Un giorno qualunque

17 May 2012

Una volta si diceva “Io non ho nulla contro i gay, ho un sacco di amici gay” (su questa cretineria, per esempio, Gianni Morandi ha costruito l’intero Festival di Sanremo ...

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Il gioco dei ricordi

16 May 2012

E’ vero… si fa fatica a crederlo, eppure la gente si divertiva stando insieme anche prima dell’avvento di Facebook e del mondo digitale. Ci si riuniva comunque, e si passava il ...

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La sacrosanta solitudine dello scrittore

14 May 2012

Bevetevi un bel romanzo. O un saggio, o una poesia. Sì perché… secondo quanto dichiarato al Salone del Libro da Vincenzo Russi, direttore generale del Cefriel, il futuro dell’editoria starà ...

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Obama sarà il mio testimone di nozze

10 May 2012

Quelli che, solo per il fatto di avere un profilo Facebook, amano commentare e cercare di mettersi in mostra facendo sempre i bastian contrari possono continuare a insistere sul fatto ...

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Vivi e selvaggi come 2 Cavalli

9 May 2012

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Natale sarà anche il festival del cuore, delle attenzioni per gli altri, dei regali, del vogliamoci tutti bene, ma è anche la più grande e universale sagra della frase fatta, dell’augurio proforma, delle belle parole senza significato alle spalle. La più gettonata è anche la mia preferita, quella che in questi giorni mi capita continuamente di sentirmi ripetere da una valanga di semiestranei, e sulla quale tutte le volte faccio una fatica immane a trattenermi dai miei abituali commenti sarcastici. Sarà capitato ad ognuno di voi, ne sono certo, di sentirsela sparare addosso o magari anche di spararla: “…e se non ci vediamo più prima di Natale, ti faccio tanti tanti begli auguri!”

Sarò anche maligno e malpensante, una specie di Scrooge senza il suo conto in banca ma con la stessa stronzaggine nel cuore, però io quando mi sento ripetere il rosarietto di rito, “….e se non ci vediamo prima di Natale…”, ho come la sensazione che dietro la vetrina di quel sorriso il reale messaggio sia: “e ti faccio tanti tanti begli auguri perché spero che almeno da qui a Natale non avrò più la sfiga di rincontrarti”.

Sia chiaro.. adoro fare e ricevere regali, pensieri e dimostrazioni di affetto, e ho un bisogno di calore umano degno di un orfano bielorusso; ma proprio per questo sono intollerante ed allergico a quel catalogo di formalismi in salse miste che, pur spacciandosi per interesse verso il prossimo, restano la più bieca e offensiva negazione del rapporto umano. Mi gratifica di più sentirmi augurare una dissenteria da quelli a cui sto sulle palle e rendermi conto che almeno si tratta di un auspicio sincero, che non vedermi sorridere a trentasei denti e notare gli occhi gelidi di indifferenza dietro la maschera.

Insomma, non è difficile rendersene conto, quando gli auguri e gli abbracci sono elargiti per senso del dovere e della buona creanza, e allora preferisco che chi mi incontra per strada faccia finta di non vedermi, o mi passi addosso calpestandomi come fossi trasparente.

Mi piacciono le relazioni vere, i rapporti sinceri, indipendentemente da cosa essi si portino addosso. Per questo vi prego di comportarvi conformemente ai vostri reali desideri per me, se vi capitasse di incrociarmi per via.

Ma, se al contrario, non dovessimo vederci più prima di Natale, vi faccio comunque tanti tanti begli auguri.

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