend al Cinema Porno, ma visto che mentre io scrivo queste righe la web radio attualmente aperta sul mio pc ha deciso di mandare in onda, lupus in fabula, proprio “L’anno che verrà” di Lucio Dalla, non posso esimermi da lasciare un piccolo ma sincero bigliettino di “Happy New Year” a chi ha preso il vizio di passare su questo blog ogni tanto.

Non credendo agli oroscopi mi riesce difficile fare qualunque previsione sull’imminente domani, ma intanto come assaggino di buon auspicio per il duemilanove vi regalo la copertina di “Corpi d’acqua”, l’antologia di racconti che in primavera battezzerà la neonata casa editrice Voras, e nella quale sarà inclusa la mia short story “Farang”, scritta per l’occasione.

Perché va bene la crisi finanziaria internazionale, va bene la Carfagna ministra per altri quattro anni, va bene anche il presenzialismo televisivo di Genoveffo XVI (che pare aver contattato Paolo Bonolis per proporsi come valletta a Sanremo), ma se non si vuole impazzire bisogna sempre trovare il modo di conservarsi una bella storia per il futuro.

Ecco… a tutti gli amici e gli sbiriciatori misti di vecchiotti.it voglio augurare un anno nuovo pieno di storie belle e interessanti, di frasi ricche e periodi intensi, un anno con la sintassi a posto e la grammatica come si deve. Un anno in cui il destino faccia da correttore di bozze e aggiusti i refusi tipici della natura umana. Un anno che aggiunga un buon capitolo alla trama, e che faccia crescere la voglia di continuare a leggere, per scoprire cosa succede dopo.

A tutti coloro che non hanno ancora deciso come passare la fantomatico notte di San Silvestro vorrei dare un suggerimento trendissimo per accogliere l’anno nuovo nel più consono dei modi e anticipare le mode bruciando sul tempo gli avvenimenti e le tendenze dei prossimi mesi.
Innanzitutto il dress-code di rigore per la serata: per lei gonna a palloncino, corpetto che metta ben in mostra il seno e stringa la pancia a simulare un vitino da vespa, colori pastello e pettinatura cosiddetta “ad alveare”; per lui un completo giacca più pantalone a taglio sportivo, cravattina stretta in tessuto sintetico e taglio militare imbrillantinato e lucido che ti ci specchi. Colonna sonora di Frankie Avalon, Connie Francis, Neil Sedaka, The Platters e The Chordettes. Buffet a base di torte della nonna e una vasca da bagno di punch per dare un po’ di ritmo.
Insomma un bel party in puro stile fifties, per aspettare con coerenza l’imminente arrivo del nuovo anno: il 1959.

Sì perché a guardarsi bene intorno, e soprattutto ad annusare l’aria per provare a immaginare cosa potrà accadere nei prossimi mesi, si respira un’atmosfera di restaurazione di vecchi valori, di ritorno al passato, di nuvole rosa e di Happy Days. Dunque agghindiamoci tutti come Marion e Ricky Cunningam, sediamoci assieme davanti alla tivù guardandola come se fosse un vero e proprio miracolo concretizzatosi nel nostro salotto, fidiamoci di lei, abbandoniamoci al suo dolce dondolio che da lì a poco diventerà un meraviglioso twist. Lasciamoci stupire dalle capacità pulenti di un detersivo, convinciamoci che la felicità corrisponda a poter comprare anche noi un nuovo elettrodomestico di ultimissima generazione, cavalchiamo l’onda di da questo ottimismo politico che viene fuori dai teleschermi.

Facciamo come se gli anni ’60 e 70 con tutte le loro scomode rivoluzioni non fossero mai esistiti, dimentichiamoci John Lennon (buono ormai solo per fare da colonna sonora a uno spot dell’Enel), Martin Luther King (ah-ah.. abbrrrrrrrronzattissimo!), Pier Paolo Pasolini (che fosse vivo oggi, sarebbe finito sull’Isola dei famosi pure lui e farebbe il cascamorto con Rubicondi). Cancelliamo con una bella passata di mocio vileda tutti i noiosissimi intellettuali e artisti arrivati dopo Modugno, e già che ci siamo pure lui, ché quella sua “Volare” era troppo urlata e sovversiva, per i miei gusti. Fermiamoci a Nilla Pizzi e Carla Boni. Svuotiamoci la mente, liberandola da tutti quei noiosi concettualismi e finti impegni sociali inventati da Bob Dylan solo per vendere più dischi. Rispolveriamo la Casetta in Canadà, che tutte le volte che brucia rinasce sempre dalle proprie ceneri.
Insomma smettiamola di preoccuparci, e pensiamo a divertirci. Al nostro destino badano i grandi padri della classe dirigente italiana, quindi possiamo star tranquilli.

Qualcuno infili una monetina nel juke box, e digiti la selezione. Pochi istanti e le casse spareranno a tutto volume il grande successo del momento: la romantica, caldissima voce di Earl Grant che su un giro lento di chitarra canta suadente “The End”. Appunto.

E, a voi tutti, cari amici vicini e lontani, un augurio sincero per un felice 1959!

Il concorrente “Robadaturchi” si aggiudica l’edizione 2009 del concorso “Sanremo Gran Casinò”, lanciato da questo blog il 18 Novembre scorso e chiusosi ufficialmente il 23 Dicembre, quando Paolo Bonolis e la sua band hanno reso noti alla stampa e al mondo intero i nomi dei 16 partecipanti alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana.

Fatti i complimenti al vincitore (che si aggiudica una copia de “Il coso secondo Agnetha” avendo battuto di misura gli 3 partecipanti a un concorso che certo è intrigante, ma piuttosto impegnativo per chiunque desideri partecipare), c’è da aggiungere una piccola nota sottolineando quanto, se i concorrenti al mio totofestival avevano dato del loro meglio sbizzarrendosi per azzeccare non solo i nomi di partecipanti alla kermesse ma anche i titoli delle canzoni da essi presentati, la realtà come sempre abbia superato la più assurda delle fantasie, facendo partorire agli autori dei brani perle di idiozia e paradosso davvero superiori a qualunque farsa.

Invito chi non l’avesse ancora fatto a divertirsi leggendo qui i sarcastici pronostici lasciati nei commenti dai miei lettori il giorno della pubblicazione del concorso, e poi a confrontarli con l’elenco delle canzoni davvero partecipanti al festival, per rendersi conto di quanto parodia e verità finiscano con l’assomigliarsi.

Inizio dicendo che al Festival è stata fatta un po’ di confusione, infatti la canzone di Alexia e Mario Lavezzi, “Biancaneve”, in realtà sarebbe stata perfetta, con il nome del titolo spezzato in due parole, per Patty Pravo.
Vorrei poi soffermarmi sul brano dei Gemelli Diversi, perché davvero “Vivi per miracolo” sembra l’ironica invenzione di uno dei miei concorrenti desideroso di fare dell’umorismo sulla pressoché inesistente carriera del gruppo.
E proseguiamo con Fausto Leali. Per il Sanremo 2008 io feci la previsione di vederlo partecipare con il brano “Bella Gnocca” (verificare qui per credere). Lui deve aver letto il blog ed essersi ispirato, perché infatti quest’anno arriva sul palco dell’Ariston con il brano “Una piccola parte di te”. Che non è poi molto diverso, come concetto.
La già citata Patty Pravo (data per partecipante con “Eroina” dal concorrente Snoopy77) conferma la sua confusione mentale presentando un pezzo in cui l’ordine sintattico è pura opinione, “E io verrò un giorno là”, che suona come una specie di canto d’oltretomba interpretato da una obnubilata moritura.
Pupo e Paolo Belli provano a farsi venir N’Dour almeno il microfono portando a Sanremo il divo della musica afro e una canzone che sembra essere davvero la loro ultima “Opportunità”.

Tralascio i facili commenti su “Luca era gay” di Povia, in primis perché ne stanno parlando già tutti da giorni, poi perché sono certo che se ne parlerà e riparlerà ancora a lungo e infine perché in fondo in fondo quella del cattocantante sbandieratore da anni di omosessualità ravvedute non mi sembra una storia così eclatante o improbabile: fossi andato a letto con Povia, avrei deciso di chiudere per sempre con gli uomini anch’io.

Insomma.. quest’anno più che mai, su questo blog che continua imperterrito ad amare il Festival a dispetto di tutti i suoi più terrificanti aspetti, Sanremo si prospetta, già dalle premesse, una orripilante, paradossale, straordinaria accozzaglia di Roba da Turchi.

Eccolo qua. Basta fare click sull’icona in fondo al post, schiacciare il pulsantino del mouse e scegliere l’opzione “salva con nome” per trasferire sul proprio pc il mio modesto ma sincero regalo di Natale per tutti i lettori del blog.

Come già detto, mi fa tristezza vedere tutta quella gente che affolla i negozi del centro per comprare oggetti inutili da regalare un po’ per convenzione un po’ per abitudine; trovo più sensato e profondo che, almeno per le feste, ognuno metta a disposizione degli altri le proprie doti personali.
Quindi chi sa cucinare prepari tanti bei biscotti, chi è bravo a lavorare a maglia metta insieme delle avvolgenti sciarpe calde, e chi come me non è capace di far niente a parte scrivere, si inventi una storia da leggere insieme agli amici nella notte della vigilia.

Di “Cynic Christmas” esistono 50 copie stampate, rarissimi esemplari di un testo che mai vedrà altra forma editoriale diversa da questa (e che pertanto fra qualche anno varrà una fortuna, tra i collezionisti). Ho voluto scriverlo per poter donare un po’ del mio tempo, delle mie energie e dei miei pensieri a 50 persone vicine o lontane, ma tutte care per svariati motivi.
Allo stesso modo oggi lo regalo a chiunque, per una ragione o per l’altra, è abituato a passare da queste pagine virtuali, a chi lo fa tutti i giorni e a chi invece solo una volta ogni tanto. A tutti quelli capitati qui per caso e incuriositi dagli sproloqui di un inguaribile grafomane e a coloro che invece, arrivati sul blog in cerca di informazioni su un film porno, sono rimasti delusi dall’impostazione fintointellettuale del sito e se lo scorderanno tre secondi dopo esserne usciti.

Per chi mi ha letto durante tutto il 2008, per chi ha acquistato i miei libri, per chi li ha regalati agli amici e per chiunque abbia fatto un pezzetto di strada con me, questo racconto è il regalo più sincero e sentito che io potessi immaginare, il più personale e rappresentativo.
Scaricatemi gratis, per Natale, stampatemi o copiatemi su una chiavetta usb, e sistematemi sotto il vostro albero insieme agli altri pacchi. Certo non sortirò l’effetto sorpresa di un televisore al plasma, di un anello con diamante o di un paio di scarpe prada, ma una storia è sempre una storia, ha un suo valore ineguagliabile e unico. e almeno così passerò un Natale felice e soddisfatto al pensiero che, se a strisciare una carta di credito sono capaci tutti, un “Cynic Christmas” potevo regalarvelo solo io.
Buon Natale.

Spiacenti! Il tempo massimo per effettuare il download del file è scaduto.

Come già annunciato, per il Natale 2008 ho scritto un raccontino poco tradizionale intriso di sesso e perversione. “Cynic Christmas”, scaricabile gratuitamente da domani (e per soli 3 giorni 3) su questo blog, avrebbe l’ambiziosa pretesa di portare una ventata di novità alla classica narrativa delle feste, fatta tutta di bambini buoni, folletti, fantasmi del passato e anime redente. Mi ero dato da fare per costruire una storiella in cui tutti gli elementi classici (Santa Claus, l’albero, le lucine, i regali, la messa di mezzanotte e catalogo completo) si mischiassero a ingredienti meno convenzionali e più contemporanei (una prostituta sadomaso, una serie televisiva piena di crudeltà, la fregola consumistica che ci fa battere i cuori ogni anno a dicembre).
Non che avessi la presunzione di rivoluzionare la narrativa natalizia, per carità, ma pensavo almeno di averci messo quel tocco di originalità che cerco sempre di spolverare sui miei scritti; credevo che buttare il vecchietto dalla giubba rossa in una specie di film pornhorror sarebbe stato un modo alternativo per far gli auguri ai miei lettori affezionati.

Invece ecco che, a meno di 48 ore dalla pubblicazione online della storiella, Papa Genoveffo XVI mi ruba l’idea e la scena, lanciando su tutti i media mondiale (con un impatto promozionale leggermente maggiore a quello garantitomi dal mio blog) il suo sexymessaggio all’umanità.

Insomma da un pontefice mi sarei aspettato temi più confacenti all’atmosfera dell’avvento, che so io, la carità, la pace, l’attenzione agli umili e ai più deboli; invece lui ha bruciato sul tempo il coupe de theatre che andavo preparando da settimane, e ha sparato in onda nell’alto dell’etere il suo ennesimo anatema etero, precisando che solo Dio può decidere chi è uomo e chi è donna. Dunque una chiara presa di posizione contro tutte le realtà transgender, che ha consentito a tutti i teologi e i filosofi del cosmo di trarre una prima importante conclusione: è palese che anche il Papa seguiva l’Isola dei Famosi, e a quanto pare non deve aver preso bene la sconfitta del bidello ossigenato.

E per carità, io comprendo che dev’essere umiliante per il capo della chiesa rendersi conto che la potenza divina non ha sufficiente influenza sul televoto, però credo che ci sia della reale perversione, e un’ossessione smodata, in un Papa che a due giorni dal Natale si preoccupa ancora di frugare nelle mutande della gente. Insomma… io sotto le feste sospendo persino la celebre rubrica “Weekend al Cinema Porno”…. Se un po’ di senso della riverenza e della sacralità prende addirittura me… da un pontefice ci si dovrebbe aspettare un po’ più di spirito natalizio, non la solita pruderie da prelato.

Beh… io domani “Cynic Christmas” ve lo regalo comunque. Voi sappiate che, anche se Genoveffo XVI ha giocato d’anticipo, l’idea l’avevo avuta prima io.


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