"Il Cosmo secondo Agnetha" di nuovo in libreria

12 April 2017

Inaspettatamente - ed inspiegabilmente - Las Vegas Edizioni ha deciso di mandare in libreria una nuova edizione de "Il cosmo secondo Agnetha", a nove anni dal suo debutto ufficiale, e ...

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Non c’è su Amazon, non c’è su iTunes, non c'è su Facebook. Quindi mi piace.

10 June 2014

Non è che uno si chiama Vecchiotti così, a caso. E io devo fare i conti con me stesso: l’omen che già nel nomen mi porto addosso racconta già tutta la ...

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Scrittori a vento

10 February 2014

Se ne parla sempre più spesso, e con crescente accanimento, fioriscono i dibattiti sui forum dedicati al tema dell’editoria, e dunque credo urga arrivare a un punto, e ridefinire cosa ...

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Book Morning Agnetha

14 January 2014

«Oooohhh Danielita! Avete visto? C'è ancora qualcuno che si ricorda di noi! E voi che vi ostinate a pensare che, data l'età, per le librerie e le darkroom siamo ormai ...

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Seguirà dibattito

8 January 2014

L’imminente scomparsa della pellicola a 35 millimetri che, a brevissimo, verrà sostituita dalla proiezione digitale in tutte le sale cinematografiche in grado di convertire il loro impianto (con l’inevitabile moria ...

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Archivio del 2005

napoliSto partendo per Napoli dove passerò la fine del 2005 e la prima settimana del 2006 ospite a casa dell’amico Giggidalessio (purtroppo solo un sosia del mio grande idolo partenopeo, ma in ogni caso spero di fare incetta di materiale pirata del Giggi origgginale, come dvd di sceneggiate inedite qui al nord e biglietti di concerti autografati da lui in person!). 

Anche a causa di queste mie ricerche nel regno del trash, temo che il blog si fermerà per una decina di giorni.

Auguro a tutti coloro che passeranno da qui un 2006 pieno di post straordinari e, per buon auspicio, vi lascio una canzonetta degli ABBA (1980, dall’album Super Trouper). Come insegna il grande romanzo "Il cosmo secondo Agnetha Faltskog", trattandosi di un pezzo cantato dalla biondina del gruppo c’è sempre un retrogusto amarognolo di amore finito, di tempo che se ne va e di piatti sporchi, ma il refrain (dove infatti entra anche la voce di Frida) è assai più ottimistico.

E poi trovo che sia un fantastico documento sugli anni ’70, con quella frase straordinaria che allora sapeva di futurismo e oggi puzza di stantio ("chi lo sa come saremo, quali bugie ci attenderanno, alla fine degli anni ’80").

A tutti voi, ma soprattutto a me e al mio agente letterario, auguro un anno pieno di Agnetha Faltskog!

 


 



No more champagne
And the fireworks are through
Here we are, me and you
Feeling lost and feeling blue
It’s the end of the party
And the morning seems so grey
So unlike yesterday
Now’s the time for us to say…

Happy new year
Happy new year
May we all have a vision now and then
Of a world where every neighbour is a friend
Happy new year
Happy new year
May we all have our hopes, our will to try
If we don’t we might as well lay down and die
You and i

Sometimes I see
How the brave new world arrives
And I see how it thrives
In the ashes of our lives
Oh yes, man is a fool
And he thinks he’ll be okay
Dragging on, feet of clay
Never knowing he’s astray
Keeps on going anyway…

Happy new year
Happy new year
May we all have a vision now and then
Of a world where every neighbour is a friend
Happy new year
Happy new year
May we all have our hopes, our will to try
If we don’t we might as well lay down and die
You and i

Seems to me now
That the dreams we had before
Are all dead, nothing more
Than confetti on the floor
It’s the end of a decade
In another ten years time
Who can say what we’ll find
What lies waiting down the line
In the end of eighty-nine…

Happy new year
Happy new year
May we all have a vision now and then
Of a world where every neighbour is a friend
Happy new year
Happy new year
May we all have our hopes, our will to try
If we don’t we might as well lay down and die
You and I

“Hai preso l’ultimo di Dan Brown? Io l’ho finito in due sere… praticamente divorato! Davvero straordinario!”
Un collega intellettuale mi guarda dall’alto delle sue 400 pagine lette in poche ore e io mi sento come un minidotato in concorso al Premio Mandingo.

Un altro anno è passato senza che io sia riuscito a leggere “Il Codice Da Vinci”. Giuro che ci ho provato, ho fatto del mio meglio, ce l’ho messa tutta, mi sono impegnato anima e corpo ad acquistarlo quando ne era uscita l’edizione economica con Repubblica, ma poi mi è mancata la forza. Così un altro anno se ne va senza che io sia riuscito a saper biascicare qualche parola quando, nelle conversazioni intellettuali da pausa caffè o da cena in pizzeria, tutti si mettono a dibattere su Dan Brown. Ci ho provato facendomi prestare “Angeli e demoni” ma, lo ammetto, mi sono arreso a pagina 33, crocifisso a sonno mortale da uno sbadiglio più grosso degli altri.

Ormai non faccio neanche più di buoni propositi per l’anno nuovo, mi conosco, so che sarebbero inutili. Mi ritroverò a fine 2006 ancora allo stesso punto, ignorante in materia ed escluso dai discorsi di amici e conoscenti. Ma non ce la farò. Non riuscirò a leggere più di due capitoli nemmeno dell’ultimo romanzo pubblicato, “La verità del ghiaccio”, congelato come sono dentro il mio bisogno di trovare dentro un libro un guizzo di genialità che non abbia a che fare con l’intreccio della trama o gli effetti speciali di un colpo di scena acrobatico.
Ci rinuncio, e lo confesso così, senza più timori. Non farò più il tentativo di entrare anch’io a far parte della setta di lettori incalliti, mi autodichiarerò inadatto ai thriller storici, liberandomi così d’amblé di un senso di inferiorità che mi attanaglia da tempo. Rinuncio a Dan Brown. E a Ken Follet, a Wilbur Smith, a Giorgio Faletti (quello poi!), a John Grisham e compagnia bella.
Per il nuovo anno faccio il proposito di essere tristemente me stesso, e di non sforzarmi più per adeguarmi alla massa intellettualoide.

Per il nuovo anno faccio il proposito di continuare a dedicarmi alla buona letteratura.

Ai miei due, fedeli, adoratissimi lettori, un sincero e sentito

BUON NATALE!

Chcken little, Harry Potter, Kirikù, Narnia, il leone la strega e l’armadio.. come ogni Natale le sale cinematografiche si riempono di pellicole per bambini. E io, che bambino lo torno sempre volentieri, cerco una pellicola adatta a me, ma non ne trovo.

A me questo lungo catalogo di maghetti, fattucchiere e animali umanizzati non dice proprio nulla.

Io rivoglio i vecchietti stronzi del Muppet show.

Sarà anche mielosa nostalgia da 31enne, ma a me i due nonnini cattivi che, dal palchetto del teatro, assistevano a uno show che sembravano odiare criticando tutto e sputando veleno a destra e a manca mi facevano impazzire. Questi due erano ben distanti dalle atmosfere zuccherate degli spettacoli per bambini.. loro già all’epoca ti insegnavano l’arte del sarcasmo, dell’ronia feroce, della crudeltà linguistica, della violenza intellettuale. Insomma ti stimolavano il cervello.

Mi hanno sempre dato fastidio gli eroi perfettini alla Harry Potter, fin da piccolo ho amato i personaggi copiati dal mondo vero, pieni di difetti (che dire di Mr. Magoo?). E i due vecchietti dei Muppet erano davvero la summa della umana essenza.

Domani a Londra Sir Elton John e il suo compagno di lunga data David Furnish convoglieranno a giuste – giustissime direi – nozze. Contrariamente alle abitudini ridondanti e un po’ (tanto) kitsch della popstar britannica il matrimonio sarà un semplice "affare di famiglia al termine del quale si svolgera’ una serata che deve ancora essere organizzata. Ma alla cerimonia ci saranno solo i genitori di David ed i miei".

Negli stessi giorni, in Italia, il virilissimo cantante (chiamarlo popstar suonerebbe un po’  troppo femmineo per un maschio come lui) Renato Zero dichiara che le persone gay sono paragonabili a quelle disabili, canta al concerto in Vaticano, va a braccetto con Papa Ratzinger e – toh.. che casualità – finisce primo in classifica davanti a Madonna, Vasco Rossi, Baglioni, Ramazzotti, Laura Pausini, Robbie Williams, Anastacia, Mina, Ligabue e Michael Bublè. Un fenomeno tutto italiano davanti a calibri internazionali commercialmente molto superiori a lui. Un fenomeno tutto italiano, appunto.

Non aggiungo altro.. per questo periodo prenatalizio mi ero ripromesso di evitare considerazioni sociopolitiche e limitarmi ai consigli per i regali.

Perciò, cari i miei 2 lettori, se i vostri amici di romanzi proprio non ne vogliono sapere.. comprate loro un bel cd. Elton John, naturalmente. E per chi scarterà il vostro dono sarà un po’ come aver ricevuto la partecipazione di nozze al vero matrimonio dell’anno.

I wanna kiss the bride yeah!
I wanna kiss the bride yeah!
Long before she met him
She was mine, mine, mine
Don’t say I do
Say bye, bye, bye
And let me kiss the bride yeah!

 


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